“Le donne non dovrebbero leggere… né tantomeno scrivere”: Edna O’Brien

Bentornati, Fedeli Lettori!

Ospite odierna del nostro salotto letterario è una donna che ha lottato e che per fortuna lotta tutt’ora per far sentire la sua voce e quella di un’intera generazione se non di un popolo. Vi presento Edna O’Brien, nata a Tuamgraney nella verde Irlanda il 15 dicembre del 1930.

Edna è l’ultima nata in una numerosa famiglia cattolica irlandese (per avere un’idea precisa della situazione vi consiglio la lettura dell’intenso romanzo Le ceneri di Angela di Frank McCourt ) in un paesino “chiuso e intenso”. Dopo aver studiato presso le suore sino all’età di 16 anni Edna compie due gesti ribellione a poca distanza l’uno dall’altro; nel 1950 ottiene la licenza di farmacista e nel 1954 sposa un uomo non gradito alla sua famiglia. Questo perché Ernest Gébler è uno scrittore (quindi non “uno che lavora”) nonché membro di un circolo di artisti noto sotto il nome di Aosdàna.

Edna e Ernest hanno due figli, Carlo e Sasha, ma Edna continua a sfidare famiglia e convenzioni sociali divorziando da Ernest e trasferendosi a Londra con i bambini. Nella capitale Edna lavora come lettrice per la casa editrice Hutchinson la quale le commissiona il suo primo romanzo. Esce così nel 1960 The Country Girl, primo di una trilogia a cui si aggiungono The Lonely Girl e Girls in Their Married Bliss.

Edna è cresciuta leggendo Thackeray, Tolstoij, Fitzgerald, T. S. Eliot e Joyce, grazie al quale sviluppa l’idea che può scrivere storie autobiografiche, ma dal punto di vista rivoluzionario di una donna del suo tempo.

Questi primi lavori della O’Brien parlano liberamente anche della vita sessuale dei personaggi e ovviamente vengono proibiti. Edna va in terapia ed il dottor Ronald David Laing compie a sua volta un atto rivoluzionario; invece di incoraggiare la sua paziente a lasciar perdere la penna in favore della pentola, la esorta a continuare la sua ricerca interiore e letteraria, anche a nome di tutte quelle donne private della propria voce.

Edna continua quindi la sua attività a testa alta e, nonostante il biasimo della famiglia e della società, produce romanzi e testi teatrali basati sulle sue esperienze (A Pagan Place) e dedicate alle grandi donne della letteratura come Virginia (Woolf), portata in scena da Dame Maggie Smith alias Minerva McGranitt. Ma la O’Brien dedicata dei saggi anche ai suoi autori preferiti come Joyce e Lord Byron.

Di questa notevole autrice possiamo trovare in italiano: Ragazze di campagna, La ragazza dagli occhi verdi, Ragazze nella felicità coniugale, Un cuore fanatico, Elfi e draghi (racconti sul folklore irlandese), Lanterna magica, Le stanze dei figli, Uno splendido isolamento, Lungo il fiume, La luce della sera, Oggetto d’amore e Tante piccole sedie rosse.

Ma ben più vasta è la produzione di questa straordinaria donna e autrice che ha vinto tanti premi ma che meriterebbe comunque una maggiore attenzione.

Buona lettura!

– Monia Guredda –

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