L’evoluzione dell’ascolto della musica

01Nel mondo della musica ci sono stati, negli anni, vari cambiamenti, molti di questi negli ultimi 30/40 anni. L’ascolto della musica ha visto una evoluzione che ha portato a formati sempre più facili da usare, da reperire e di qualità crescente.

Iniziando col Fonografo di Thomas Edison, dove abbiamo un cilindro scolpito in un modo che faceva musica ruotando e colpendo delle listelle di metallo che creavano suoni. Un po’ come quei gadget che potete trovare nei vari negozi di souvenir.
Il fonografo è stato il primo passo verso il Grammofono. Questa invenzione fu di Emile Berliner che decise, nel 1888, di utilizzare dischi di gommalacca al posto dei cilindri di metallo e una testina capace di “sentire” ogni minima scanalatura del disco e riprodurlo in musica. Ciò rese la musica più abbordabile per tutti, essendo la produzione di dischi in serie molto più veloce. Nel 1948, la gommalacca fu sostituita dal vinile (ovvero dal PVC), più versatile e resistente, nonché meno costoso.

02Nel 1963 la Philips, grande colosso della tecnologia, lanciò nel mercato la Musicassetta, conosciuta anche semplicemente come cassetta. Questa sfruttava un nastro magnetico che veniva passato su una testina capace di leggerne il “messaggio magnetico“. La cassetta rivoluzionò la musica, essendo più facile da trasportare. Fu la Sony, però, a sfruttare questa sua peculiarità, lanciando, nel 1979, il Walkman, un apparecchio portatile capace di leggere le musicassette.

Dal magnetismo, siamo passati al supporto ottico. La Philips e la Sony, in una collaborazione, hanno così sviluppato e messo in commercio il Compact Disc (CD) nel 1980 e quest è, attualmente, il supporto ancora più utilizzato. L’archiviazione dati su CD ottico è stata una svolta sia per la musica, che per i file per computer ed ha, così, preso il posto delle musicassette e, nel caso dei PC, dei floppy. Negli anni ’90 ci fu la diffusione del Lettore CD portatile, apparecchio che aveva molti difetti, visti gli urti al quale il lettore era sottoposto – anche quelli del semplice camminare –  e che facevano spesso saltare l’audio.

03Il CD Audio, però, segue un algoritmo molto largo, appesantendo, così, i file audio. La società MPEG nel 1995 rilasciò un prodotto diverso: l’Mp3. Questo prodotto è, in realtà, un algoritmo più efficace, capace di ridurre il peso – in fattore di memoria – di ogni traccia audio. L’mp3 ha preso molto piede, diventando il formato musicale più usato, soprattutto dopo la diffusione – iniziata nel 1998 – dei Lettori mp3 portatili. Tali lettori danno la possibilità di portarsi un numero di canzoni elevato e con poco ingombro, essendo tutti pezzi digitali inseriti in una scheda di memoria e, quindi, esente dal doversi portare dietro tanti CD o musicassette.

Ma con la globalizzazione di internet, la musica è diventata ancora più leggera grazie a due programmi: Youtube e Spotify. Il primo è il più famoso sito di condivisione video, che, grazie all’inserimento delle playlist e dei video consigliati, è diventato un vero e proprio supporto musicale per chi ascolta musica a casa, evitando il fastidio di dover comprare gli mp3 ed archiviarli nel proprio computer, occupando spazio della 04memoria. Il secondo, invece, è un programma on demand che riproduce le canzoni che si desidera, anch’esse senza doverle scaricare e con la possibilità di creare una comunità dove si possono consigliare canzoni o playlist agli amici. Spotify è anche disponibile per gli apparecchi cellulari, ma, in questo caso, richiede l’account Premium. Al costo di 9,99 euro al mese, il vostro cellulare può diventare un lettore mp3 con tutta la musica del mondo a portata di mano: basta avere una connessione internet o aver scaricato la possibilità di ascoltare alcuni pezzi anche off line.

In pratica, la musica è diventata sempre più accessibile e sempre meno costosa e le varie etichette si sono sempre più adattate. Cosa sarà il prossimo passo? Non ci resta che aspettare e attendere.

– Giorgio Correnti –

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