“Le donne non dovrebbero leggere… né tantomeno scrivere”: Gabriela Zapolska

Bentornati, Fedeli Lettori! Ebbene sì, ho trovato una seconda (e per il momento ultima) scrittrice il cui cognome risponde alla lettera Z dell’appello! E anche qui ci troviamo di fronte ad una donna forte ed anticonformista, che con la sua mente ha contribuito a plasmare il pensiero del proprio Paese.

Vi presento Maria Gabriela Korwin – Piotrowska, coniugata Janowska, meglio nota come Gabriela Zapolska. Gabriela è nata il 30 marzo del 1857 nella città di Kiwerka – Luck, nella regione della Volinia che all’epoca apparteneva alla Polonia e oggi fa parte dell’Ucraina. Quindi è una attrice, una giornalista ed una scrittrice naturalista polacca. Sì, perché dapprima si dedica alla carriera di attrice e recita a Cracovia, Leopoli e Varsavia negli anni tra il 1892 ed il 1894 e nel Théatre Libre di Antoine a Parigi tra il 1890 ed il 1895, i cui metodi applica in seguito nella scuola drammatica da lei fondata a Cracovia nel 1902.

In seguito si fa subito notare come romanziera con le (scandalose per l’epoca) novelle naturalistiche Acquerelli (1885), a cui fa seguito il romanzo Caterina (Kaska) Kariatyda (1887) ed un secondo volume di racconti  dall’eloquente titolo de Il serraglio umano (1893). Nella sua nutrita produzione narrativa spiccano inoltre  L’antinferno (1889), descrizione di un pensionato femminile, e  Amore stagionale (1905), una storia psicologica ambientata alla stazione climatica di Zakopane.

Molto successo e molte polemiche riscuotono i suoi lavori letterari, ed ancor più successo e polemiche riscuotono i suoi lavori teatrali, tra cui  Zabusia (1897), Loro quattro (1907), Quello là (1898), La signorina Maliczewska( 1910) e soprattutto la commedia  La morale della signora Dulska (1906), appassionato assalto all’ambiente conformista di Leopoli e satira dell’ipocrisia borghese.

Gabriela Zapolska, donna, attrice e scrittrice appassionata e coraggiosa, anticonformista e decisamente in anticipo sui tempi, muore a Leopoli il 17 dicembre del 1921. Buona lettura!

– Monia Guredda –

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