Le Muse dei Preraffaelliti: Alexa Wilding

Amanti dell’arte, ben ritrovati.

Ricordate la Confraternita dei Preraffaelliti? Bene, rispolveriamo la memoria.

La Confraternita è un’associazione di pittori nata ed esauritasi durante l’età vittoriana. I Preraffaelliti raggiungono l’apice grazie a John Ruskin che nel 1851, dopo una serie di feroci critiche da parte dello Household, del Times e di Charles Dickens, scrive due appassionate elegie dei dipinti Preraffaelliti ed un saggio intitolato “Preraphaelitism”, in cui classifica la loro arte come moderna e confronta le loro tecniche con quelle di William Turner. Gli artisti, fondatori del movimento sono: Dante Gabriel Rossetti, William Holman Hunt e John Everett Millais.

Tuttavia oggi non sono qui per osannare le gesta e la genialità degli illustri pittori ma per portare alla luce le donne Preraffaellite o meglio le loro incantevoli e spregiudicate muse. La musa per eccellenza è sicuramente la rossa e affascinante Elizabeth Siddal, poetessa, pittrice e sfortunata moglie di Rossetti, di cui ho già parlato qualche tempo fa. Oggi, invece lettori, è tempo di cominciare un nuovo cammino che porterà a galla la vita e i nomi di tutte le muse, di tutte le donne che si celano dietro le pennellate dei Preraffaelliti.

Il nostro viaggio comincia con un’altra rossa preferita da Dante Gabriel Rossetti, una donna ritratta da lui in diverse opere pittoriche, tra la fine del 1860 e il 1870. Il suo nome? Alexa Wilding.

Scoperta per caso, per Rossetti è un fulmine a ciel sereno. L’uomo rimane immediatamente affascinato dalla bellezza del suo viso e dal colore dei suoi capelli. Poco si conosce della vita di Alexa, probabilmente dovuto alla mancanza di qualsiasi relazione sentimentale o sessuale tra lei e Gabriel o tra lei e gli altri pittori della Confraternita. Alexa Wilding è l’unica figlia di una famiglia operaia e nasce a Shrewsbury, Shropshire, in Inghilterra, nel 1847. Nel 1865, quando incontra Rossetti, lavora come sarta ed è una giovane e bella ragazza che nel cassetto nasconde il sogno di diventare un’attrice. Stregato dalla sua raffinatezza ed eleganza, il pittore arriva anche a pagarle un compenso extra a condizione di essere lui l’unico ad avere il permesso di ritrarla. I tratti della Wilding sono molto facili da individuare nell’arte di Rossetti: collo lungo, capelli lunghi, labbra perfette e occhi molto più dolci a differenza della Siddal. Tra le opere più celebri in cui Alexa appare come protagonista bisogna citare: “Monna Vanna” del 1866, un omaggio al personaggio della “Vita Nova” di Dante Alighieri. In “Lady Lilith” invece appare, in un primo momento, il volto della conturbante Fanny Cornforth. Volto che viene sostituito poi con quello più raffinato ed etereo della Wilding. Stessa sorte accade al dipinto “Venus Verticordia”, che viene ridipinto con il viso della donna durante il gennaio del 1868. La bella musa, che ha tanto stregato il padre fondatore della Confraternita, muore per peritonite il 25 aprile del 1884, a soli 37 anni. Sepolta nel cimitero di Brompton, giace insieme a sua nonna, Mary Ann, e a sua nipote, Marie.

Un volto così tanto ammirato meritava una voce.

A presto con la prossima musa.

– Giuseppina Serafina Marzocca – 

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