“Le donne non dovrebbero leggere… né tantomeno scrivere”: Renata Viganò

Bentornati, Fedeli Lettori! Oggi faremo la conoscenza di una scrittrice e di una combattente, una donna che ha vissuto e narrato uno dei periodi più crudeli vissuti dal nostro Paese nello scorso secolo.

Renata Viganò nasce nella bella Bologna il 17 giugno del 1900. Si dimostra una bimba prodigio, esordendo nel mondo letterario a soli 12 anni con la raccolta di poesie dal titolo Ginestra in fiore, a cui fa seguito, nel 1915, la seconda raccolta Piccola fiamma. La giovane Agnese vorrebbe studiare per diventare medico, ma una difficile situazione economica familiare la costringe a maturare prima del tempo; lascia il liceo ed inizia a lavorare, prima come inserviente e poi come infermiera negli ospedali bolognesi, avvicinandosi un po’ al suo sogno originario.

Nonostante gli impegni e le difficoltà non abbandona la penna, continuando a scrivere racconti e poesie che vengono pubblicati su quotidiani e periodici. Questa vita divisa tra lavoro, scrittura e famiglia si interrompe l’8 settembre del 1943. Infatti dopo l’armistizio Renata, con suo marito Antonio Meluschi e suo figlio, si unisce alla lotta partigiana. Renata fa la staffetta, l’infermiera e collabora alla stampa clandestina. Questo intenso periodo storico e personale le ispira il romanzo neorealistico L’Agnese va a morire, che si classifica al secondo posto all’edizione del 1949 del prestigioso Premio Viareggio e che viene tradotto in 14 lingue.

Un romanzo fra i più intensi della narrativa ispirata alla resistenza e dal quale è stato tratto il film del 1976 diretto da Montaldo ed interpretato da Ingrid Thulin, Stefano Satta Flores e Michele Placido. Concluso l’atroce capitolo della guerra Renata Viganò torna alla sua vita, al suo lavoro ed alle sue passioni. Nel 1952 pubblica il romanzo Mondine. Nel 1954 da alle stampe la raccolta di racconti Arriva la cicogna. Nel 1955 pubblica Donne della Resistenza in cui dipinge il ritratto di 28 donne bolognesi cadute in nome dei propri ideali. Nel 1959 pubblica il romanzo Ho conosciuto Ciro. Nel 1962 pubblica il romanzo Una storia di ragazze. Nel 1976 torna a narrare episodi della Resistente nella raccolta di racconti Matrimonio in Brigata. Nel febbraio del 1976 le viene conferito il premio giornalistico Bolognese del Mese. Muore nella sua amata Bologna il 23 aprile del 1976.

Renata Viganò è stata una donna che ha vissuto intensamente il suo tempo ed il suo Paese e che ha amato narrarlo, nel bene e nel male. Buona lettura!

– Monia Guredda –

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