“Le donne non dovrebbero leggere… né tantomeno scrivere”: Shirley Jackson

Bentornati, Fedeli Lettori! Oggi torneremo a fare la conoscenza di un’autrice di cui vi avevamo già parlato, ma visto che è tanto talentuosa quanto semi sconosciuta torniamo a battere il tasto. Shirley Jackson nasce a San Francisco nel 1916 e muore nel Vermont nel 1965, a soli 48 anni, a causa di un infarto. Purtroppo a molti di voi questo nome dirà poco, ma credo e spero di solleticare il vostro interesse dicendovi che autori del calibro di Neil Gaiman, Stephen King, Nigel Kneale, Richard Matheson e Joyce Carol Oates (alla quale si deve la riscoperta dei suoi scritti) hanno grossi debiti nei confronti di questa autrice. Debiti dichiarati, come dimostra la dedica che Stephen King scrive ad apertura del suo romanzo L’Incendiaria: “In ricordo di Shirley Jackson, che non ha mai avuto bisogno di alzare la voce.”  Ovviamente il Re ha ragione; la Jackson crea l’orrore partendo dal quotidiano, dal banale, per poi, dopo averti inizialmente tranquillizzato, presentarti la stessa situazione, gli stessi personaggi dell’inizio, sotto un’altra luce, tramite un’inquadratura diversa, che distorce le forme conosciute trasformandole in qualcosa che è altro. Cosa, non te lo dice mai chiaramente. Metà del lavoro lo fa lei, l’altra metà lo fa la tua fantasia.

La Jackson esordisce nel mondo della parola scritta nel 1948, iniziando a scrivere per la prestigiosa testata del New Yorker. Nonostante la sua purtroppo breve vita, ha lasciato molto opere di qualità e, sorprendentemente, di generi che spaziano dai racconti per bambini (Nine Magic Whishes) ai romanzi horror. Ha persino curato un adattamento teatrale della favola di Hänsel e Gretel dal titolo The Bad Children. Vi propongo un’utile panoramica sulle opere pubblicate dalla Jackson, segnalando quelle disponibili in italiano:

1. La lotteria (1948): racconto per il New Yorker. In Italia Adelphi lo pubblica insieme ad altri tre racconti: Lo Sposo, Colloquio e Il Fantoccio. Scrittura sorprendente. Ricca e tagliente, precisa ed evocativa, potente e moderna. La lotteria è un racconto profondamente radicato nella cultura popolare statunitense e, anche se magari non ve ne siete accorti, viene citato spesso e nelle più disparate occasioni;

2. The Road Through the Wall (1948);
3. Hangsaman (1951);
4. The Bird’s Nest (1954);
5. Lizzie (1954). Edito da Adelphi nel 2014
6. The Sundial (1958);

7. La casa degli invasati o L’incubo di Hill House (The Haunting of Hill House) (1959). Edito da Adelphi nel 2004. Esperienza letteraria impagabile. Non posso che consigliarlo a tutti gli appassionati del genere e della buona letteratura in generale. Da questo romanzo sono stati tratti due film:  Gli invasati (The Haunting), di Robert Wise, 1963 e Haunting – Presenze (The Haunting), di Jan de Bont, 1999, con Catherine Zeta-Jones e Owen Wilson. Senza dimenticare che Scary Movie 2 è una parodia del romanzo della Jackson, anche se nel romanzo è ovviamente assente la figura del manutentore!

8. Così dolce, così innocente o Abbiamo sempre vissuto nel castello (We Have Always Lived in the Castle) (1962), anch’esso pubblicato da Adelphi. Le storie della Jackson iniziano calandoci in un’atmosfera serena e pacifica, ma che ha la funzione di accompagnarci per fasi in territori e circostanze terrificanti e feroci. La spiegazione non è esplicita, ma suggerita. Personalmente considero questo tipo di soluzioni maggiormente rispettose dell’intelligenza del lettore. È come se tra noi e l’autore si instaurasse un legame di complicità e reciproca comprensione.

Shirley Jackson ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti, alcuni mentre era in vita ma molti postumi e, nel 2007, è nato in suo onore il Shirley Jackson Award. Il premio, assegnato nell’ambito del Readercon, premia i migliori lavori di genere horror, suspance psicologica e fantasy dark. La speranza, mia e degli altri lettori che la conoscono e che inevitabilmente la apprezzano, è che i suoi lavori vengano pubblicizzati, letti, amati, discussi. E che magari se ne traggano dei buoni film. Se lo merita lei e ce lo meritiamo noi tutti. Buona ricerca e buona lettura!

– Monia Guredda – 

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