“Le donne non dovrebbero leggere… né tantomeno scrivere”: Gillian Flynn

Bentornati, Fedeli Lettori! Ospite odierna del nostro salotto letterario è la giovane e talentuosa Gillian Flynn. Gillian nasce a Kansas City il 24 febbraio del 1971. Sua madre è un’insegnante e suo padre è professore di cinema. Diciamo pure che è stata fortunata e che è partita con un certo vantaggio, ma i vantaggi di nascita senza il talento valgono poco (vedi Asia Argento o Violante Placido, che se queste son due attrici, io sono Kaiser Souze). Dicevamo: Gillian parte con un certo vantaggio, ma si dà da fare e dimostra di avere le capacità per farsi strada nell’intricato mondo dell’arte letteraria. Inizia lavorando come critico televisivo per il celebre Entertainment Weekly molto prima di provare a diventare una romanziera.

Poi, nel 2006, pubblica il suo primo romanzo, il thriller psicologico Sulla pelle. La protagonista, la giornalista Camille, è costretta a tornare nei luoghi della sua infanzia in Missouri, inizialmente per seguire la storia di due bambine rapite, ma in seguito si renderà conto che la pista che sta seguendo la sta portando in un luogo ed in un tempo che credeva di aver dimenticato. Le scrittrici sono in minoranza rispetto agli scrittori, e le scrittrici che sanno dar vita ad un buon thriller sono ancora di meno: tra queste possiamo citare la Flynn. E infatti questo suo romanzo d’esordio si aggiudica due Dagger Award e gode della traduzione in venti paesi nel mondo. Ordunque, visto che il primo tentativo è andato così bene, perché non ritentare? E infatti nel 2009 la Flynn dà alle stampe Nei luoghi oscuri, romanzo che arriva tra i finalisti al prestigioso Edgar Award e che entra nella lista di bestseller del New York Times. La protagonista della storia è un’antieroina post moderna, ragazza senza volontà e senza talenti che vive grazie ai soldi derivanti dalla tragedia che ha segnato la sua infanzia. I temi toccati in quest’opera sono molteplici e tutti molto radicati nella società moderna: abbiamo adolescenti di provincia annoiati che vagano senza una meta nella vita e che per questo compiono atti mostruosi, abbiamo adulti che puntano il dito ma che sono responsabili quanto (se non di più) dei giovani che condannano, abbiamo persone apparentemente normali che vivono in funzione delle pagine di cronaca nera, abbiamo fan di serial killer e bambini manipolati da genitori senza scrupoli. Di sottofondo a tutta la storia troviamo quello che negli USA è stato definito il decennio del Panico Satanico; cioè, negli anni 80 la brava gente timorata di dio era talmente terrorizzata dall’idea che nelle loro pacifiche comunità potessero annidarsi dei satanisti che riuscirono a scatenare un fenomeno di isteria di massa di livello nazionale. Alcuni ragazzi crearono veramente delle “sette sataniche”, spinti dalla morbosità degli adulti, limitandosi fondamentalmente a ritrovarsi di notte e a farsi le canne. Magari dipingevano un pentacolo sul muro col pennarello giotto e uccidevano qualche animale (fatto gravissimo, ma non indice di possessione demoniaca) e questo incrementava l’idea secondo cui i giovani satanisti del paese stessero tramando per consegnare gli Stati Uniti a Lucifero. E così via in cerchio per un decennio. Ma la cosa più grave è che molti genitori volevano vedere nei figli segni di violenze (???) ed iniziò una vera e propria caccia alle streghe che vide nella parte delle streghe gli insegnanti del paese. Processi su processi in cui i bambini, influenzati se non imbeccati da genitori ossessionati e psicologi in cerca di fama, descrivevano le messe nere a cui gli insegnanti li costringevano a partecipare al posto delle lezioni di geometria, scienze e storia dell’arte. Poi, così come era iniziato, questo periodo di follia ebbe fine. Molti sono i romanzi ed i film che citano questo medioevo moderno, ma la fantasia non riesce mai a toccare le vette di follia della realtà. Nemmeno l’ottimo romanzo della Flynn, che è stato anche portato al cinema dal registe Gilles Paquet-Brenner. La protagonista è la bravissima Charlize Theron ed il film è tecnicamente impeccabile, ma a mio parere manca di pathos. Peccato.

Il vero botto letterario Gillian Flynn lo fa nel 2012 grazie al romanzo Gone girl – L’amore bugiardo. Suppongo abbiate visto tutti il film di David Fincher con Ben Affleck e Rosamunde Pike e che come me siate rimasti con la mascella pendula per lo stupore per tutta la seconda parte della pellicola, ma vi consiglio comunque la lettura del romanzo originale. La scrittura della Flynn è ricca di dettagli senza risultare pesante, precisa e affilata senza risultare secca. I personaggi escono dalle pagine, i luoghi prendono forma nella vostra mente ed il colpo di scena vi fa veramente prendere un colpo! Qualche mese fa è stato pubblicato un romanzo breve intitolato Un buon presagio, che si legge in poco più di un’ora, vuoi per il numero esiguo di pagine, vuoi per la scrittura scorrevole della Flynn, vuoi perché ogni singola pagina ti fa fare “Wooo! Ma va?!?”. Insomma, consigliatissimo. Bene, io ho letto tutti e quattro i romanzi sinora pubblicati da Gillian Flynn e consiglio a voi lettori di YouPopCorn di seguire il mio esempio. Buona lettura!

– Monia Guredda –

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