“Le donne non dovrebbero leggere… né tantomeno scrivere”: Mary Eleanor Wilkins Freeman

Bentornati, Fedeli Lettori! Oggi proveremo a fare la conoscenza di un’autrice statunitense piuttosto considerata in patria, ma di cui qui in Italia non abbiamo nessuna traduzione.

Mary Ella Wilkins nasce a Randolph nel Massachusetts (o Sarasaciasset, secondo Homer) il 31 ottobre del 1852. Nel 1867 la famiglia si trasferisce nel Vermont e qui Mary si diploma alla Brattleboro High School. Per una fanciulla di quei tempi era già un traguardo, ma Mary prosegue gli studi e, frequentando prima il Mount Holyoke Seminary e poi il Glenwood Seminary, consegue un titolo di studio che pochissime altre donne potevano vantare. Nel 1882 vince un concorso letterario indetto dal Boston Sunday Budget con un racconto di ispirazione dickensiana. Nel 1883 Mary resta sola dopo la morte dei genitori e della sorella, così decide di tornare a Randolph, stabilendosi a casa della sua amica Mary J. Wales. Qui la Wilkins inizia a scrivere seriamente per lavoro, fatto più che raro. La sua amica legge i manoscritti, la aiuta e la supporta, e lei riesce a mantenersi così. È questo il suo periodo letterario più proficuo in cui scrive e pubblica racconti, poesie e romanzi.

Nonostante sia una donna sola, viaggia molto, tanto negli Stati Uniti quanto in Europa. Nel New Jersey conosce Charles Manning Freeman; i due si sposano nel 1902 e da allora Mary si firmerà Mary Eleanor (il nome della madre) Wilkins Freeman. Non rinuncia al suo cognome, vi aggiunge semplicemente quello del marito. Una donna decisamente all’avanguardia. La coppia vive a Metuchen, in New Jersey, dove Mary diventa una celebrità locale. Ma… altro colpo di scena: Mary chiede e ottiene la separazione perché il marito ha un problema con la bottiglia. Mary è ora una ancor più strana creatura; una scrittrice divorziata.

Mary Wilkins Freeman da alle stampe 22 volumi di racconti, 50 tra saggi poetici e storie, 14 romanzi, 3 opere teatrali, 3 volumi di poesie e 8 libri per bambini. Le sue storie sono ambientante nel New England ed in New Jersey, i luoghi in cui ha vissuto e di cui descrive con partecipazione e realismo paesaggi e personaggi. Ma in molte delle sue storie scorre una vena sovrannaturale, elemento in cui lei credeva, e che vede donne sole e bimbi maltrattati combattere contro l’ignoto, nascosto in tranquilli paesini e vecchie case. Nel 1926 Mary viene insignita della William Dean Howells Medal “for distinction in fiction” dalla American Academy of Art and Letters, di cui viene poi eletta membro. Mary Ella Eleonor Wilkins Freeman muore a Metuchen il 15 marzo del 1930, a causa di un attacco di cuore. Il suo corpo è sepolto nel cimitero Hillside a Scotch Plains.

È considerata un’autrice femminista, tanto per la sua vita quanto per i personaggi femminili da lei descritti, che non sono mai fanciulle bisognose di protezione, ma donne forti e perseveranti. Peccato sia così poco conosciuta. Vorrei augurarvi come di consueto “Buona lettura!”, ma in questo caso sembra purtroppo difficile.

– Monia Guredda –

 

Un pensiero su ““Le donne non dovrebbero leggere… né tantomeno scrivere”: Mary Eleanor Wilkins Freeman

  1. Pingback: “Le donne non dovrebbero leggere… né tantomeno scrivere”: Dorothy Quick | YouPopCorn

Rispondi