“Le donne non dovrebbero leggere né tantomeno scrivere:” Daphne Du Maurier

Bentornati, Fedeli Lettori!

Ospite di questo nostro salotto letterario al femminile è oggi un’autrice di un’eleganza ammaliante, che tanto ha dato alla letteratura ed al cinema, ma che tristemente non è poi così letta come invece meriterebbe.

Daphne Du Maurier nasce a Londra il 13 maggio del 1907. Il padre, Gerald, è un impresario teatrale ed ex attore; la madre, Muriel Beaumont, è un’attrice; il nonno, George Du Maurier, è un romanziere ed un apprezzato caricaturista. Daphne, ultima di tre sorelle, cresce dunque in un ambiente culturalmente ed artisticamente stimolante. La giovane inizia il suo percorso di studi a Londra, ma lo conclude a Parigi, dove vive appieno l’atmosfera di fermento artistico tipica della capitale francese. Qui Daphne inizia a scrivere solo per se stessa racconti e poesie ispirandosi allo stile di Guy De Maupassant e di Katherine Mansfield.

È il 1931 e Daphne è tornata a vivere in famiglia, che nel frattempo si è trasferita a Fowey, in Cornovaglia. Ma il 1931 è anche l’anno della pubblicazione del suo primo romanzo, Spirito d’amore, per il quale deve in parte ringraziare lo zio editore. Ma fondamentalmente deve ringraziare il suo indiscutibile talento di narratrice, la sua innata comprensione nel sondare l’animo umano e di trascriverlo sulla carta con una capacità di linguaggio che irretisce ed affascina per la sua indiscutibile veridicità e la sua eleganza.

La famiglia torna a Londra, ma Daphne resta a Fowey con il marito, il maggiore dell’esercito inglese Sir Frederick Arthur Montagne Browning, le loro due figlie femmine ed il loro figlio maschio. Ma il marito si deve spostare spesso per lavoro e Daphne lo segue sempre, viaggiando attraverso l’Europa e l’Africa. Nel 1939 sono ad Alessandria d’Egitto ed è qui che Daphne scrive uno dei suoi capolavori, Rebecca la prima moglie, che diventa poi anche uno dei gioielli della cinematografia Hitchcockiana.

La famiglia Browning si trasferisce definitivamente nel maniero di Menabilly nel 1943, che lasciano solo nel 1964. Nel 1965 Sir Frederick muore e Daphne da allora vive da sola, senza mai smettere di scrivere fino alla fine, sopraggiunta a Parigi il 19 aprile del 1989. Le ceneri di Daphne vengono sparse nei campi della sua ultima residenza. Daphne Du Maurier Lady Browning da alle stampe oltre 30 volumi, quasi tutti disponibili in italiano (ma non facilissimi da reperire). La sua produzione spazia dai romanzi ai racconti passando per volumi dedicati alla biografia più o meno romanzata della sua famiglia, ricca di figure artisticamente notevoli. Tra questi ultimi citiamo: Gerald: un ritratto, dedicato al padre, Il generale del re, Sua bellezza Mary Anne e lo spettacolare Il calice di Vandea, che tramite gli occhi degli antenati vetrai di Daphne ci mostra la storia della Francia pre e post rivoluzionaria.

Ma dicevamo all’inizio di questo articolo che la Du Maurier ha dato molto anche al cinema. Infatti il suo primo romanzo trasposto per il grande schermo è Taverna alla Giamaica (1936), diretto da un certo Alfred Hitchcock. Nel 1951 pubblica Mia cugina Rachele, capolavoro di sottigliezze psicologiche e suspence che diventa un film diretto da Henry Koster ed interpretato da Roger Mitchell. È del 1953 il romanzo Gli Uccelli che viene scelto da Alfred Hitchcock e che diventa così un classico del genere thriller psicologico. Il capro espiatorio è un romanzo del 1957 basato sull’idea del doppio, inteso non solo come qualcuno che ci somiglia, ma come l’altro che si annida dentro ognuno di noi; Robert Hamer ne trae un film, basato sulla sceneggiatura della stessa Du Maurier scritta in collaborazione con l’attore protagonista, Alec Guinness.

Daphne Du Maurier, Lady Browning, è stata una donna che ha vissuto appieno il suo tempo e la sua vita e che ci ha lasciato delle storie che, per la loro sorprendente acutezza psicologica, risulteranno sempre attuali. Vi consiglio vivamente di iniziare a recuperare i titoli di questa straordinaria autrice come sto facendo io che, colpevolmente, l’ho scoperta solo di recente. Ma mi sto impegnando seriamente per riscattare il tempo perduto.

Buona lettura!

– Monia Guredda –

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