“Le donne non dovrebbero leggere né tantomeno scrivere:” Patricia Highsmith

Bentornati, Fedeli Lettori!

Nel nostro salotto letterario al femminile ci piace sovrapporre generi letterari e periodi storici, e l’ospite di oggi è una scrittrice contemporanea che trascende i generi. Mary Patricia Plangman nasce a Forth Worth il 19 gennaio del 1921. Cresce con la nonna e dimostra sin da bambina la sua predisposizione verso la scrittura. È del 1950 il suo primo romanzo; si intitola Sconosciuti in treno e non ottiene un gran successo di pubblico. Ma in compenso viene notato da un regista, un certo Alfred Hitchcock che ha un discreto fiuto per scovare storie interessanti e traspone il romanzo di Patricia sulla pellicola trasformandolo nel film L’altro uomo.

Nel 1963 la scrittrice Patricia Highsmith (ma nota anche come Claire Morgan) si trasferisce in Europa e vi rimane sino alla sua morte, avvenuta il 4 febbraio del 1995. Il trasferimento nel Vecchio Continente è forse in parte determinato dal fatto che le sue opere sono maggiormente apprezzate dal pubblico e dalla critica europei che dai loro corrispettivi statunitensi. E questo forse perché i romanzi della Highsmith trattano temi disturbanti per i puritani della Mayflower, temi come l’indipendenza, l’omosessualità (Patricia è bisessuale), i disturbi mentali ecc.

Il suo personaggio più famoso è certamente l’amorale Mr. Ripley, protagonista di 5 romanzi e portato sul grande schermo da René Clement, Anthony Minghella, Win Wenders, Todd Haynes e Liliana Cavani. Patricia Highsmith ha pubblicato  22 romanzi (compresi i 5 della saga di Ripley), un libro per l’infanzia, un saggio su Come si scrive un giallo e ben 10 raccolte di racconti. Per fortuna sono tutti disponibili in italiano.

Sì, la Highsmith è considerata un’autrice di gialli, di noir, ma la forza delle sue storie più ancora che nell’intreccio si trova nella maniacale costruzione della psicologia dei personaggi, assolutamente tridimensionali con tutte le loro sfaccettature. Si potrebbe credere che sia stata una femminista, ma il suo occhio critico le ha impedito di scadere nella lotta di genere; leggete  Piccoli racconti di misoginia, una folgorante raccolta di racconti brevissimi che presentano il meglio ma soprattutto il peggio degli uomini ma soprattutto delle donne.  Illuminante.

P.s. nel libro di antologia delle medie c’era un racconto che mi causò incubi per diverso tempo; parlava di un uomo che muore soffocato in una stanza piena di lumache. Leggo che Patricia Highsmith ha scritto un racconto intitolato L’uomo che studiava le lumache; credo sia l’incubo della mia preadolescenza. Vado a cercarlo! Devo assolutamente rileggerlo.

Buona lettura!

– Monia Guredda – 

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