L’occhio di Medusa: commento e teorie Game of Thrones 8×01

L’occhio di Medusa: commento e teorie Game of Thrones 8×01

Bentornati nella rubrica L’occhio di Medusa, che accompagnerà Il Trono di Spade verso la conclusione con commenti, teorie e tante emozioni. L’ottava stagione inizia lentamente, ma solo in apparenza: già dal promo del prossimo episodio possiamo vedere gli eroi che si preparano alla battaglia, che continuerà per le seguenti puntate senza dar loro un attimo di respiro; per tale motivo questa ultima stagione si apre mostrando la calma prima della tempesta, riunendo personaggi che non si vedevano da anni, portando in scena rivelazioni note solo al pubblico e dando le ultimi informazioni in merito ai due schieramenti politici. È una puntata di assestamento, proprio ciò di cui c’era bisogno prima di partire con le battaglie finali.

Salta subito agli occhi la nuova sigla, che si differenzia sul piano spazio-temporale dalle sigle precedenti. In primo luogo, l’astrolabio cessa di raccontare la ribellione di Robert per concentrarsi su Viserion che distrugge la Barriera, l’ultima sequenza della scorsa stagione; la seconda scena rappresenta le Nozze Rosse, il leone d’oro dei Lannister sotto cui fugge la trota dei Tully, riferimento al Pesce Nero, e davanti al quale si stagliano le Torri Gemelle con un lupo trapassato dalle frecce (Robb) e un altro lupo decapitato (Ned o ancora Robb, dal momento che colui che regge la testa è l’uomo scuoiato dei Bolton); conclude il tutto ancora un drago, questa volta Daenerys, che insieme a tre draghi più piccoli segue la cometa che le indica il cammino.

Sono poche le location apparse nella sigla, le uniche su cui, dopotutto, si ambientano gli eventi del primo episodio. Dalla zona crollata della Barriera parte una strada che si ghiaccia a mano a mano che gli Estranei proseguono il loro cammino, arrivando prima di tutto a Ultimo Focolare. Possiamo finalmente osservare l’interno di Grande Inverno e Approdo del Re, nello specifico il Parco degli Dei, la sala grande e le cripte del primo, e la Torre del Primo Cavaliere, i sotterranei con i teschi di drago e la sala del trono del secondo. Finalmente sopra il Trono di Spade torreggia il leone dei Lannister, perché fino al termine della settima stagione era ancora il cervo a spiccare sulla capitale, nonostante la regina fosse ormai Cersei.

L’episodio circolare rimanda chiaramente al pilot: inizia con un bambino che si arrampica su un albero per vedere meglio il corteo reale, proprio come Bran nella prima puntata della serie, e si conclude con l’incontro tra Bran e “un vecchio amico”, Jaime Lannister. Inoltre, quando Jon e Daenerys giungono di fronte agli Stark, all’appello manca di nuovo Arya, che sembra propensa a ricongiungersi ai diversi amici o nemici di un tempo un po’ alla volta, forse perché – finalmente – ora dispone di tutto il tempo per farlo.

È proprio Arya a dare maggiori soddisfazioni in materia di reunion. L’incontro con il Mastino nella forgia è teso: già nell’episodio precedente, ascoltando il dialogo tra lui e Brienne, avevamo potuto capire quanto il Mastino tenesse ad Arya, mentre la ragazza ha un tarlo nella testa che non smette di tormentarla da quando, grazie all’allenamento con Jaqen e l’Orfana, ha compreso di non desiderarlo più morto. Non sa cosa prova, mentre dimostra di sentirsi a casa insieme a Gendry; il viso le si era illuminato nel momento in cui l’aveva visto sulla strada, la musica era cambiata, Gendry la chiama ancora “milady” e lei ride, e se vogliamo trovare ancora richiami con il pilot sembra di udire la voce di Robert: “Io ho un figlio e tu hai una figlia.” A meno che non muoiano entro il termine della stagione, sarebbe bello vederli insieme. Gendry non le impedirebbe mai di combattere, forgerebbe lui stesso le sue armi. Piccola curiosità: Arya gli ha commissionato quella che sembra una lancia la cui punta può diventare un pugnale di ossidiana; ottima per combattere gli Estranei a relativa distanza, perfetta in modalità assassino.

L’incontro di maggiore rilevanza (a livello emozionale e narrativo) è quello tra Arya e Jon nel Parco degli Dei. Tuttavia, Jon dimostra di considerarla ancora una bambina: le chiede se ha mai usato Ago, le dice che è strano sentirla difendere Sansa; Arya ci rimane un po’ male, ma lui è Jon, è con lei e non vuole pensare ad altro. D’impatto sono anche le parole con cui Arya descrive la sorella, che ora dimostra di conoscere meglio e che si sta dimostrando la più intelligente tra tutti loro – e Jon dovrebbe ascoltarla, perché comprende il risentimento degli alfieri del Nord, capisce le manovre politiche e sa che per combattere non basta dire che bisogna essere uniti, ma fare in modo che lo siano davvero, che accettino l’esercito di Daenerys.

Il Nord è diffidente e lo dimostra anche dopo avere ascoltato il discorso di Tyrion. Un discorso che non è degno di lui. Sansa glielo dice: credeva che lui fosse più intelligente di così. Non si tratta di una sceneggiatura piatta, ma di un cambiamento radicale nel personaggio di Tyrion, che si lascia abbindolare da Cersei, fa il nome dei Lannister mentre il Nord già tentenna per la presenza di una Targaryen e, nel tempo restante, si limita a fare battute sugli eunuchi. C’è qualcosa che non va in Tyrion, che ora non è più sicuro di niente, da se stesso alla scelta di appoggiare Daenerys. Questa confusione lo rende a tutti gli effetti inutile ed è un peccato per un personaggio così grande.

Chi commette più errori di lui, però, è Daenerys. Un’enorme delusione in confronto alla ragazzina spaventata del pilot, ma anche in confronto alla donna che diventa Madre dei Draghi e che libera gli schiavi ad Astapor. Appare soddisfatta di fronte all’effetto dei draghi sul popolo del Nord e non teme le conseguenze della risposta che dà a Sansa in merito al loro nutrimento: in maniera implicita, suggerisce che potrebbero mangiare anche gli uomini che non la appoggiano. Cambia espressione e volontà da un momento all’altro, prima apparendo dispiaciuta di non piacere a Sansa e un attimo dopo ricordando a Jon che lei è la sua regina. È un personaggio che con il passare delle stagioni diventa sempre più insopportabile perché fin troppo sicura di sé e di ciò che ha fatto per giungere a quel punto, tanto da dimenticare di empatizzare con il popolo.

Il primo volo di Jon è stato imbarazzante, ma non si tratta solo di fanservice. C’era stato più tempo per osservare e capire l’amore tra Jon e Ygritte, mentre la passione tra lui e Daenerys è esplosa solo nella scorsa stagione e c’è bisogno di accelerare i tempi, mostrando però l’affetto che li unisce per rendere più dolorosa la scoperta delle origini di Jon e ciò che questo comporta. Sarebbe comunque meglio descrivere la loro storia senza fare continui rimandi a Ygritte, dalla presenza della cascata al desiderio di Daenerys di restare lì per sempre: se devono rendere il loro un amore epico (e in pochissimo tempo), dovrebbero creare nuove basi, non copiare dal vero amore tra Jon e Ygritte.

C’è un dettaglio da tenere a mente: Daenerys convince Jon a salire su Rhaegal prima di scoprire che è un Targaryen; in Fuoco e Sangue i draghi sono stati cavalcati anche da uomini e donne che non avevano il sangue dei Targaryen, però questa scena fa l’occhiolino all’incontro di Tyrion con i due draghi a Meereen, spiegando allo spettatore che, almeno nella serie televisiva, il Folletto non è un Targaryen (molte speculazioni sono state fatte dopo l’improvvisa accettazione di Tyrion da parte di Viserion e Rhaegal).

L’ultima scena di Daenerys dimostra quanto lei sia priva di tatto come Bran (che senza girarci intorno la informa subito che Viserion, suo figlio, è stato riportato in vita e gli altri draghi dovranno ucciderlo, dettaglio che non sembra però turbarla più di tanto). Scoprendo che Sam è il figlio di Randyll Tarly, Daenerys avrebbe potuto fare finta di niente, ringraziarlo di nuovo e andarsene, oppure mostrarsi dispiaciuta dicendo soltanto che purtroppo lo aveva affrontato sul campo di battaglia. Invece spiega quello che è accaduto: Randyll si era rifiutato di inginocchiarsi. John Bradley è stato straordinario, la sua migliore interpretazione finora, sebbene di pochi minuti.

Mi ero chiesta perché lui e Jon non si fossero ancora rivisti, ma la spiegazione era semplice: Sam sapeva di dovergli dire la verità e temeva quel momento. Lo incontra nelle cripte dove nel pilot si erano parlati Ned e Robert, in un dialogo che anche al tempo aveva significato una svolta decisiva per la trama (la nomina di Primo Cavaliere): Jon è Aegon Targaryen, legittimo erede del Trono di Spade. A lui non interessa la corona, ma di certo si sta rendendo conto dell’incesto che sta avendo con la zia, nonché grazie alla parole di Sam del tipo di regnante che sarebbe Daenerys, accecata dal desiderio di salire al trono come lo è Cersei dal potere (c’è una differenza, perché in questo caso Daenerys risulta più simile a Stannis). Il matrimonio che Davos, Varys e Tyrion vorrebbero progettare è ora in bilico, perché difficilmente Jon accetterà. Tuttavia non dirà nulla alla Madre dei Draghi, la incontrerà nelle cripte e si fingerà abbattuto per la battaglia imminente, ma sarà solo a Roccia del Drago che le rivelerà la verità.

Nonostante gli eventi principali si svolgano a Grande Inverno, anche nella capitale dei Sette Regni accade qualcosa degno di nota. Cersei riceve la Compagnia Dorata (non gli elefanti che desidera, ma d’altronde non sarebbero molto veloci se dall’alto li colpissero i draghi) e accetta di andare a letto con Euron. Ha giocato bene le sue carte: nel caso fosse davvero incinta, in questo modo potrebbe fare passare il figlio di Jaime per quello concepito con Euron (beve appena il vino e solo davanti agli occhi dell’amante); sebbene concedersi al pirata le consenta di rafforzare un’alleanza che potrebbe essere sul punto di rompersi, la nascita di un erede potrebbe ulteriormente convincere Euron ad appoggiare la causa Lannister. Distratto da Cersei, non è presente mentre le sue navi vengono assaltate da Theon, che riesce facilmente a liberare Yara. Troppo veloce? Può darsi, ma ci sono combattimenti più importanti su cui concentrare attenzione ed effetti speciali. Ciò che è interessante è il desiderio di Theon di redimersi completamente combattendo per gli Stark, un desiderio che sua sorella appoggia e che si ricollega al discorso fatto con Jon nell’episodio precedente (Theon può essere sia un Greyjoy che uno Stark, e in fondo lui deve tutto alla sua famiglia del Nord).

Un evento che non promette niente di buono è il compito assegnato da Qyburn a Bronn: uccidere i fratelli Lannister con la stessa arma con cui Tyrion ha commesso il patricidio. Per i lettori, questo potrebbe essere un riferimento a Lady Stoneheart, che in A Feast For Crow obbliga Brienne a uccidere Jaime, quindi mi sembra essere più lui in pericolo di Tyrion; in ogni caso spero che Bronn fallisca (anche se ormai questo incarico ha segnato la sua condanna a morte) perché i fratelli Lannister meritano di morire da eroi.

Gli Estranei non compaiono in questo episodio di pace, ma lasciano un non-morto dietro di loro. Edd l’Addolorato, Tormund e Beric si incontrano a Ultimo Focolare, dove il piccolo Ned Umber è andato a richiamare la sua corte per portarla in salvo a Grande Inverno; giunge però troppo tardi e viene sacrificato all’interno dell’ennesimo richiamo alla spirale, che infuocata sembra rievocare lo stemma dei Targaryen (per l’analisi della spirale e degli altri simbolo degli Estranei rimando al primo punto di questo articolo).

Breve riassunto: flop per Daenerys, Tyrion e in parte per Cersei, che sta scivolando verso la follia, complimenti invece a Sam, Sansa e Arya. E Tormund, assolutamente.

Per quanto riguarda il promo del prossimo episodio ci sono tre punti da analizzare:

  • Jaime: giunto a Grande Inverno, deve fronteggiare l’ira di Daenerys, che potrebbe giustamente temere che sia una spia o un assassino inviato da Cersei o, del tutto ingiustamente, dichiarare di non volerlo nelle loro fila (proprio dopo avere cercato nuovi alleati). Daenerys sa che suo padre era un pazzo, ma è chiaro che non si senta in grado di fidarsi di chi l’ha ucciso alle spalle, perciò spero che sia Brienne a parlare in suo favore (e non Bran tramite i poteri del Corvo con Tre Occhi). Nessuno crederebbe alla giustificazione di Jaime, ma Brienne è una donna di parola ed è la guardia del corpo di Sansa, la quale pur di inimicarsi Daenerys potrebbe sottolineare l’onore della guerriera.
  • Sansa e Daenerys: la Madre dei Draghi dice a Sansa che ha sbagliato a fidarsi di Cersei (che si riferisca alla prima stagione?) e la lady di Grande Inverno le fa notare che lei ha fatto lo stesso – con la piccola differenza che Sansa aveva dodici anni.
  • I preparativi per la battaglia: la presa di Grande Inverno (o assedio, o battaglia, ma sono piuttosto pessimista) avverrà nel terzo episodio, che a quanto si evince dal promo lo occuperà interamente, poiché già nel prossimo gli eroi sono pronti sugli spalti e fuori dalle mura. Sarà un attacco notturno che gli attori hanno impiegato quaranta giorni a girare. Non credo avremo morti nel prossimo episodio (qualunque sia la decisione di Daenerys, Jaime combatterà), perciò possiamo tiare un ultimo sospiro di sollievo prima di fare la conta dei caduti.

Non ha senso fare ulteriori teorie al momento, nel caso vi rimando a quelle che riguardano l’intera stagione, ma c’è un tarlo che mi ronza nella testa: non vorranno rendere Daenerys il nemico principale? Spero proprio di no, perché Cersei è un villain ben costruito, Daenerys si merita invece di riprendere il cervello di un tempo e morire sacrificandosi per il bene di tutti. Soprattutto il mio.

– Medusa –

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