“Le donne non dovrebbero leggere… né tantomeno scrivere”: Louise d’Epinay

Bentornati, Fedeli Lettori!

Ordunque, ci tengo a sottolineare il fatto che questa rubrica serve prima a me che a voi per scoprire nuove voci nel panorama letterario femminile. Adoro leggere e amo girare per librerie e mercatini alla ricerca della chicca letteraria, ma alcune autrici sono quasi introvabili. A meno che uno non sappia di volerle cercare. E allora ecco che, per proporvi nomi nuovi per questa rubrica, scopro anch’io autrici di cui non conoscevo l’esistenza, ma le cui biografie mi incuriosiscono e che quindi inizierò a cercare nelle mie prossime spedizioni letterarie. Quindi, d’ora in poi, alternate ad autrici di chiara fama troverete i nomi di scrittrici dimenticate. Dimenticate, ma che scopriremo insieme. Guardate chi ho scovato durante le mie ricerche per l’appuntamento di oggi.

Louise Florence Pétronille Tardieu d’Esclavelles nasce a Valenciennes l’ 11 marzo del 1726, figlia di un militare di carriera. Alla morte di questo Louise sposa il suo ricco cugino, l’alto funzionario pubblico Denis Joseph de La Live d’Epinay. È un matrimonio d’interesse e si rivela particolarmente infelice. Louise trova un po’ di consolazione nella relazione con Dupin de Francueil, ma la sua manifesta infedeltà permette al marito di richiedere ed ottenere il divorzio, che viene formalizzato nel 1749. Almeno a questo punto Louise è libera.

Si ritira nel castello de La Chevrette, presso Montmorency. Qui da vita ad un noto e vivace salotto letterario, a cui prendono parte Charles Pinot Duclos, Voltaire, Carlo Goldoni, Ferdinando Galiani, Paul-Henri Dietrich d’Holbach, Melchior Grimm e Jean-Jacques Rousseu. Il noto e controverso Rousseau è un protetto di Madame d’Epinay, la quale gli assegna una dépendance sui suoi terreni per permettergli di nascondersi e lavorare. Rousseau rimane fino a quando non si rende conto che Grimm è divenuto l’amante di Louise. Madame d’Epinay trascorre un periodo viaggiando in Europa e fermandosi per un po’ a Ginevra, ospite di Voltaire, allora in esilio in Svizzera. Durante i viaggi intrattiene una fitta corrispondenza con i sovrani europei, corrispondenza iniziata dal suo amante Grimm. Torna in Francia e si trasferisce a La Briche, piccola abitazione presso La Chevrette, nel territorio di Denil-la-Barre, e torna a far vivere il suo salotto letterario. Muore a Parigi il 17 aprile del 1783, salvandosi dal Terrore.

Una donna più che moderna, Madame d’Epinay; la si potrebbe definire una precorritrice dei tempi. Divorziata, libera pensatrice, viaggiatrice e scrittrice. Sì perché, oltre a proteggere i letterati del suo tempo, Louise Florence Pétronille d’Epinay ci ha lasciato anche diversi suoi scritti, tra cui due libri di memorie (Mes moments hereux e Mémoires de Mme d’Epinay) nei quali traccia un quadro completo ed efficace della società e dei costumi dell’epoca, e alcuni testi sulla morale (Lettres a mon fils), nonché un’opera pedagogica chiaramente ispirata al lavoro di Rousseau dal titolo di Conversations d’Emilie, in cui l’autrice immagina un dialogo con sua nipote. È bello sapere che il lavoro di Madame d’Epinay non fu ignorato dai suoi contemporanei visto e considerato che Conversations d’Emilie si aggiudicò il premio assegnato dall’Accademia di Francia.

Ora, è piuttosto difficile che voi ed io si riesca a reperire e leggere le opere di Madame d’Epinay, ma è bello scoprire che nella storia della letteratura è esistita anche una donna come lei.

Buona ricerca e buona lettura!

– Monia Guredda –

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