Leggenda e storia dei Gargoyle

I mostri fanno, da sempre, parte della nostra quotidianità. Che siano metafore per gli orrori della vita o che vengano usati per le pellicole americane, questi personaggi grotteschi sono talmente vicini a noi da passare, quasi, inosservati. Un esempio su tutti, a cui anche la Disney si è ispirata per produrre, durante gli anni della mia infanzia, una serie animata per la tv, sono i Gargoyle. Gargoyle è un termine che evoca immagini di draghi e di mostri fantastici che vivono tra le cupe atmosfere medievali. L’etimologia della parola “gargolla” e “garguglia” derivano dal francese “gargouille” che a sua volta deriva dal latino “gurgulio -onis” termine onomatopeico collegato al gorgoglio dell’acqua che scorre attraverso un doccione, (anche in inglese la parola gargoyle ha lo stesso etimo).

In qualsiasi lingua vogliamo pronunciarlo i gargoyle, in italiano “doccioni”, hanno la funzione di celare i tubi che raccolgono l’acqua piovana dei tetti facendola defluire verso l’esterno, proteggendo le pareti dalle infiltrazioni. Utilizzarono per primi questi elementi gli Egizi e successivamente i Greci per i loro templi, raffigurandoli solitamente con teste di leone. In Europa si diffusero tra il X e XI secolo e raggiunsero il massimo della diffusione nel XIII secolo. Caddero in disuso nel  XVIII secolo con l’introduzione dei tubi di scolo lungo le pareti, molto più sicuri dei più scenici gargolla che potevano spezzarsi per l’eccessivo peso. Il primo posto a cui associamo a queste grottesche statue di pietra è, senza dubbio, Notre-Dame de Paris, dove troneggiano ben 54 statue dalle forme più strane, che non sono medievali ma che sono state aggiunte dall’architetto Eugène Viollet-le-Duc verso la metà del XIX secolo. In Francia possiamo trovare i gargoyle in moltissime chiese come la Cattedrale di Meaux, quella di Amiens o quella di Digione. Possiamo trovare questi particolari doccioni anche in Belgio, in Scozia e in Croazia e udite udite anche in Italia, precisamente nel Duomo di Siena. Tuttavia dietro al grande lavorio architettonico, la simbologia dei gargoyle è altamente complessa tanto da attingere fortemente alle Sacre Scritture e all’universo pagano. Le forme bizzarre di questi mostri derivano dai famosi Bestiari compilati nel Medioevo, tanto da ritrovarli anche nelle preziose miniature realizzate dagli amanuensi.

Il loro aspetto demoniaco impressionava gli uomini della loro epoca, ispirando due possibili interpretazioni: la prima è quella in cui i gargoyle avevano il compito di proteggere la chiesa e di difenderla dalle minacce esterne, nella seconda, invece, i gargolla rappresentavano delle figure diaboliche impossibilitate ad entrare nel luogo sacro ed obbligate ad un’eterna attesa, appollaiati sulle mura. A questo proposito una leggenda francese narra la storia di un drago chiamato Grand’Goule, formato da ali e da un corpo a forma di rettile. Grand’Goule viveva, la sua vita, in una caverna nei pressi della Senna e placava la sua ira soltanto grazie ad annuali offerte sacrificali. Durante gli anni del 600 giunse a Rouen un sacerdote, che portava il nome di Romano, e che promise di liberare il paese dall’orrendo drago in cambio della conversione di tutti i cittadini e della costruzione di una chiesa. Romano riuscì a sottomettere il mostro con l’aiuto del segno di croce ed esorcizzandolo. Il prode sacerdote lo condusse, grazie ad un guinzaglio di fortuna ricavato dalla sua tonaca, fuori dal paese. L’orrendo mostro trovò la morte per mano del fuoco. Tuttavia il rogo non riuscì a bruciare il collo e la testa di Grand’Goule e così, il sacerdote, decise di staccare il collo e la testa dal resto del corpo e di posare i resti dell’orrenda bestia sulle mura di Rouen.

Vedete? ogni cosa cela sempre molto di più di quello che sembra!

– Giuseppina Serafina Marzocca – 

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