“Le donne non dovrebbero leggere né tantomeno scrivere:” Sara Pennypacker

Bentornati, Fedeli Lettori! Oggi voglio parlarvi di un’autrice che solo fino a poche settimane fa non avevo mai nemmeno sentito nominare. Ovviamente stavo facendo un giro per un bel mercatino e ovviamente su una bancarella ho puntato un certo numero di libri. Tra questi uno mi ha chiamata. La copertina ha proprio l’aspetto della favoletta morale per young adult, ma io ho deciso di scommetterci su e ho lasciato il mio obolo di ben 3 euro. E ho vinto.

Pax è un romanzo  delizioso, dolceamaro, ricco di messaggi significativi, che però non scade mai, mai nel melenso o nel moraleggiante. C’è un Paese non precisamente definito, c’è una guerra (quale? Mah, una delle tante. Non è importante), c’è un soldato che ha dimenticato cosa significa essere un ragazzino, e c’è un ragazzino. E ovviamente c’è la sua volpe. Pax. C’è un doloroso distacco e di conseguenza c’è un viaggio, un doppio viaggio di formazione per entrambi. Ci sono gli aiutanti e ci sono i cattivi. Ci sono obiettivi da perseguire. Ma c’è il percorso e durante il viaggio la visione può cambiare e con essa l’obiettivo. C’è la crescita e c’è la speranza, c’è il dolore e c’è l’amore, declinato in tutte le sue forme e sfaccettature, fatte di ombre e luci.

Pax è un romanzo che lascia una bella sensazione, di quelli che arrivati all’ultima pagina ti fanno sentire come se stessi salutando dei compagni di viaggio.

L’autrice di Pax è Sara Pennypacker, scrittrice quasi completamente sconosciuta anche perché ha intrapreso la sua carriera letteraria solo nel 2016. Ma c’è da dire che da allora Sara ha dato vita a ben 19 romanzi per ragazzi! Romanzi che in diversi casi le hanno fruttato alcuni prestigiosi riconoscimenti. E alcuni di essi sono già disponibili in italiano.

Ma Pax arriva al cuore del lettore grazie alle dolcissime, evocative illustrazioni dell’artista canadese Jon Klassen, già insignito di numerosi riconoscimenti.

Personalmente mi sento di consigliarvi la lettura di Pax, indipendentemente dall’età riportata sui vostri documenti.

Buona lettura, di cuore!

– Monia Guredda –

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