“Le donne non dovrebbero leggere… né tantomeno scrivere”: Lesja Ukrainka

Bentornati, Fedeli Lettori! Quest’oggi faremo un piccolo strappo alla regola, dal momento la nostra ospite non è una romanziera, ma una poetessa. Il motivo è presto detto: è l’unica donna letterata che ho trovato dopo estenuanti ricerche il cui cognome inizi con la lettera “U”! Senza ulteriori indugi vi presento Zarysa Petrivna Kosach-Kvitka, aka Lesja Ukrainka.

Lesja nasce a Novohrad-Volynskys, in Ucraina, il 25 febbraio del 1871 e studia da autodidatta diverse lingue europee, più il greco ed il latino; questo le permette di tradurre nella sua lingua le opere di Gogol, in collaborazione con suo fratello. Lesja apprezza molto gli autori romantici, soprattutto tedeschi e inglesi ed i suoi primi componimenti sono appunto basati su temi legati alla natura, sul suo paese natale e sulle sue esperienze personali. Ma sin dalla prima raccolta del 1893, Sulle ali dei canti, è evidente l’impegno sociale della sua scrittura, così come affiorano lo slancio lirico e la ricchezza lessicale. Lesja infatti contribuisce tanto all’evoluzione della letteratura nazionale (insieme ad I. J. Franko), quanto alla lotta per la liberazione dell’Ucraina dal giogo della Russia zarista.

Ancora più matura appare la qualità poetica delle raccolte Pensieri e sogni (1899) ed Echi (1902). Ma Lesja si dedica anche al teatro e, nel 1896 va in scena il suo capolavoro: La rosa azzurra, un poema drammatico che crea un nuovo genere e che ci mostra l’intellighenzia ucraina ed in cui paragona il suo paese all’antica Babilonia. Altri drammi teatrali scritti da Lesjia sono: Sulle rovine (1904), Nelle catacombe (1905) che esalta, nell’anno della domenica rossa, la sollevazione popolare contro l’oppressivo potere zarista, Cassandra (1908) in cui paragonaq l’Ucraina alla Troia assediata e critica il popolo ucraino per la sua apatia ed il suo scendere a compromessi, Canzone dei boschi (1912) e Orgia (1913).

Nel 1909 Lesja viene ammessa al Club Ucraino, fondato a Kiev dal musicista Nikolai Lyssenko. In questi anni si ammala di tubercolosi, così decide di viaggiare attraverso l’Europa ed il Mediterraneo al fine di potersi curare. Visita la Germania, l’Austria, il Caucaso, l’Egitto e si ferma per due anni in Italia, per la precisione a San Remo, in quella che oggi è Villa Adriana, ma che all’epoca era nota come Villa Natalia e che apparteneva alla famiglia Sadovskie, sempre lieta di ospitare connazionali. Qui Lesja trae beneficio dal “clima paradisiaco.”

Ma purtroppo non è sufficiente e Lesja muore a Surami il primo agosto del 1913, prima di vedere i frutti della rivoluzione per cui aveva lottato tutta la vita. Ma la sua vita e la sua opera non sono state dimenticate. Lesja Ukrainka è infatti la prima donna ad essere rappresentata su una banconota ucraina; la sua effige compare sulla banconota da 200 grivnie. E lo scorso 25 febbraio 2016, nell’anniversario della sua nascita, Google le ha dedicato il suo doodle. Una donna, una letterata, una combattente.

Buona lettura!

– Monia Guredda –

 

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