L’immortale successo delle Soap Opera

1Vi vergognate spesso perché vostra nonna, vostra madre, vostro padre, vostro nipote, vostro cugino di secondo grado o, ammettetelo, voi stessi non perdete una sola puntata de Il Segreto? O di Beautiful? O di Legàmi? E Un posto al sole? Insomma, che voi ne siate schiavi o meno, è inutile negare che la Soap Opera abbia un successo che definire immortale sarebbe quasi riduttivo. E non solo in Italia, non crediate. Mia nonna, che abita in Inghilterra, passa da un “oh my God” all’altro per l’intera durata del giorno, e, se ci pensate, molte delle traduzioni che guardiamo qui sono o americane o spagnole, quindi questo modo drammatico di vedere la vita è una dimensione che appartiene al mondo intero!

Inizialmente, questo tipo di narrazione televisiva era indirizzato alle donne, principalmente casalinghe (tanto che lo stesso termine “soap” deriva dal tipo di prodotti pubblicizzati nelle prime produzioni americane, che erano appunto detersivi e saponi), ma nel corso della sua storia il pubblico si è ampliato, arrivando a incuriosire anche gli uomini (anche se raramente potranno ammetterlo). Ma perché, se tutti almeno una volta ne hanno guardata una, permane la tendenza generale a denigrarle e a nascondere il proprio peccato? Beh, perché principalmente il tipo di trama potrebbe far concorrenza ad un qualunque romanzo della Harmony, con personaggi canonici, eventi scontati e colpi di scena sempre più ridicoli (insomma, in Sentieri, uno dei personaggi, non sapendo più come farlo tornare dalla morte, l’hanno addirittura clonato!): eppure avvince, tanto che lo stesso Sentieri conta, nei suoi 52 anni di trasmissione, ben 15762 puntate.

2Ma come per i romanzi rosa, l’intento di queste soap è proprio quello di narrare qualcosa che non sia realistico, ma che faccia sospirare: un tipo di amore assurdo, che vinca la morte, che vinca i legami di famiglia (non ho mai visto Beautiful, ma credo che chiunque sarebbe in grado di dire che Brooke si sia parecchio divertita nel corso della sua vita), che vada al di là delle leggi umane e fisiche, il tutto condito con tanto tanto tanto dolore. Del resto, lo diceva Shakespeare che le storie romantiche necessitano di una buona dose di dramma: chissà, magari sarebbe stato un estimatore di Terra Nostra! Anche se quest’ultimo esempio mi porta ad una divisione che viene spesso dimenticata: la telenovela, benché molto simile in tutto il processo stilistico, si differenzia da una soap in particolare per la chiusura della propria storia, che non viene lasciata aperta, ma inizia una trama e la conclude in un massimo di trecento puntate.  Ma a prescindere da questo appunto entrambe le narrazioni riescono a catturare il pubblico e sempre lo faranno. Perché?

Perché sono un appuntamento fisso, con personaggi che puntano all’affezione dello spettatore, che, abituandosi a ritagliare quel tempo durante la giornata, vorrà seguire le vicende dei suoi “amici”. Che poi, se ci pensate, è lo stesso meccanismo che spinge un reality come Il Grande Fratello ad essere alla sua milionesima edizione, nonostante non abbia nulla di speciale come programma, se non, appunto, l’interesse del pubblico per le vite personali di chi segue quotidianamente. Inoltre, ed è un elemento molto importante, a mio avviso, la fama che la soap si porta dietro – cioè quella di essere uno sfizio da tenere segreto – attira 3ancora più persone, che guarderanno la loro puntata con quel gusto di andare contro una regola o di sbandierare, con orgoglio, le proprie preferenze, quasi come a vanto personale. Se poi a seguire le vicende interminabili dei vostri eroi non siete soli, ma in compagnia di amici, parenti o quant’altro, la soap entrerà a tutti gli effetti nella vostra vita, diventando argomento di conversazione e di speculazione (“mio Dio, hai visto che è successo a Tizio?”) o regalando dolci ricordi, a distanza di anni, anche di elementi che prima avete disprezzato (“mamma, ti ricordi quando hanno clonato Reva?” “Oh sì, che bei tempi.” Quel giorno io e mia madre avevamo spento la tv, per il disgusto dell’evento).

Insomma, una volta c’erano Dallas Così gira il mondo e adesso abbiamo Il segreto, ma il punto è sempre quello: potete odiarle, rifiutarle, non capacitarvi del loro successo, ma loro saranno sempre lì, a conquistare nuovi spettatori e a segnare la storia della televisione mondiale. E ci sarà sempre una parte di voi tentata o pronta ad arrendersi alla voglia di abbandonare i concetti della umana esistenza e ad entrare in un mondo dove le regole non esistono, dove vince la passione, dove i vostri problemi scompaiono ed esistono solo quelli di personaggi improbabili, che finirete – sì, sarà così! – per amare.

– Lidia Marino – 

 

 

 

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