Librogame – Leggere giocando

Quando pensiamo al libro, a venirci in mente è un’opera lineare e strutturata in una serie di capitoli numerati che permettono al lettore di vivere una storia con un inizio, uno svolgimento e un finale, una delle caratteristiche che ha fatto sì che Marshall McLuhann, padre degli studi sui mass media, indicasse il volume scritto come “media freddo”. Questo, anche se guardiamo all’intera storia del libro scritto, è però vero solo all’ottanta percento: esistono delle tipologie di storie che non hanno una struttura lineare e il cui svolgimento è deciso dal lettore. Una tipologia di libro, in cui il protagonista puoi essere te (come diceva il motto di una famosa linea di prodotti di questo tipo). Non ci credete? E allora significa una cosa: che non avete mai sentito parlare di Librogame!

Librigame: cosa sono e come si leggono

Per tentare di capireLupo Solitario, librogame di cosa parliamo, tenteremo di partire con un esempio. Quando aprite un librogame, al posto di un normale romanzo diviso in lunghi capitoli consequenziali ricchi di descrizioni, dialoghi e con uno svolgimento interno lineare e strutturato in modo da privilegiare il phatos della narrazione, vi ritrovate davanti una storia suddivisa in brevi paragrafi scritti con uno stile rapido secco e descrittivo, numerati e collegati fra loro attraverso una struttura a bivi volta a permettere al lettore di scegliere il modo in cui proseguire la storia. Facciamo un esempio:

Sei un cavaliere, e sei in una stanza. Di fronte a te ci sono un tavolo, una porta e una finestra. Cosa fai? Per andare al tavolo e controllarlo vai a paragrafo 3, per controllare fuori dalla porta vai al 6, per affacciarti dalla finestra al 7“.

Vi assicuriamo che, pur trattandosi di un’esemplificazione, il testo rispecchia abbastanza un brano-tipo di questo genere. Per quel che riguarda il funzionamento del libro, come dicevamo prima la lettura-tipo di un librogame si sviluppa attraverso il continuo salto del lettore da un paragrafo all’altro attraverso le varie opzioni proposte dall’autore. La bravura di quest’ultimo sta nel dare abbastanza scelte (e, dunque, “sentieri”) da far sì che il lettore possa arrivare alla fine della storia nel modo in cui desidera. C’è da affrontare un passo montano? L’autore potrebbe aver previsto più vie per far sì che il lettore affronti quest’impresa. La sfida è affrontare un drago? Lo si potrebbe combattere, ma anche scendere nei meandri della montagna per sfuggirgli.

Un vero e proprio racconto interattivo, spesso condito dalla necessità per il lettore di far affrontare al suo alter-ego, il protagonista del libro, vere e proprie prove di abilità mediante il lancio di dadi, come in un gioco di tavolo o un gioco di ruolo.

Una storia lunga e gloriosa

Primo illustre antenato del genere è il romanzo Esame dell’opera di Herbert Quain, che porta la firma del maestro della letteratura Jorge Luis Borges e permette al lettore di scegliere come far finire la storia attraverso un paio di bivi. Si tratta com’è ovvio di un modello, e non di un “librogioco” a tutti gli effetti: dobbiamo infatti attendere gli anni ’70 e ’80, età d’oro del gioco di ruolo, del fantasy, per vedere la nascita del genere grazie ad autori come Steve Jackson, Ian Livingstone o Joe Dever, creatore di Lupo Solitario, la più importante serie di letteratura pop interattiva mai scritta.

Joe Deaver, Lupo Solitario

Joe Deaver, papà di Lupo Solitario

La sua storia ha spesso incrociato quella del fantastico in tutte le sue forme, raccontando storie fantasy, fantascientifiche, horror o investigative e basandosi su classici di giganti come Conan Doyle, Lovecraft, Poe o Tolkien. Fino ai primi anni ’90, momento di avvento del videogioco, il librogame è stato un passatempo diffuso fra i ragazzi americani e non solo, ma la rivoluzione digitale dell’intrattenimento lo ha travolto e ne ha ridimensionato la fortuna… almeno fino a oggi.

Un vero e proprio rinascimento

Come nel caso di molti altri modi di intrattenersi all’apparenza passati di moda ma tornati alla ribalta con clamore, anche il librogame sembra essere tornato in auge da un paio d’anni: vuoi per la rinnovata centralità delle storie all’interno dell’industria dell’intrattenimento (col fiorire di serie TV, film, videogiochi a tema narrativo), vuoi perché in fondo gli anni ’80 sono tornati di moda (vero Stranger Things?), da qualche anno è in corso un vero e proprio rinascimento del genere fatto di riedizioni di classici come Lupo Solitario, ma anche di nuovi giochi sfornati da una nuova generazione di autori. Una generazione che vive e lavora su entrambe le sponde dell’Atlantico ed è particolarmente viva anche in Italia.

Vi sembra anacronistico continuare a fare i nerdacchioni anni ’80 in questo modo? Forse, ma finché l’interesse c’è l’industria sforna e pubblica.

– Fabio Antinucci –

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