Le superstizioni più diffuse in Teatro

Chi ha studiato recitazione le ha imparate a memorie, come le poesie a scuola, ma anche chi non ha mai solcato il polveroso e magnifico palcoscenico è ben consapevole di molte delle superstizioni più diffuse in Teatro. Vediamo quali sono e come sono nate:

1. NON FAR CADERE IL COPIONE A TERRA

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Come non vorreste che qualsiasi oggetto alla quale teniate finisca sul pavimento, è severamente vietato far cadere il copione a terra. Quest’ultimo, infatti, simboleggia l’intero spettacolo e vederlo crollare porterebbe, secondo la credenza, all’inevitabile fallimento della rappresentazione stessa. Nel qual caso vi cadesse, dovreste subito batterlo tre volte e la scongiura dovrebbe bastare!

2. L’AUGURIO MIGLIORE È “MERDA”

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Tra attori non ci si augura mai un “in bocca al lupo” o “buona fortuna”, ma un sonoro e graditissimo “merda!” Prima dello spettacolo, infatti, gli artisti formano un cerchio, prendendosi per mano, e ripetono tre volte la parola magica, per poi continuare ad augurarselo anche prima di entrare in scena. L’origine è legata a tempi antichi, quando per andare a Teatro si utilizzavano le carrozze trainate da cavalli: se lo spettacolo era un successo la strada si riempiva di escrementi dei tanti animali che percorrevano il cammino fino all’edificio e perciò più persone erano presenti, più escrementi venivano calpestati e introdotti all’interno del Teatro. In Inghilterra si usa invece dire “break a leg”, per una sorta di psicologia inversa che si riteneva nel Medioevo funzionare contro gli spiriti, che si divertivano a dar noie e causare problemi.

 

3. MAI INDOSSARE IL COLORE VIOLA

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Nel Medioevo, nel periodo della Quaresima, erano vietate le rappresentazioni teatrali, comportando disastri economici per gli attori, che quindi odiavano il viola, colore dei paramenti liturgici usati durante la Festività.
Ma il viola non è il solo colore odiato nell’ambito teatrale: in Francia non vestono il verde in scena, perché era il colore indossato da Molière, che morì in scena il 17 febbraio 1673, durante la rappresentazione de Il Malato immaginario. In Spagna invece è considerato di cattivo auspicio indossare in scena vestiti di colore giallo, collegato alla corrida: il mantello del torero all’interno è giallo e se quel colore dovesse venire fuori, vorrebbe dire che il toro avrebbe ottenuto la vittoria. In Inghilterra è considerato sfortunato il colore blu: superstizione collegata al fatto che un tempo le stoffe di questo colore erano molto costose.

4. NON PRONUNCIARE “MACBETH”

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Superstizione nata in Inghilterra, poi diffusa in tutto il mondo, dovuta al fatto che, secondo la tradizione, per scrivere la canzone delle tre streghe presente nel dramma, Shakespeare avrebbe copiato la formula di un sortilegio da delle vere streghe, che avrebbero poi maledetto il dramma per vendetta. Addirittura, nel mondo teatrale anglosassone, se un attore dovesse pronunciare il nome del dramma, dovrebbe poi uscire dal teatro e ruotare su se stesso tre volte, per poi sputare da sopra la spalla sinistra e recitare una battuta di un altro dramma shakespeariano, quindi bussare alle porte del teatro e attendere di essere invitato a rientrare.

5. NON FISCHIARE SUL PALCOSCENICO

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Sempre nel mondo teatrale anglosassone sembra che porti sfortuna che un attore fischi sul palco, principalmente legato al fatto che potrebbe rappresentare la disapprovazione del pubblico per lo spettacolo. Ma ha anche un’altra tradizione alla spalle: in Inghilterra i tecnici di scena erano reclutati fra gli equipaggi delle navi e, in quel periodo, erano soliti, per comunicare fra di loro il cambio di una scena, lanciare dei brevi fischi, come era in uso fare sui velieri per issare o ammainare le vele. Quindi, se un attore avesse fischiato, avrebbe potuto creare confusione tra i tecnici, con eventuali rischi e problematiche.

– Lidia Marino – 

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