“Le donne non dovrebbero leggere né tantomeno scrivere:” Madame de Genlis

Bentornati, Fedeli Lettori!

Oggi torniamo nella mia amata Francia, per conoscere una delle sue più note donne di lettere. Stéphanie Félicité du Crest nasce a Issy-l’Eveque il 25 gennaio del 1746. La sua famiglia fa parte della cosiddetta nobiltà di spada, contrapposta a quella nota come nobiltà del sangue. Il padre, un capitano investito del titolo di marchese di Saint-Aubin, dilapida tutto il patrimonio alla sua morte, nel 1763, lascia la moglie e i figli nell’indigenza.

La marchesa di Saint-Aubin non si perde d’animo e introduce la figlia nei migliori salotti, grazie all’abilità con cui Stéphanie suona l’arpa, strumento tornato prepotentemente di modo proprio in quegli anni. Grazie ai buoni auspici di Madame de Montesson, la potente amante del Duca d’Orleans, Felicité conosce Charles-Alexis Brulart, conte di Genlis, figlioccio nonché erede del ministro Louis Philogène Brulart de Sillery, marchese di Puisieulx. Felicité e Charles si sposano nel 1763.

Sempre grazie a Madame de Montesson, Felicité ottiene nel 1772 il ruolo di dama di compagnia della duchessa di Chartres, nuora del duca d’Orleans, mentre Charles viene promosso capitano delle guardie del duca stesso. I coniugi Genlis risiedono al Palais Royale, residenza del duca, e ricevono un appannaggio di 10.000 lire (c’erano le lire tornensi, non i fiorini).

Il duca di Chartres, che durante gli anni della Rivoluzione si ribattezzerà Philippe Egalité, prende Felicité come sua amante, ma ciò non turba minimamente i rapporti di Felicité con la duchessa e con le figlie gemelle della coppia ducale nate nel 1777. Dall’unione tra Felicité e il duca nasce una bimba, Pamela. Con il nome di Felicité de Genlis, la contessa pubblica diversi racconti morali, molto in voga all’epoca, novelle storiche e saggi sull’educazione dei bambini.

Frequenta i salotti letterari dell’Era dei Lumi e conosce Rousseau, Talleyrand, Charles Pierre Claret de Flaurieu, Bernardin de Saint-Pierre e Juliette Récamier. Scoppia la Rivoluzione; Charles de Genlis e Philippe Egalité finiscono sulla ghigliottina, mentre Felicité, insieme a molti altri nobili, trova rifugio in Inghilterra. Qui Madame de Genlis fa sposare sua figlia Pamela con il lord Edward Fitzgerald, il quale, ironia della sorte, viene ucciso dai repubblicani irlandesi nel 1798.

Arriva il XIX secolo e, nel 1801, Napoleone permette a Madame de Genlis di rientrare in patria. La vita avventurosa di Felicité prosegue in maniera ancor più incredibile, ora che Napoleone la impiega come spia, accordandole poi una degna pensione. Stéphanie Félicité du Crest, contessa de Genlis muore a Parigi il 3 dicembre del 1830, non prima però di aver avuto la soddisfazione di veder salire al trono Luigi Filippo, da lei stessa allevato.

Le sue spoglie riposano al Père Lachaise.

Le sue numerose opere sono praticamente irreperibili in italiano, ma comprendono romanzi, racconti, saggi e memorie e sono il ritratto non solo di una donna fuori dall’ordinario, ma la rappresentazione di una delle epoche più segnanti della storia moderna dell’Occidente.

Buona lettura!

– Monia Guredda –

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