L’irresistibile e imbattibile Nutella

1Potete essere perennemente a dieta, potete essere socialmente impegnati, ma non potete resistere al richiamo da sirena della Nutella. C’è chi la mangia spalmata sulla classica fetta di pane casareccio, chi sulle fette biscottate, chi nella pizza bianca del forno (il contrasto dolce/salato ha in sé qualcosa di divino) e chi la mangia direttamente a cucchiaiate dal barattolo. Ma quando e come nasce il nettare degli dei?

La Nutella ha una data di nascita: 20 aprile 1964. E sul certificato di nascita il nome del papà risulta essere Pietro Ferrero (lode a te!) Papà Ferrero (da non confondere con er Viperetta) aveva già la sua bella fabbrichetta ad Alba, quando decise di creare una crema di gianduia spalmabile, fatta con le nocciole delle Langhe, che inizialmente chiamò Pasta Giandujot, poi Supercrema e che infine suo figlio Michele battezzò Nutella. La Nutella andò talmente bene in Italia che nel 1965 venne esportata in Germania e nel 1966 in Francia. Dopodiché… il mondo! Attualmente, nei 9 stabilimenti Ferrero sparsi nei 5 continenti, vengono prodotte 350.000 tonnellate di Nutella all’anno. Io scrivo e c’ho la bavetta alla bocca… non so voi che leggete. Come per La Settimana Enigmistica, esistono innumerevoli tentativi di imitazione, ma, anche grazie ad una ricetta avvolta dalla leggenda (come quella della Coca Cola) nessuna si avvicina alla voluttà che si impossessa di te quando apri un barattolo di Nutella e lo sniffi prima di mangiarlo.

Ora, mi rendo conto che leggendo questo mio articolo possa sembrare che io sia stata pagata dalla Ferrero per pubblicizzare la Nutella, ma vi posso assicurare che, visto il mio consumo annuo di questo prodotto, io possa essere considerata a tutti gli effetti azionista di maggioranza della ditta. Dicevamo… la ricetta. Dunque, nel barattolo della goduria convivono: zucchero, olio di palma (recentemente la Ferrero si è impegnata e ha firmato una moratoria contro la deforestazione della palma da cocco), nocciole, cacao magro, latte scremato in polvere, siero di latte in polvere, emulsionante (lecitina di soia) e vanillina. E probabilmente polvere di ali di fata.

Finita la presentazione della protagonista, il punto focale dell’articolo è però un altro: il Nutella party. Ricordiamo tutti lo spot in cui il festeggiato doveva spegnere le candeline su uno sfilatino lungo come l’Autostrada del Sole e ricoperto di Nutella: un sogno. Io sono tutt’ora un’accanita sostenitrice dei pigiama party: non si è mai troppo grandi (anzi) per passare una serata tra amiche, a chiacchierare, vedere film stupidi e mangiare schifezze. Negli ultimi anni mi sono specializzata nella creazione di crépes, con vari ripieni, dolci e salati. Personalmente consiglio la farina di castagne: è più leggera e senza glutine, il che vuol dire che te ne puoi ingozzare ancora di più.  Quindi, che voi siate impegnati contro la deforestazione o contro i chili di troppo, non potete negarvi il piacere fisico e psicologico di una cucchiaiata di Nutella. Soprattutto se in compagnia di amici. Buon appetito!

– Monia Guredda – 

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