L’occhio di Medusa: commento e teorie Game of Thrones 7×01

L’occhio di Medusa: commento e teorie Game of Thrones 7×01

Le danze finali di Game of Thrones si aprono con un episodio che non è e che difficilmente avrebbe potuto essere più spettacolare del precedente, ma che raggiunge lo scopo di inquadrare gli schieramenti in campo e dare qualche indizio sull’evoluzione dei personaggi principali, che finalmente – in un modo o nell’altro – concluderanno la propria storia.

L’indizio più rilevante riguarda Samwell Tarly. Giunto alla Cittadella, Sam potrebbe finalmente cercare informazioni sugli Estranei e sul modo migliore per distruggerli, se solo l’Arcimaestro Marwyn – un azzeccatissimo Jim Broadbent – non gli impedisse di consultare la zona proibita della biblioteca prima di terminare la gavetta per divenire in seguito maestro dei Guardiani della Notte. Nonostante ciò, Sam riesce a trovare il modo di prendere in prestito alcuni libri e scoprire la gigantesca riserva di ossidiana nascosta a Roccia del Drago. Non è questo, però, l’elemento più importante delle due sequenze riservate a Sam: per la prima volta, nella sigla compare Vecchia Città, il cui simbolo oltre a un faro è un astrolabio, su cui la camera sosta qualche secondo, prima di inquadrare il ben più grande astrolabio su cui campeggia il titolo della serie; durante l’episodio se ne possono notare altri, alcuni al centro della biblioteca e uno disegnato perfino su un libro esposto nel reparto proibito; infine l’Arcimaestro parla a Sam del ruolo che i maestri della Cittadella hanno svolto nei secoli, studiando, ricercando e scrivendo libri che servano a ricordare agli uomini gli eventi del passato, che sempre sono sembrati la fine del mondo senza mai esserlo davvero.

Tutto ciò porta a quello che potrebbe essere l’elemento più importante della serie televisiva e della saga cartacea, una teoria che solo a partire dal finale della sesta stagione aveva visto la luce: le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco sono state scritte da Samwell Tarly, da Gilly o perfino dal bambino che stanno crescendo per ricordare a ciò che è rimasto dei Sette Regni come affrontare la minaccia degli Estranei ed evitare che gli intrighi politici di Westeros tornino a mietere migliaia di vittime. Infine, nell’ultima scena in cui compare Sam si nota il profilo di un altro personaggio, Jorah Mormont, che ora vive nella Cittadella in attesa di una cura, che probabilmente troverà – la stessa cura che aveva fermato il morbo di Shireen, senza mai toglierlo del tutto. L’ipotesi che la sua malattia si possa arginare nasce dalle foto promozionali che lo mostrano in compagnia di alcuni esponenti della fazione Daenerys.

Partendo dall’estremo nord, gli Estranei si stanno dirigendo verso la Barriera, pronti ad attaccare il castello più vicino al mare, informazione che viene data sia dalla posizione di Aspra Dimora che dalla visiono su di loro avuta dal Mastino; inoltre grazie a Bran e alle sue doti di Metamorfo gli avversari dei non-morti sono a conoscenza della presenza di almeno tre giganti nelle fila degli Estranei. Bran e Meera sono appena giunti alla Barriera e probabilmente si dirigeranno a casa, proprio come farà Arya.

Arya che apre alla grande questo primo episodio. Indossando il volto di Walder Frey, stermina tutti i Frey “che hanno un ruolo”, ponendo fine alla parte più grande della loro casata, e forse al loro cognome, e cambiando forse inconsapevolmente le carte in tavola per le casate in guerra. Dopodiché Arya sorprende lo spettatore spostandosi a sud, non a nord, intenzionata a uccidere la regina, e durante il viaggio incontra un gruppo di soldati Lannister. Questa scena è rilevante per due motivi: in primo luogo la presenza di Ed Sheeran, fan della serie che per molto tempo ha desiderato avere un cameo al suo interno e che è stato accusato di avere solo voluto promuovere il suo nuovo singolo (dedicato a Tyrion e Shae), finendo così per essere tartassato di ingiusti insulti; in secondo luogo l’opportunità data ad Arya di ascoltare le storie di ciascuno di quei soldati, che scambiano cibo e bevande con lei e che si trovano lì a seguito di ordini ricevuti, senza approfittarne per derubare case o taverne (si accontentano di mangiare un coniglio e lo dividono perfino con un’ospite). I soldati Lannister non sono cattivi; come nella realtà, a Westeros non esistono soltanto bene e male, e Arya sembra averlo ormai capito. Non è un’assassina spietata, osserva invece le spade dei Lannister e accetta il loro cibo, segno che probabilmente non intende tradirli come hanno fatto i Frey con la sua famiglia. Arya comprende per la seconda volta, dopo avere rivalutato il Mastino e averlo tolto dalla sua lista, e probabilmente eviterà ingiusti spargimenti di sangue.

E tornerà a casa. Dal promo del prossimi episodio e dalla sua attuale presenza nelle Terre dei Fiumi, si intuisce che Arya ritroverà finalmente Nymeria: la vendetta la lega agli Stark caduti, ma qualcuno di ancora vivo potrebbe farla tornare da quelli sopravvissuti e rimettere insieme almeno parte della loro famiglia. Arya, Bran, Jon e Sansa saranno di nuovo insieme.

Una delle parti più interessanti della puntata riguarda Grande Inverno e la disputa tra Jon e Sansa. È innanzitutto doveroso analizzare le parole di entrambi: Sansa ritiene ingiusto lasciare agli Umber e ai Karstark, sostenitori dei Bolton, i castelli che appartengono al resto della famiglia che non è caduta in guerra, mentre coloro che come i Mormont si sono schierati a favore degli Stark non ottengono riconoscimenti; Jon, invece, crede nel perdono e soprattutto nella forza del numero, per questo perdona i figli degli Umber e dei Karstark, ai quali non è giusto addossare le colpe dei padri. Prima di tutto, è inevitabile notare come – nonostante le argomentazioni dei due “fratellastri” siano entrambe valide – la regia intenda spingere lo spettatore a parteggiare per Jon, mostrando a capo delle due famiglie due bambini, la prima più giovane dell’età che dovrebbe avere nei libri e il secondo, inesistente nella saga cartacea, che porta simbolicamente il nome Ned; non sono le differenze rispetto ai libri a colpire, ma il fatto che si sia deciso di mostrare due bambini, invece che per esempio un bambino con un nome diverso e una donna di trenta anni; va invece a favore della regia la scelta di mostrarli solo dopo avere permesso allo spettatore di analizzare le proposte di Jon e Sansa, e non influenzandone la scelta.

Nonostante Jon sia stato acclamato per la sua magnanimità, anche Sansa aveva ricevuto consensi. Il discorso seguente fra i due relativo al pericolo rappresentato a nord dagli Estranei e a sud da Cersei e la successiva differente rilevanza data a ciascuno di loro sono un emblema del modo di ragionare di entrambi: Sansa riesce a prevedere le mosse del nemico, ma diversamente da Jon ragiona come se fosse ad Approdo del Re, non all’interno di un Nord che necessita di essere unito per combattere la guerra che incombe; Jon, a sua volta, sbaglia a denigrare la possibilità di accettare consigli da lei, perché non immagina le mosse dei nemici, sottovalutandone la furbizia come aveva fatto contro Ramsay. Jon sbaglia perché i non-morti non ragionano, ma gli Estranei sì. Sia per batterli che per tenere il Nord unito, quindi, avrebbe dovuto consultarsi con qualcuno, come Sansa, Davos e Tormund, proprio ciò che aveva fatto prima della Battaglia dei Bastardi. Anche Sansa ha sbagliato, però, perché Ditocorto potrebbe fomentare una rivolta tra le famiglie del Nord che sembrerebbe andare a suo vantaggio, ma che porterebbe solo a inutili divisioni in un momento tanto drammatico.

Prima di abbandonare Grande Inverno, è utile un’ultima riflessione su Sansa. Jon si accorge che lei ammira Cersei e ciò è evidente anche nello sguardo fiero, così simile a quello della sua nemica, e nei vestiti che si cuce, i quali cominciano a ricordare l'”armatura” indossata dalla nuova regina dei Sette Regni. Cersei temeva Margaery, ma sarebbe molto più interessante se a portarla alla rovina non fosse Daenerys, una sconosciuta fino ad ora, bensì Sansa, la sciocca ragazzina che lei ha sempre sottovalutato e che, inconsciamente, ha invece forgiato a sua immagine e somiglianza.

Un’altra scelta registica, già utilizzata in passato con Melisandre, riguarda le visioni nel fuoco. Il Mastino e la banda di Beric Dondarion raggiungono la casa presso cui Sandor e Arya avevano cercato ospitalità in passato; i sensi di colpa dell’uomo arrivano all’apice quando trova i corpi del padre e della bambina che li avevano sfamati e che erano in seguito stati derubati da lui; rimasto senza niente con cui sfamare la figlia, il padre aveva deciso di uccidere entrambi per evitare maggiori sofferenze. Sandor è un uomo nuovo e probabilmente destinato a qualcosa di grande: per questo Beric è ancora vivo, o forse serve la sua presenza oltre la Barriera per permettere a Jon di resuscitare una seconda volta. In ogni caso, è là che il gruppo decide di dirigersi, dopo che il Mastino ha scrutato il pericolo tra le fiamme. È appunto una scelta registica particolare, perché lo spettatore non è più onnisciente, non conosce più degli altri personaggi o non condivide le visioni di Bran, ma non vede; è portato a dubitare dell’esistenza del Signore della Luce e dei segni che dà ai suoi seguaci, ma soprattutto è tenuto all’oscuro di qualcosa. E forse quando potrà vedere una visione il motivo gli sarà chiaro, perché credo che ci sia un colpo di scena dietro questa decisione.

Un’ultima curiosità riguardante il Mastino ha a che fare con una teoria relativa ai libri. Durante il loro viaggio alla ricerca di Sansa, Brienne e Pod incontrano un becchino con la stazza di un guerriero, il quale afferma di avere appena seppellito Sandor Clegane; secondo molti lettori, tuttavia, si tratterebbe di una metafora, quindi il becchino non sarebbe altro che il Mastino stesso, pronto a ricominciare da capo. Vederlo intento a scavare una fossa in questo episodio potrebbe essere una conferma velata di tale teoria.

Ad Approdo del Re, intanto, Cersei cerca di organizzarsi in vista delle imminenti battaglie: a est, presso Roccia del Drago, sta probabilmente per approdare Daenerys; a sud ci sono le Serpi delle Sabbie, a ovest Olenna Tyrell; a nord, infine, Sansa e Jon stanno rivendicando l’indipendenza del Nord. Jaime la consiglia di attaccare a ovest, in modo da indebolire il luogo che possiede una maggiore riserva di cibo per l’inverno in arrivo, e nel frattempo tenta di ragionare con lei, di trovare ancora qualcosa di umano nella sorella, che nemmeno sembra avere pianto la morte del suo ultimo figlio. Jaime, nella serie televisiva, non ha ancora abbandonato Cersei, mentre nei libri decide di non rispondere alla sua disperata richiesta di aiuto quando Cersei era prigioniera dell’Alto Passero e Jaime si trovava a Delta delle Acque. Non si tratta di cattiva caratterizzazione del personaggio: nei libri si conoscono meglio i pensieri dei due fratelli, che hanno la possibilità di narrare alcuni capitoli, e i sentimenti che li legano; Cersei giace inoltre con diversi uomini, non soltanto Jaime e Lancel, e questo il suo gemello comincia a scoprirlo con amarezza. Nella serie televisiva, il punto di rottura tra i due fratelli e amanti deve avvenire in un momento importante, quando l’amore che Jaime prova per Cersei è stato mostrato in ogni modo – e dimostrato dalla sua fedeltà alla corona nonostante la pazzia crescente della regina – e il tradimento dello Sterminatore di Re risultare più drammatico.

Vero protagonista della sequenza nella capitale è Euron Greyjoy, giunto a reclamare la mano di Cersei in cambio della flotta più grande dei quattordici mari; dopo il suo rifiuto, Euron le promette un dono. Dai due trailer della stagione si può intuire che le navi Greyjoy si scontreranno in mare e probabilmente Theon e Yara avranno la peggio. Yara in catene potrebbe essere un dono, ma di certo non il migliore possibile, e forse è proprio questo il dono che Cersei rifiuterà nel terzo episodio, come annuncia la sinossi. Il dono migliore può essere solo Tyrion, seguito da Sansa e da Daenerys, considerata ora l’avversario più temibile. Nei libri Euron afferma di possedere il Corno di Drago, uno strumento in grado di governare ciascun drago; pur non avendone uno a sua disposizione, Euron potrebbe trovare il modo di portare un drago al proprio servizio o anche solo catturarlo e offrirlo a Cersei vivo o morto.

Rimarrebbero così due draghi: Drogon non lascerebbe Daenerys, ma sarebbe interessante vedere Viserion o Rhaegal combattere contro gli Estranei, morire e diventare parte dell’armata dei non-morti. Forse solo il fuoco di drago può distruggere la Barriera e un finale di stagione di questo tipo potrebbe risultare il più epico visto finora nella serie.

Nell’ultima scena Daenerys giunge come previsto a Roccia del Drago. È una sequenza contemplativa; Daenerys osserva il luogo in cui è nata, strappa l’arazzo di Stannis e, invece di sedere sul trono, si reca nella Sala della Mappa per dare inizio al concilio di guerra. La Regina dei Draghi è giunta a reclamare il suo regno.

Riassumendo: l’intera saga potrebbe essere stata scritta da Sam; Jon dovrebbe ascoltare i consigli di Sansa, la quale non dovrebbe contestarlo in pubblico, e la soluzione a entrambi i problemi sarebbe una semplice riunione prima di fare dichiarazioni ufficiali; Arya, ritrovando Nymeria, potrebbe decidere di ricongiungersi alla sua famiglia e di mettere da parte il desiderio di vendetta; il Mastino si sta recando oltre la Barriera per affrontare gli Estranei; Euron potrebbe portare un prigioniero poco desiderato a Cersei, e nel finale consegnarle invece la carcassa di un drago; un altro drago potrebbe finire nelle mani degli Estranei; Jaime abbandonerà Cersei presto, forse nel terzo episodio, dalla cui sinossi si scopre che lo Sterminatore di Re imparerà dai proprio errori.

I migliori dell’episodio: Lyanna Mormont, Euron Greyjoy e il Mastino, mille volte il Mastino; un punto anche per Gilly, che quando Sam scopre di Roccia del Drago lo guarda con quell’ammirazione che suo padre non ha mai avuto per lui. I peggiori: Ditocorto. Non ne posso più di quei suoi sguardi viscidi.

Valar morghulis.

– Medusa –

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