L’isola delle donne, di Roberto Bertinetti

Roberto Bertinetti , professore di Letteratura inglese all’Università di Trieste, ha pubblicato per la collana PasSaggiBompiani, il volume “L’isola delle donne”.

Questo saggio, come recita la copertina, riporta ben nove Ritratti di impareggiabili signore inglesi, donne che hanno dimostrato di saper essere rivoluzionarie, innovative e determinate. Roberto Bertinetti ci presenta un’Inghilterra tutta al femminile strutturando il suo libro per macrocategorie, abbiamo infatti:

quattro figure politiche; la regina Elisabetta I e la regina Vittoria, il primo ministro Margaret Thatcher e Lady Diana.

tre scrittrici, Jane Austen, Virginia Woolf, Agatha Christie

– due stiliste, Mary Quant e Vivienne Westwood.

Dedica non più di una quarantina di pagine a protagonista e con uno stile giocoso ma sempre elegante ci racconta la loro vita per sommi capi, soffermandosi su dettagli e passaggi fondamentali della loro esistenza che ci dimostrano cosa siano state in grado di creare malgrado le difficoltà del periodo in cui vivessero.

Non sono biografie ma ritratti, per l’appunto; le parole sono come un susseguirsi di pennellate che creano prima uno schizzo della figura femminile e poi con colori più decisi viene delineata al meglio la particolarità che si vuole evocare.

Vi imbatterete in famiglie complicate e matrimoni difficili come quelli di Lady D. e amori intramontabili come quello tra la Regina Vittoria e Alberto; ficcanaserete in stralci di lettere di epoche passate da cui carpire la vera essenza di certi sentimenti; Margaret ed Elisabetta vi mostreranno la vita politica intesa come ancora di salvataggio e fine ultimo dell’esistenza, un valore da perseguire e tutelare; Mary e Vivienne vi ricorderanno quanto risultare fuori dalle righe alle volte possa essere la chiave del successo, con un pizzico di audacia e spiccato senso del dovere.

Bertinetti riesce a scalfire le conoscenze che abbiamo già acquisito negli anni riguardo queste donne, studiate o comunque incontrate sui libri di scuola, nei giornali di attualità, in libreria. Ognuno di noi, chi più chi meno, parte già con un’idea ben chiara sulle nove personalità in copertina eppure con questo libro scoprirete una sfumatura diversa o una chiave di lettura innovativa sul personaggio.

Un saggio scorrevole consigliato a chi ama l’Inghilterra. Non lo definirei un libro femminista né femministe sono le protagoniste: sono solo donne, nell’accezione più pura del termine, che con la loro vita hanno creato qualcosa di nuovo, guidando il cambiamento in prima persona o comunque plasmando dal nulla un nuovo modo di essere nel momento in cui si son trovate a dover fare i conti con difficoltà e disagi non indifferenti. Non è un libro con cui si cerca di beatificare le figure femminili, tutt’altro: i difetti non si appianano, non si creano dei falsi idoli ma si studiano i fenomeni che hanno portato le Nove Signore  a diventare donne simbolo per generazioni a venire. Infatti, le figure ritratte nel libro sono un gruppo di ispirazione che dimostra come, malgrado le avversità della vita, sia possibile creare qualcosa di grandioso.

Dal XVI secolo fino al XX , si ripercorre la storia inglese attraverso delle figure portanti di quest’Isola: persone vere, fatte di virtù e insicurezze, che hanno saputo tener testa agli uomini condividendo con loro il palcoscenico, senza rubare mai i riflettori perché non ne avevano bisogno, la vera luce erano loro stesse.

– Jessica Bua – 

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