L’esperimento del finto ristorante londinese, primo su TripAdvisor

Vi ricordate la prima puntata della terza stagione di Black Mirror, dove ogni persona aveva una propria valutazione e le altre potevano scegliere se salutarla o trattarla male a seconda di questa? Beh, nel nostro presente – per fortuna – non siamo ancora arrivati a questo punto, ma sicuramente nell’ambito della ristorazione e degli hotel ormai quasi usciamo di casa, senza aver letto le varie recensioni presenti su siti come TripAdvisor, Booking e compagnia bella. Leggere commenti positivi ci mette nella condizione di provare qualcosa di nuovo senza quell’angoscia del “chissà come sarà”, anche se poi di fatto non è sempre certo che il proprio gusto andrà a corrispondere a quello di altre migliaia di persone.

Ad ogni modo, i pareri della massa fanno la differenza ed ecco che un ragazzo di Londra, Oobah Butler, ha voluto portare il tutto all’estremo, per mettere in luce il lato fallimentare di questi siti. Ha creato quindi un finto ristorante londinese e in pochi mesi è riuscito a portarlo in cima alla classifica su TripAdvisor. Come? Butler aveva già scritto alcune finte recensioni su TripAdvisor su commissione, prendendo 10 sterline a pezzo e questo gli ha dato l’idea di sperimentare quanto avanti si potesse andare su questa strada. Nell’Aprile del 2017, dunque, ha dato un nome al suo capanno – The Shed at Dulwich – e ha realizzato un sito di primo ordine, con informazioni (un numero di telefono, indirizzo, orari ecc), foto scattate con materiale non commestibile, ma dall’aspetto appetitoso e un appunto importante: “solo su appuntamento”. Il 5 maggio TripAdvisor gli conferma che il suo ristorante è stato accettato per entrare a far parte della community.

Ovviamente all’inizio era in una posizione di svantaggio, essendo nuovo, ma grazie a varie recensioni di suoi amici riesce a scalare la classifica di ottomila posti. Ovviamente, alle telefonate dei clienti risponde sempre che purtroppo il ristorante è pieno per le prossime sei settimane, ma questo non ferma le persone più intenzionate, tanto che riceve prenotazioni con quattro mesi di anticipo. La situazione, dunque, inizia a sfuggirgli di mano e alla fine di agosto è alla posizione 156. Il primo novembre, The Shed at Dulwich arriva ad essere primo in classifica, senza che nessuno ci abbia mai messo realmente piedi… dato che none esiste!

Qui Butler ha pensato bene di sfruttare tale opportunità per rendere reale il ristorante e sistema il proprio giardino, compra piatti pronti e contatta un dj per le serate. Ovviamente la gente si accorge di non trovarsi proprio nel migliore ristorante di Londra e mentre qualcuno la prende a ridere, altri non sono propriamente felici e così arrivano le recensioni (questa volta vere) negative, che declassano il ristorante dalle vette. Peccato, se avesse deciso di organizzarsi meglio, magari avrebbe potuto anche iniziare un’attività con al suo positivo un enorme vantaggio. Comunque l’esperimento è riuscito fin troppo bene e ci lascia un po’ di amaro in bocca, non trovate?

– Lidia Marino – 

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