“Le donne non dovrebbero leggere… né tantomeno scrivere”: Lois Lowry

Bentornati, Fedeli Lettori! Non so voi, ma io dai tempi di Harry Potter mi trovo a cercare con molta, molta attenzione nel settore Young Adult. Voglio dire, ci trovate Neil Gaiman, Marie-Aude Murail (vedi articolo), Roal Dhal, Bianca Pitzorno, Michael Ende… mica male! Mille volte meglio di Fabio Volo e Federico Moccia. Ora, se guardate bene nello scaffale YA troverete anche una certa Lois Lowry. Vista? Bene, ora vi spiego chi è.

Lois Ann Hammersburg nasce ad Oahu, nelle Hawaii, il 20 marzo del 1937. Il padre è un medico dell’esercito; è americano, ma di origini norvegesi ed il suo lavoro porta la famiglia a spostarsi continuamente. Gli Hammersburg vivono a Brooklyn, a Carlisle in Pennsylvania, a Tokio e alle Governors Island. Una vita avventurosa. Negli anni Settanta la giovane Lois lavora come fotografa e come giornalista freelance, continuando a viaggiare come ha sempre fatto. I suoi articoli attirano l’attenzione dell’editore della Houghton Miffin, che la incoraggia a scrivere un romanzo dedicato alla sorella Helen, morta nel 1962 a soli 28 anni.

Così nel 1977 il romanzo A summer to die vede la luce e Lois Lowry esordisce nel mondo della letteratura. Da allora la Lowry si è dedicata quasi esclusivamente alla scrittura, sfornando una serie di saghe letterarie molto apprezzate da pubblico e critica. Purtroppo quasi nulla è giunto qui da noi. La serie di Anastasia, pubblicata tra il 1979 ed il 1995 e composta da 9 capitoli è completamente inedita da noi, così come la serie di Sam (4 libri), quella di Tates (3 libri) e quella di Gooney Bird (3 libri) il cui primo capitolo si è aggiudicato, nel 2002, il prestigioso Rhode Island Children’s Book Award.

E allora tu come fai a conoscere questa autrice? direte voi. La conosco perché, per fortuna, almeno una delle sue saghe è arrivata per intero, sana e salva, qui in Italia. Parlo della meravigliosa storia che prende il via con il romanzo The Giver (Il mondo di Jonas) e che prosegue con i capitoli Gathering Blue, Il Messaggero ed Il Figlio, tutti editi da Giunti. Se avete visto il film avete fatto bene, perché obiettivamente non è male, ma non avete idea della profondità e della genialità del romanzo. Una storia ambientata in un mondo distopico costruito con minuzia, in cui ogni dettaglio è pensato e curato, in cui ogni gesto, ogni frase possiedono significati così profondi che risulterebbero schiaccianti se il tutto non fosse narrato con una grazia mai riscontrata prima in altre storie simili. Leggetelo. E fatelo leggere ai vostri fratellini/figli/nipoti.

The Giver è valso alla Lowry la sua seconda Medaglia Newbery; la prima l’aveva conquistata grazie al romanzo Conta le stelle, l’unica altra sua opera disponibile in italiano. E pensare che in molti istituti degli Stati Uniti i testi di Lois Lowry  fanno parte integrante dei programmi di studio e dei test curriculari. In attesa che le case editrici italiane si accorgano del vero potenziale del lavoro di Lois Lowry io vi invito a leggere quanto disponibile e ad aguzzare la vista quando passate davanti al settore YA di librerie e biblioteche.

Buona lettura!

– Monia Guredda –

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