L’Involuzione di Mtv

HOUSTON, ABBIAMO DECISAMENTE UN PROBLEMA.
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1° Agosto 1981: iniziano, negli Stati Uniti, le trasmissioni del canale tematico Mtv.
La prima immagine che si presenta ai quei telespettatori di 34 anni fa è una sequenza modificata dell’allunaggio del 1969. Poi parte il primo video musicale, che ironicamente è l’ormai mitico Video killed the radio star dei Buggles.
La M di Mtv sta per Music, quindi Mtv = Music television. E, nei primi anni, il canale assolve a questa sua funzione primaria. Certo, c’è tutta la polemica riguardo il fatto che trasmettessero quasi esclusivamente musica bianca e che rifiutassero i video musicali di artisti di colore con le motivazioni più fantasiose, ma questo status quo cambiò radicalmente quando, verso la metà degli anni ’80, un certo Michael Jackson stracciò tutti i precedenti record di vendite col suo album Thriller.

Le cose cambiano, ma non sempre in meglio.
Gli anni ’90 vedono Mtv diminuire drasticamente la programmazione musicale a favore dei primissimi reality show (sì, è colpa loro. Ora sapete con chi prendervela.) quali ad esempio Real World, antesignano del vomitevole Jersey Shore.
Sempre nello stesso periodo nascono le varie Mtv nazionali, quindi anche la nostra Mtv Italia, che sembra rivoluzionare l’offerta televisiva per i giovani con programmi musicali e di cultura a loro indirizzati, con iniziative sociali lodevoli contro 2razzismo ed omofobia e con cartoni animati davvero intelligenti e stimolanti come Beavis and Butthead (con le loro risatine inconfondibili), Celebrity Death Match (“buonanotte e buone botte!”) e il mio preferito, Daria.
Poi, con nostra somma gioia hanno iniziato anche a trasmettere anime (e che anime!) persino in prima serata. Parliamo di titoloni come Evangelion, Inu Yasha, Saiyuki-la leggenda del demone delle illusioni, Master MosquitonCowBoy BeBop, Full Metal Alchemist e altra bella roba.
Poi, un giorno, tutto è finito.
I cartoon e gli anime son stati completamente soppiantati da squallidi reality su baby sciacquette incinte, ginnaste nevrasteniche, buzzurri abbronzati da ogni spiaggia del globo, bariste facili in bar per trucidi (iniziate a notare il fil rouge?), baby genitori a cui l’assistenza sociale dovrebbe togliere quelle povere creature, aspiranti (cosa?) calciatori, ballerini, cuochi, spazzacamini, giostrai, mangiafuoco, estetiste, shampiste, sollevatori di polemiche, distributori di banalità e chi più ne ha, più ne metta.
In mezzo a questo trogolo di orrori, mescolando un po’, potrete trovare piccole, meravigliose perle, come alcune delle migliore serie tv degli ultimi anni: mi riferisco a Scrubs e Modern Family. Ma vedere questi tesori sepolti in un mare di fango ispira una certa tristezza. Da segnalare anche le video-inchieste di Pif; 3divertenti e profonde, meriterebbero uno spazio più adatto.

Un ultimo pensiero va ai vari premi istituiti da Mtv: gli Mtv Music Awards, gli Mtv VideoMusic Awards e gli Mtv Movie Awards. Questi premi nascono da iniziative lodevoli: conferire agli artisti dei riconoscimenti che vengano direttamente dal pubblico, e non dalla solita, strumentalizzata, critica ufficiale. Ottimo.
E per qualche anno hanno funzionato veramente. Poi, l’involuzione. È aumentato il numero dei bambocci votanti e di conseguenza i premi hanno smesso di essere assegnati agli Artisti per passare nelle mani di personaggi di dubbio o nullo talento, idoli dei più idioti tra i giovani. Queste premiazioni hanno inevitabilmente perso di credibilità, in tal modo sono diminuiti i votanti con cervello, lasciando campo libero ai votanti senza cervello.
Il quesito finale rispecchia quello dell’uovo e della gallina: Mtv è un canale gestito da idioti senza gusto che hanno formato e stanno formando milioni di menti come le loro OPPURE i dirigenti sono semplicemente dei gran furboni che danno alla maggioranza del pubblico (quello purtroppo privo di attività cerebrali apprezzabili) semplicemente ciò che le loro menti non evolute vogliono ingurgitare?
Ai poster(i) l’ardua sentenza.

Monia Guredda

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