“Le donne non dovrebbero leggere… né tantomeno scrivere”: J. K. Rowling

Bentornati, Fedeli Lettori! Oggi parleremo di… Lei! Non ha bisogno di presentazioni, ma noi siamo precisi, quindi partiamo dal principio, e dunque dalla stazione di King’s Cross, da dove i diciottenni Peter James Rowling e Anne Volant salgono su un treno diretto a Arbroath, in Scozia. Peter James ed Anne si sposano e vanno a vivere a Yate, vicino Bristol, nel Gloucestershire. Il 31 luglio del 1965 (vi suona un campanello, eh?) nasce Joanne, seguita due anni dopo da Dianne.

La piccola Joanne non è decisamente una normale babbana, visto che inizia a scrivere racconti e romanzi sin dalla tenera età di 6 anni. È una bambina curiosa e, nonostante il padre sia ateo e la madre frequenti le funzioni solo in occasioni come il Natale, lei si intrufola spesso in chiesa attirata dal mistero e dalla voglia di capire. Questo per dire, come ancora afferma qualcuno, che non è una strega satanista. E che comunque il Satanismo è una religione riconosciuta come le altre 30.000 attualmente diffuse nel mondo. Chiusa parentesi.

Joanne studia ad Exeter e passa un anno a Parigi. Durante gli anni dell’università impara il francese, il latino ed il greco antico, inoltre trae ispirazione per personaggi futuri. È il 1980 e alla madre Anne viene diagnosticata la sclerosi multipla. Intanto Joanne, fresca di laurea, trova lavoro come ricercatrice e segretaria bilingue presso Amnesty International. Durante uno dei suoi spostamenti in treno prende forma nella sua mente il mondo di Harry Potter. Joanne sfrutta le pause pranzo per scrivere ed in 5 anni ha delineato l’intero mondo, gli intrecci delle varie vicende e tutti i personaggi. Intanto si trasferisce in Portogallo in veste di insegnante di inglese. Qui conosce il giornalista Jorge Arantes. La coppia si sposa il 16 ottobre del 1992. Il 27 luglio del 1993 nasce la figlia Jessica, ma nel giro di pochi mesi arriva anche la separazione.

Joanne e Jessica vanno ad Edimburgo, da Dianne che ora fa l’avvocato. La madre Anne è morta dopo una lunga sofferenza. Joanne non trova lavoro e vive di sussidi statali. Ciò le causa una profonda depressione, un lungo periodo in cui ha la sensazione che non solo la felicità sia scomparsa dalla sua vita, ma che mai più vi tornerà. Passa le giornate al pub The Elephant House, di proprietà del marito di Dianne, e qui scrive, scrive, scrive completando la saga di Harry Potter, aggiungendo i personaggi più temibili dell’intero panorama fantasy mondiale: i Dissennatori.

È il 1995 e Joanne, dopo diversi infruttuosi tentativi, trova un agente letterario; Christopher Little propone il manoscritto a ben dodici case editrici, ma tutte lo rifiutano perché “troppo lungo”.

Dobbiamo aspettare il 1997, anno in cui l’allora poco conosciuta Bloomsbury accetta di pubblicare il primo volume, Harry Potter e la pietra filosofale. Ma chiede a Joanne di scegliere uno pseudonimo, poiché nel settore della letteratura fantasy per l’infanzia (così viene classificato all’inizio) una donna non sarebbe ben vista. Nasce così J. K. Rowling, dove la K sta per Kathleen, il nome della nonna paterna. Le vendite del volume stupiscono tutti, in patria. E stupisce che la Scholastic, casa editrice statunitense, paghi diritti altissimi per importarlo negli USA.

Da qui in poi si va salendo. I primi tre capitoli vincono ognuno lo Smarties Prize, cosa mai successa prima per libri della stessa saga. Il quarto capitolo, Harry Potter e il calice di fuoco, esce in contemporanea in UK e in USA e vende 3 milioni di copie nella prima settimana, battendo ogni record. Joanne viene eletta Autore dell’Anno ai British Book Award e si aggiudica il prestigioso Premio Hugo. I Dissennatori sembrano essersi dileguati e Joanne si risposa e ha due figli. Esce Harry Potter e l’Ordine della Fenice, considerato il suo capolavoro, che vende 5 milioni di copie nelle prime 24 ore. Ormai i premi assegnati all’opera ed all’autrice non si possono più contare. Nel 2003 doppia se stessa nell’episodio 4×15 dei Simpson, in cui vediamo l’intera famiglia in vacanza a Londra. Lisa vede Joanne uscire da Bloomsbury e la ringrazia per aver fatto amare la lettura a milioni di bambini e le chiede come farà finire la saga. “Harry diventa grande e sposa te. È questo che volevi sentirti dire?” le risponde un’esasperata Joanne! Segno del fatto che la Potterfever impazza.

Esce Harry Potter e il principe mezzosangue (qui potremmo aprire un dibattito sull’errata traduzione italiana di halfblood, mudblodd ecc, ma non ne ho la forza). Il volume vende 9 milioni di copie in 24 ore e viene dichiarato Book of the Year al British Book Award. Nel 2006 l’asteroide 43844 viene ribattezzato Rowling. Nello stesso anno la rivista Forbes incorona Joanne come 2° donna più ricca del Regno Unito (dopo la Regina) e 2° donna dello spettacolo dopo Oprah Winfrey. Joanne risulta inoltre la 48° persona più influente del mondo e la 83° nella lista dei geni mondiali. Il 21 luglio del 2007 esce nei paesi anglofoni l’ultimo capitolo, Harry Potter e i doni della morte. Vende 20 copie al secondo e 72 milioni di copie, solo nel primo weekend. Noi qui in Italia abbiamo dovuto soffrire sino al 5 gennaio 2008. Ovviamente la propria copia andava prenotata. Il romanzo è, a tutt’oggi, il libro più venduto nella storia dell’editoria mondiale ed il Telegraph lo descrive come “pietra miliare del primo decennio del millennio”.

La domanda sorge marzullianamente spontanea; perché? Certo, io magari non sarò granché obiettiva, ma sento di poter affermare che la saga di Harry Potter è tra quanto di meglio l’umano ingegno abbia mai prodotto. Chi vi scrive ha una laurea in cinema e letteratura francese, adora Balzac, Zola e Dumas così come Tolstoij e contemporanei francesi. Ma amo profondamente anche la letteratura gotica, da Poe a King e d’estate leggo Sophie Kinsella. Insomma, non mi fossilizzo su un genere, non sono snob e cerco di spaziare i miei interessi. O almeno, lo faccio da quando, nel 2002, rubai Harry Potter e la pietra filosofale al mio fratellino. Non volevo leggerlo, ero convinta fosse l’ennesima creatura creata ad arte dal capitalismo per acchiappare i bambini e spillare soldi ai genitori. Ma volevo capire il fenomeno. Mi sono seduta a gambe incrociate sul letto e ho iniziato a leggere, piena di pregiudizi. Non mi sono nemmeno accorta di aver finito l’intero volume in un sorso. Sono uscita, sono andata in libreria e ho comprato La camera dei segreti, Il prigioniero di Azkaban ed Il calice di fuoco. Li ho finiti tutti in 6 giorni. L’attesa dell’Ordine della Fenice è stata logorante.

Harry Potter ti trascina, sin dalla prima riga, in un mondo in cui sai di aver abitato durante l’infanzia, ma che crescendo hai dimenticato. Eppure non è un mondo infantile; è un mondo crudele, in cui i genitori muoiono, in cui gli amici tradiscono ed in cui i mostri esistono davvero. Un mondo in cui devi combattere; per dimostrare chi sei, per salvare te stesso e chi ami, per dire la verità e rivoluzionare menti e sistemi. Harry Potter è davvero tanta roba. Al di là della complessità della storia, del perfetto allinearsi degli intrecci, della sorprendente profondità di ogni singolo personaggio, ci troviamo di fronte ad un’opera matura per persone mature che presenta un numero notevole di piani di lettura, che si compenetrano e compensano. Per non parlare della simbologia dietro situazioni, singoli personaggi e gruppi di persone e creature di varia natura.

Se c’è qualcuno tra voi che continua a snobbare Harry Potter lo prego di deporre la bacchetta e di arrendersi alla magia. Vi farete solo del bene.

  1. Joanne pubblica Il seggio vacante, legge un brano di Peter Pan alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Londra (durante le quali viene avvistato anche un Voldy gigante) ed esce dalla classifica dei miliardari di Forbes poiché ha donato 120 milioni di euro in beneficenza. E perché il Regno Unito ha alzato l’aliquota fiscale per i ricchi dal 40% al 50%. Ah! E anche l’anno di nascita di Pottermore! Il discorso della Rowling, in cui ringrazia noi fan, mi emoziona sempre.

Sempre nel 2012 esce Il richiamo del cuculo, romanzo giallo con protagonista Cormoran Strike e scritto dall’esordiente Robert Galbraith. Nel 2013 qualcuno fa “Tana per Joanne!” e le vendite del libro aumentano del 500.000%. La trilogia si completa con Il baco da seta e La via del male.

Nel 2016 debutta al Palace Theatre di Londra lo spettacolo La maledizione dell’erede, scritto da Joanne e Jack Thorne e basato sulle vicende di Albus Severus Potter.

Intanto Joanne sta lavorando alla sceneggiatura dei 5 capitoli che comporranno la saga cinematografica di Animali fantastici e dove trovarli, di cui sin’ora abbiamo potuto ammirare solo il primo film. Se volete il libro non confondetevi tra l’originale e quello poi tratto dalla sceneggiatura del film. Molto carino anche Il Quidditch attraverso i secoli, ma Le fiabe di Beda il Bardo sono qualcosa di davvero eccezionale.

La Rowling è da sempre molto impegnata nel sociale e, oltre alle generose donazioni a Medici senza Frontiere, al Partito Laburista e a diverse associazioni, ha creato un suo fondo fiduciario che gestisce le donazioni, che si concentrano soprattutto su famiglie disagiate, ragazze madri e bambini maltrattati. Ma soprattutto dona alla ricerca scientifica; ha donato 10 milioni di sterline all’Università di Edimburgo per creare una clinica specializzata nella cura della sclerosi multipla.

E mi fa sorridere leggere ancora oggi attacchi alla sua opera più famosa e a lei personalmente, attacchi lanciati da fanatici religiosi che la accusano di essere una strega il cui obiettivo è quello di traviare i bambini e portarli al satanismo. Leggere la storia della vita della Rowling e leggere Harry Potter porta a vedere la parabola di due persone (Joanne e Harry) che lottano contro il male ed il dolore per raggiungere una semplice felicità; quella di vivere la vita con serenità accanto alle persone che si amano. Joanne dichiara di “Essere cristiana, appartenente alla chiesa protestante di Scozia. Io credo in Dio, non nella magia. E non mi assumo alcuna responsabilità per le frange estremiste della mia religione.”

Nel 2017 è uscito Buona vita a tutti, che devo ancora comprare, ma intanto vi auguro, sempre e comunque,

Buona lettura!

– Monia Guredda – 

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