Le origini dei generi letterari: l’Horror

1Allora, avete già trovato il vostro genere preferito tra questi articoli? Forse era la Fantascienza o il Giallo? No? Beh, se siete appassionati lettori come me e amate i classici, questo è il terzo di una serie di articoli che sembra fatto proprio per voi, sulle origini delle diverse tipologia di narrativa: scoprite insieme a me chi è stato il primo a scrivere la storia che ha dato origine alla vostra lamentata asocialità!

È una notte buia e tempestosa, siete raggomitolati nel vostro letto, le ginocchia sotto il mento in modo da allontanare ogni falange il più possibile dal bordo, la coperta tirata quasi sopra la testa che lascia giusto lo spazio ad un sottile raggio di luce elettrica di colpire le pagine. Un’ombra sul muro, un rumore strisciante, le tende che ondeggiano, ma la finestra è chiusa….e siete saltati in aria, con i nervi a fior di pelle, cercando di non farvi prendere dal panico e svegliare tutti. La miscela esplosiva? Il gatto che voleva giocare e un libro horror.

C’e’ un fascino tutto particolare nel leggere storie che fanno accapponare la pelle, un fascino già conosciuto nella Grecia classica, quando i tragediografi inserivano nelle loro opere elementi orrorifici con l’intento di mettere il pubblico brutalmente a confronto con le sensazioni più forti ed estreme e di far loro apprezzare con sollievo il ritorno all’esistenza normale. Ma la strada da questo a Rosemary’s baby (Ira Levin), It (Stephen King), Il richiamo di Chtulhu (Lovecraft) è ancora lunga.

Questo tipo di storie comincia ad essere particolarmente apprezzato durante il romanticismo, quando il mistero e il soprannaturale vanno di moda: nasce il romanzo gotico, tra i cui esponenti ricordiamo Horace Wallpole, che ne scrive il primo, Il Castello di Otranto, dove la suspance è altissima; tuttavia gli elementi tipici del romanzo horror, come il soprannaturale, sono ancora poco evidenti.

2Sarà Anne Radcliffe la pioniera del romanzo horror, con il suo I misteri di Udolpho (1794), il quarto e più apprezzato tra i suoi romanzi, che racconta della giovane orfana Emily, che fronteggia violenze psicologiche e fisiche da parte del mascalzone italiano Montoni e le vicende inquietanti e soprannaturali durante la sua permanenza nel castello di Udolpho.
Questo genere di romanzi sarà particolarmente apprezzato dalle giovani rampolle della buona società, in cerca di un po’ di avventura e eccitazione tra il ricamo e il badmington: non a caso la Radcliffe dipinge le protagoniste come giovani coraggiose ragazze e inserisce una storia d’amore.

L’influenza che questo romanzo ha avuto sugli scrittori dell’epoca è notevole: viene citata da Jane Austen in Northanger Abbey; da Dostoevskij ne I fratelli Karamazov; da Melville in Billy Budd e da Henry James in Il giro di vite.
E voi che aspettate? Cercate il racconto e scoprite se anche il vostro scrittore horror preferito lo ha apprezzato!

Se infilate la mano nel panciotto come Napoleone, vi dilettate con i passatempi vittoriani o sapete tutto della vita di Tutankhamun, non perdetevi la prossima puntata, sulle origini del romanzo storico!

– Mangoberry – 

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