Le migliori canzoni candidate agli Oscar 2017

Le migliori canzoni candidate agli Oscar quest’anno avevano uno stampo decisamente differente e, nonostante la presenza di due brani di La La Land, che avrebbero potuto dividere i voti e quindi far inaspettatamente vincere un altro candidato, la stupenda City of Stars ha padroneggiato, aggiudicandosi la statuetta. Io sono contenta, perché ho adorato il film e il brano, anche se il mio tifo – devo ammetterlo – era per Audition, una canzone che mi ha fatto piangere talmente tanto, che ancora quando ci penso mi viene un luccichio agli occhi. Mi è sembrato interessante, comunque, parlare anche delle altre candidate. Can’t Stop the Feeling! ha dato inizia alla serata, con uno spumeggiante Justin Timberlake, che ha animato il pubblico, facendo ballare proprio tutti. Questo brano, scritto e prodotto da Justin stesso insieme a Max Martin e Shellback, fa parte della colonna sonora del film d’animazione Trolls. Pochi le davano chance e anzi sulla nomination stessa c’erano state diverse polemiche e critiche, dato che il Time era arrivato addirittura a definirla la “canzone più brutta dell’anno”. Senz’altro è stata una delle hit dell’estate 2016 e ha comunque ottenuto un Grammy. In un’intervista per l’Hollywood Reporter, Timberlake ha spiegato cosa lo ha ispirato nella scrittura della traccia: “Pensavo che sarebbe stata una storia più leggera, ma la protagonista del film è un personaggio femminile con una pancia prominente e dei capelli strambi. Così ho iniziato a pensare alle mie nipotine, a cosa devono affrontare le giovani donne quando si vergognano del proprio corpo e dei propri genitori, e volevo che le bambine uscissero dal cinema pensando voglio essere come la principessa Poppy, non come Barbie. Volevo farle stare bene. Questo film mi ha fatto venire in mente la disco music e la canzone doveva essere veloce, movimentata ed esaltante, perché il mondo ha bisogno di questo adesso”. Qui sotto potete ascoltarla!

Abbiamo poi How Far I’ll Go dal film Moana (Oceania, in Italia). L’autore, Lin-Manuel Miranda, sta cavalcando onde di vero successo, per il suo musical Hamilton, che lo ha reso vincitore di un Pulitzer, due Grammy, un Emmy e tre Tony Awards, ma non è riuscito ad aggiudicarsi – almeno quest’anno – l’Oscar. How Far I’ll Go è stata interpretata dalla giovanissima – e devo dire proprio bella bella – Auli’i Cravalho nella versione originale del film e da Alessia Cara per i titoli di coda: è una canzone tipicamente Disney, ma non credo che avrà la stessa svolta mediatica di Let it go, che ancora tanto viene canta.  “Il mio processo di scrittura è molto semplice”, ha spiegato Miranda a Deadline: “cerco di mettermi nei panni del personaggio e di pensare tra me e me finché non provo dei sentimenti onesti da scrivere. Sono andato in Nuova Zelanda per cercare di entrare meglio nel mondo musicale e nella cultura di questa parte del mondo”. Non avete ancora sentito il brano? Eccolo qui sotto.

Di certo, comunque, tra le esibizioni più attese della Notte degli Oscar 2017, c’era sicuramente quella di Sting, che ha cantato The Empty Chair, tratto dal documentario Jim: The James Foley Story (lavoro dedicato, appunto, a James Foley, un giornalista americano ucciso dall’ISIS nel 2014). Per il cantautore inglese si trattava della quarta nomination all’Oscar per la Miglior canzone originale (nel 2001 per Le follie dell’imperatore, nel 2002 per la commedia romantica Kate & Leopold e infine nel 2004 per Ritorno a Cold Mountain), questa volta a ben tredici anni di distanza dall’ultima. Sting, parlando del progetto, ha rivelato: “Ralph mi invitò nel suo studio a Chinatown per farmi vedere il film… mi sconvolse! E quando mi chiese se volessi scrivere una canzone per quello che avevo appena visto, pensai che non sarei mai stato in grado, perché ne ero rimasto troppo turbato. Invece, la metafora centrale su cui costruire una canzone è arrivata quella sera stessa, dopo aver mostrato il documentario a mia moglie e sono riuscito a consegnare il pezzo il giorno successivo!” Eccolo a voi.

Ultima, ma non ultima nel mio cuore, il brano Audition (The fools who dream), che forse non aveva la stessa bellezza musicale di City of Stars, ma che incarnava perfettamente l’anima del film che andava a rappresentare. In un’intervista il compositore Justin Hurwitz e i parolieri Benj Pasek e Justin Paul hanno raccontato l’appassionata scena in cui Emma Stone ha portato sullo schermo il brano, interamente girata in piano sequenza: “Questa canzone non è registrata in studio. Emma non si è esibita in lip-syncing. Ha cantato dal vivo sul set. Io la accompagnavo con il piano, lasciandole la libertà di guidare la canzone e prendere il suo spazio per interpretarla” ha rivelato Hurwitz. “Siccome stavo lasciando Emma alla guida della canzone, reagendo alla sua interpretazione. Perciò, spesso, il piano è indietro rispetto alla voce. Sembrava quasi un recital o qualcosa in cui sai che è il cantante ha guidare la scena, mentre il piano funge da accompagnamento. E questo è ciò che succede quando due persone creano musica insieme, non tutto è perfettamente sincronizzato.” Audition è stata l’ultima canzone composta da Hurwitz e significa molto per il compositore, che la definisce la sua preferita del film: “Quando io e Damien abbiamo iniziato a sviluppare tutto questo, c’era l’idea di questo musical che volevamo assolutamente fare. Ma nessuno voleva farcelo realizzare. Nonostante ne fossimo così appassionati, sembrava non esserci modo di rendere realtà il sogno di La La Land. Quindi, abbiamo provato tanti dei sentimenti che provano i personaggi del film… io mi sento ancora un sognatore. Non mi sento ancora realizzato veramente. Non sento di essere arrivato. Mi piace pensare che sia sempre così, perché se smettessi di sentirmi un sognatore, non credo che la mia musica ne gioverebbe.” Amen.

– Lidia Marino – 

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