“Le donne non dovrebbero leggere… né tantomeno scrivere”: Charlie Jane Anders

Bentornati, Fedeli Lettori! Quest’oggi faremo la conoscenza di una scrittrice che lotta per i diritti di una determinata categoria di donne: le transgender. Charlie Jane Anders è una donna nata nel corpo di un uomo che combatte, con le armi della cultura, la sua battaglia di civiltà. Charlie Jane è una scrittrice, un’editrice, una presentatrice, una performer artist ed una organizzatrice di eventi.

Tra i suoi romanzi citiamo Six months, three days, vincitore del prestigioso Hugo Prize e Il ragazzo del coro, l’unico suo titolo disponibile in italiano. Io l’ho letto pochi anni fa, dopo averlo trovato (come da tradizione) in un mercatino dell’usato. La storia, dolce e crudele, descritta con partecipazione ma senza mai scadere nel volgare e nel lacrimoso grazie ad una sana dose di ironia, è quella di un ragazzo che ragazzo non si sente. Noi seguiamo la sua evoluzione, tra famiglia, scuola, società e conflitti interiori.

Una storia simile potrebbe ormai apparire scontata e ripetitiva, ma temo che così non sia; basta leggere i commenti sotto un qualsiasi articolo di una qualsiasi testata online per rendersi conto della profonda cattiveria, generata da profonda ignoranza, che ancora suscita l’argomento dell’identità di genere. È triste constatare come gran parte della gente non senta un problema se non lo tocca personalmente; e questa totale assenza di empatia è la vera malattia. Non è necessario essere omosessuale per capire e difendere i diritti lgbt così come non è necessario essere un panda per sentire di voler difendere i diritti degli animali. Si chiama empatia e, anche se non può essere insegnata, si può tentare almeno di rimuovere il velo di ignoranza (proprio nel senso di ignorare, non conoscere) che oscura le menti di molte persone. La lettura di romanzi come Il ragazzo del coro o Luna di Julie Anne Peters dovrebbe figurare tra i compiti per le vacanze degli studenti di medie e superiori.

Buona lettura!

Monia Guredda

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