Libri maledetti e proibiti

Continuiamo il nostro viaggio nell’occulto e nell’horror con un approfondimento sui libri maledetti e proibiti che ci hanno regalato nel corso della storia della letteratura. Fin dai tempi più remoti, infatti, c’è sempre stata la convinzione che un oggetto potesse portare sventura al suo possessore o che il maledire i suoi avventori fosse proprio lo scopo principale di suddetto oggetto. Dal Libro dei Morti dell’antico Egitto al Necronomicon: ancora oggi queste leggende sopravvivono e semina angoscia nei più influenzabili.

Partendo proprio dalla sapienza egizia, con la rappresentazione dei voleri del dio Thot, divinità della Luna, della sapienza, della scrittura e della magia. Il libro di Thot, secondo la leggenda, poteva fornire enormi poteri a chi lo possedeva, ma soprattutto a chi avrebbe saputo correttamente interpretare le sue pagine. Permetteva di resuscitare i morti, di manipolare la volontà delle persone e di capire la lingua degli animali. Tra le leggende più antiche, una vede il sapiente Nefer-Ka- Ptah riuscire a copiare il libro, aspergendolo di birra, che aveva bevuto per potersi impadronire della sapienza del dio. Ma non appena aveva iniziato a comprendere i misteri del cielo e delle stelle, Thot era tornato dall’Aldilà e aveva fatto orrenda strage di lui e della sua progenie. E questa è solo una delle varianti, che comunque finiscono parecchio male per i vari avventori. Io non rischierei.

I fan di H.P. Lovecraft conosceranno invece il Necronomicon, il libro capace di portare alla pazzia i suoi lettori. Vergato con il sangue intorno all’VIII secolo dal folle arabo Abdul Alhazred, le sue pagine contengono profezie e incantesimi per la resurrezione di un demone capace di impossessarsi dei vivi. Sebbene non ci siano ovviamente tracce della reale esistenza di questo libro, nel corso del tempo, le leggende sono proliferate e alcuni addirittura affermarono di averne potuto toccare e vedere diversi esemplari. Negli Anni Sessanta ne venne segnalata la presenza alla California University e alla Biblioteca Vaticana, nelle sezioni non aperte al pubblico. Circola ancora la voce che una copia appaia nel catalogo della Werewolf Bookshop di New York al prezzo di un milione di dollari. Ma nessuno è mai riuscito a trovare neppure la libreria. Sulla stessa linea passiamo ora al Re Giallo, libro del 1895 di Robert W. Chambers, all’interno del quale si parla di un’omonima opera teatrale (fittizia), che portò al suicidio del suo autore e alla sofferenza e alla pazzia dei suoi lettori successivi. Chambers, per avvalorare la supposta pericolosità del libro, infittisce i suoi racconti di citazioni dall’unico atto del Re Giallo che non fa impazzire, il primo, richiamo a inoltrarsi nel diabolico atto secondo. Le creazioni di Chambers hanno suscitato nuovo grande interesse nel 2014, quando la serie HBO True Detective ha chiamato il suo serial killer The Yellow King.

Un altro volume che non porta fortuna ai suo avventori? Il Libro di Dzyan, proveniente addirittura dal pianeta Venere. La leggenda vuole che durante un viaggio in Egitto, al Cairo, Blavatsky, una occultista russa, incontrò un mago di origine copta, che le rivelò l’esistenza del pericoloso e maledetto libro, conservato in un monastero tibetano. Il manoscritto conteneva i segreti dell’ordine e la struttura del nostro universo. Il mago insegnò a Blavatsky a leggere attraverso la chiaroveggenza, così che potesse esaminare il contenuto del libro. Le venne poi detto di non divulgarne i contenuti per non attirarsi addosso la maledizione, ma lei lo fece ugualmente. Per questo pare sia incappata in un naufragio e in un attentato, sopravvivendo però ad entrambi. Il manoscritto poi sarebbe scomparso dalla cassaforte in cui lo conservava.

– Lidia Marino – 

 

Rispondi