“Le donne non dovrebbero leggere… né tantomeno scrivere”: Weihui Zhou

Bentornati, Fedeli Lettori! Ebbene sì, questa rubrica dedicata alle grandi scrittrici della storia mi sta dando tante soddisfazioni e tanti grattacapi. Soddisfazioni perché posso parlare di scrittrici che amo e soprattutto posso scoprire nuove voci che non conoscevo e condividere queste scoperte con voi. Grattacapi perché la storia letteraria, ahimè, non straripa di nomi femminili. Ad esempio non ho trovato ospiti per questo salotto che rispondessero alle lettere I, Q e X. Mentre per altre lettere ho deciso di ripresentarvi scrittrici di cui vi avevo già parlato nella mia precedente rubrica dedicata agli Scrittori sottovalutati. Ciò era già successo per la J di Shirley Jackson e succede di nuovo oggi con la Z di Weihui Zhou.

Ovviamente se tra i lettori ci fosse qualcuno in grado di suggerire nomi di scrittrici il cui cognome inizia con una lettera ostica si faccia avanti, che i suggerimenti son bene accetti. Ma rimanendo nel campo della vera letteratura; non terremo in considerazione autrici di Harmony (vedi il mitico articolo di Walter) o autrici di romanzetti per casalinghe infoiate tipo 50 sfumature. Di queste ce ne son fin troppe. Ordunque, oggi faremo (di nuovo) la conoscenza di una giovane e talentuosa autrice cinese, Weihui Zhou, che io ho conosciuto…

Indovinate dove ho trovato il libro di cui vi parlerò in questo nostro nuovo appuntamento? Dite in un mercatino? Bravi! Quasi. L’ho trovato al piano interrato di Mel Bookstore (ora IBS, ma per me resta Mel), dedicato ai libri usati. Un paradiso. Libri divisi per genere, argomento e addirittura in ordine alfabetico! Mi vengono gli occhi a cuoricino a pensarci. Curiosando nella sezione “Libri orientali” (una delle mie sezioni predilette) ho trovato tanta bella robba, ma a casa con me portai Shangai Baby, di Zhou WeiHui.

La protagonista della storia è la venticinquenne Coco, alter ego dell’autrice, che sogna di scrivere un grande romanzo che la renda famosa. Chiamasi mise-en-abyme. Coco ama profondamente un pittore cinese, schiavo dell’eroina, ma intreccia una relazione puramente fisica con Mark, un uomo d’affari americano. Questo dualismo tra senso e sentimento, tra sesso e amore, offre molti spunti di riflessione, tanto a Coco quanto a noi lettori. Shangai Baobei (titolo originale) mostra il fascino e le contraddizioni di una megalopoli e dei suoi abitanti e per questo è stato censurato dal Governo cinese. Ma è diventato immediatamente un best seller nel florido mercato nero. E ha riscosso enormi consensi in tutti i Paesi in cui è stato legalmente pubblicato.

Tempo dopo, sempre da Mel, trovai il seguito di questo romanzo tanto crudo quanto affascinante e coinvolgente: Sposerò Buddha. Non lo comprai, avendo già le braccia cariche. Non l’ho più trovato da nessuna parte. Piango. Poi, su una bancarella, trovai il film tratto da Shangai Baby. Anche in quel caso comprai altri titoli. E allora son scema. Io ovviamente spero di trovare libro e film, e a forza di girare non dubito che ci riuscirò. Voi potrete dire: “Scusa, ma cercali e ordinali su Amazon!” Eh sì, troppo facile! Così si perde il piacere della caccia. Come il T-rex di Jurassic Park, disdegno la povera capretta sacrificale e scavalco il cancello alla ricerca del brivido della caccia autonoma.

Intanto voi ordinatevi Shangai Baby e leggetelo, che è un romanzo davvero spettacolare. L’ambientazione toglie il fiato, l’approfondimento psicologico dei vari personaggi è qualcosa di superbo e la storia d’amore è dolce e crudele, davvero struggente. Per non parlare del talento puramente narrativo della Zhou, ricco di rimandi, citazioni, eppure freschissimo e originale. Qualcosa di nuovo con un piacevole retrogusto antico. Cercatelo e compratelo nel modo che preferite, ma leggetelo! Buona ricerca e buona lettura!

– Monia Guredda –

 

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