“Le donne non dovrebbero leggere né tantomeno scrivere:” Marguerite Duras

Bentornati, Fedeli Lettori!

La nostra ospite di oggi è un’autrice famosa in tutto il mondo e conosciuta anche da chi non ha mail letto un suo lavoro. Marguerite Germaine Marie Donnadieu nasce a Saigon il 4 aprile del 1914, nella regione che all’epoca era nota come Indocina francese e che oggi corrisponde al Vietnam. I genitori di Marguerite sono due coloni francesi e lavorano entrambi come insegnanti. Lei nasce, cresce e studia in varie città del Paese. Questo la formerà come persona e come scrittrice.

Nel 1932 si trasferisce in Francia per studiare Scienze politiche, Diritto e Matematica. Ma le manca il suo paese natale. Nel 1939 diventa la moglie dello scrittore Robert Antelme, ma la felicità si spezza nel 1942, anno in cui Marguerite perde contemporaneamente il suo primo figlio ed il fratello al quale era più legata. Il 1943 è l’anno in cui decide di firmare i suoi lavori come Marguerite Duras, dal nome della cittadina d’origine del padre. Il suo esordio avviene con il romanzo Gli impudenti, a cui segue il suo primo vero successo, Una diga sul pacifico.

Scoppia la guerra e Marguerite e il marito combattano nella Resistenza. Robert viene catturato e deportato a Dachau. Marguerite scrive anche per dei giornali di opposizione. Nel 1946 Marguerite e Robert divorziano e lei avvia una relazione con l’intellettuale Dionys Mascolo, con il quale avrà un figlio. Continua a scrivere e a lottare per ciò in cui crede, partecipando anche ai movimenti del ’68. Ma da un certo momento in poi rifiuta di partecipare alla vita pubblica in qualsiasi modo, restando in casa con il suo compagno Yann Andréa.

Di questa donna ci resta una produzione sterminata, cha va dai romanzi, alle sceneggiature (suo è Hiroshima mon amour) alla direzione di diversi film. Il materiale è talmente tanto che nel 1997 viene costituita la Società Marguerite Duras, che si propone proprio di studiare e diffondere il lavoro di questa prolifica autrice. Il suo titolo più famoso, quelli che tutti conoscono, è L’amante, uscito nel 1984 e diventato un film di bellezza struggente grazie a Jean-Jacques Annaud nel 1992.

Forse questo articolo vi sembrerà troppo corto, considerata l’importanza di una simile autrice, ma devo ammettere che il suo stile detto paratattico non mi ha colpito e non è mai riuscito a coinvolgermi, e per questo mi sono limitata a leggere le sue opere più note senza approfondire la conoscenza con questa fondamentale autrice del Novecento, ma ehi… de gustibus! Ovviamente consiglio a tutti coloro che ancora non la conoscono un tentativo, ché questa mia rubrica vuole rappresentare una semplice chiacchierata con i lettori, non pretende di certo di detenere lo scettro della verità e del gusto letterario.

Vi auguro sempre e comunque: buona lettura!

– Monia Guredda –

 

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