“Le donne non dovrebbero leggere né tantomeno scrivere:” Laura Kasischke

Bentornati, Fedeli Lettori!

Oggi faremo la conoscenza di un’autrice contemporanea che ho avuto il piacere di leggere poco tempo fa, avendo trovato un suo romanzo su una bancarella. Un classico.

Vi presento Laura Kasischke, nata a Grand Rapids, in Michigan, il 5 dicembre del 1961. Di lei e della sua vita privata si sa davvero poco. Sappiamo che ha studiato prima presso l’Università del Michigan ed in seguito alla Columbia University. Sappiamo che ha lavorato come docente presso varie università e college degli Stati Uniti e che al momento detiene una cattedra presso l’Università del Michigan.

Sappiamo che ha esordito come poetessa nel 1990 con la raccolta dal titolo Brides, Wives and Widows, molto apprezzata dalla critica così come le successive nove raccolte. Sappiamo che nessuna di esse è stata tradotta in italiano. Sappiamo che il suo primo romanzo, Suspicious River,  è del 1996. Sappiamo che a questo primo romanzo ne sono seguiti altri nove, alcuni dei quali hanno ricevuto anche importanti riconoscimenti. Sappiamo che solo due di questi sono arrivati in Italia, La vita davanti ai suoi occhi e Un animo d’inverno.

Sappiamo che da tre dei suoi romanzi sono stati tratti dei film: Suspicious River nel 2000, mai arrivato in Italia; Davanti agli occhi, distribuito anche da noi nel 2009. Il film, con Uma Thurman e Evan Rachel Wood, parla del tragico massacro perpetrato alla Columbine High School e White Bird, film del 2014 che passa spesso su Rai 4. È un thriller psicologico con Eva Green e Christopher Meloni; una storia claustrofobica su una famiglia che definire disfunzionale sarebbe riduttivo!

Io ho visto i due film giunti da noi e pochi mesi fa ho letto Un animo d’inverno. Mi piaceva il titolo, mi piaceva la copertina, costava tre euro… L’ho letto con molto interesse perché è un thriller psicologico, di quelli che ti tengono letteralmente con il fiato sospeso in attesa di scoprire cosa ci cela dietro la patina di normalità di questa famigliola americana che si appresta a festeggiare il Natale in casa.

Lo stile della Kasischke ti trascina per i capelli nel mondo che ha creato, costringendoti a domandarti “Ma sono io ad essere allucinata, o lo sono i personaggi?”. Allora: lo sono i personaggi, ma vi assicuro che vi contagiano, creando un effetto straniante che è tanto fascinoso quanto inquietante. Per quanto riguarda l’intreccio invece è davvero troppo… intrecciato! Tanto qui quanto in White Bird la Kasischke punta troppo al mega colpo di scena sconvolgente, che a mio parere fa scadere quelli che potevano essere interessanti thriller psicologici al livello di soap opera. Peccato. Peccato davvero.

Ovviamente questa è la mia opinione e non voglio in alcun modo influenzare la scelta delle vostre letture. La rubrica si propone di scovare nomi poco noti nel panorama letterario femminile e stimolare la curiosità dei lettori. Speriamo di aver centrato questi obiettivi.

Come sempre auguro a tutti: buona lettura!

– Monia Guredda –

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