“Le donne non dovrebbero leggere… né tantomeno scrivere”: Fleur Jaeggy

Bentornati, Fedeli Lettori! Quest’oggi faremo la conoscenza di una donna che ha toccato e lavorato varie forme di cultura.

Vi presento Fleur Jaeggy, scrittrice svizzera di madrelingua italiana nata a Zurigo il 31 luglio del 1940. Fleur cresce in studia in diversi collegi svizzeri, quei luoghi mitici in cui i nostri genitori minacciavano di spedirci quando non portavamo a casa una buona pagella. Dopo gli studi Fleur si trasferisce a Roma, negli psichedelici anni Sessanta. Qui Fleur frequenta la vita culturale della Capitale e diventa amica della scrittrice austriaca Ingeborg Bachmann e di Thomas Bernhard. Nel 1968 si trasferisce però a Milano e inizia una collaborazione storica con la casa editrice Adelphi, di cui sposa il proprietario, lo scrittore ed editore Roberto Calasso.

E proprio del 1968 è il suo debutto sulla scena letteraria italiana con il romanzo Il dito in bocca. Seguono L’angelo custode nel 1971 e Le statue d’acqua nel 1980. Nel frattempo scrive anche un testo teatrale intitolato Un tram che si chiama Talullah. L’opera viene portata in scena nel 1975 per il Festival dei Due Mondi di Spoleto diretta da Giorgio Martini e nel 1984 al Teatro della Maschera di Lugano diretta da Alberto Canetta. La consacrazione artistica arriva però nel 1989 con il romanzo I beati anni del castigo, che si aggiudica il Premio Bagutta ed il Premio Boccaccio Europa. La paura del cielo, romanzo del 1994, conquista il Premio Moravia. Nel 2001 viene dato alle stampe Proleterka che porta a casa il Premio Vailate Alderigo Sala, il Premio Donna Città di Roma ed il Premio Viareggio. Per non parlare del fatto che il Times Literary Supplement lo elegge libro dell’anno.

A Vite congetturali del 2009 fa seguito nel 2014 Sono il fratello di XX che si aggiudica il Premio letterario internazionale Giuseppe Tomasi di Lampedusa. I romanzi di Fleur Jaeggy sono tradotti in 18 lingue, ma la Jaeggy lavora a sua volta come traduttrice, lavorando su testi di Marcel Schwob, Thomas de Quincey, Robert Schumann. Non paga, si esprime anche come saggista e pubblica studi su John Keats e Robert Walser. Curiosità: Fleur Jaeggy, con lo pseudonimo di Carlotta Wiek, collabora spesso con Franco Battiato ed insieme hanno scritto numerosi testi di canzoni molto note.

Una donna ed un’artista poliedrica, Fleur Jaeggy, che per fortuna è ancora tra noi.

– Monia Guredda –

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