“Le donne non dovrebbero leggere né tantomeno scrivere:” Cecelia Ahern

Bentornati, Fedeli Lettori! Sono felice ed emozionata al pensiero di iniziare questo quinto giro di giostra di una rubrica nata quasi per gioco parlando con la direttrice e che invece a quanto pare sta riscuotendo discreti consensi. Grazie.

Per questo nuovo inizio ho scelto come ospite un’autrice contemporanea, giovanissima, ma che ha all’attivo molte (troppe?) pubblicazioni. Vi presento Cecelia Ahern, dubliner d.o.c. nata il 30 settembre del 1981 e laureata in Giornalismo e Comunicazione. Il pranzo di Natale in casa Ahern deve essere piuttosto interessante dal momento che Mr. Bertie Ahern è l’ex Primo Ministro irlandese ed il marito di Georgina, sorella di Cecilia, è Nicky Byrne, ex membro della band irlandese Westlife. Cecilia debutta col botto nel mondo letterario con il best seller P. S. I love you quando è appena ventenne. Il romanzo viene tradotto in 50 Paesi e diventa un film della Warner Bros con la straordinaria Hilary Swank e quel gnoccolone di Gerard Butler. Io lo lessi, pur se da sempre razzista nei confronti della letteratura rosa, e lo adorai. È un romanzo maturo, con personaggi tridimensionali e credibili ai quali è così facile affezionarsi poiché, al di là sella situazione drammatica, è semplice relazionarsi e comprenderli. Non si scivola mai nel melodramma, mai nella melensaggine e nel discount dei sentimenti. Insomma un romanzo che mi sento sinceramente di consigliare, e non solo alle ragazze.

Stesso discorso può essere fatto per la seconda opera della Ahern intitolata Scrivimi ancora. Lo comprai convinta, forte dell’ottima impressione lasciatami da P. S. I love you e giuro che non rimasi delusa neanche un po’. Anzi, in questo secondo romanzo trovai una maggiore consapevolezza stilistica da parte dell’autrice, consapevolezza che aveva portato ad una ancor più minuziosa e credibile costruzione dei personaggi e delle dinamiche complesse e sottili che tra di loro si dipanano. Il tutto condito con una graditissima dose di ironia. Anche da questo libro è stato tratto un film, che però ammetto di non aver voluto vedere.

Il terzo romanzo, intitolato Se tu mi vedessi ora, me lo sono perso, ma poi ho comprato Un posto chiamato qui e ho notato una virata in direzione del soprannaturale che non mi ha convinta. La virata diventa evidente nel quinto romanzo, Grazie dei ricordi, storia romantica di trapianti di cuore e transfert di ricordi. Per carità, nulla di male nel voler trattare certi temi, ma la Ahern era partita da altre basi, più realistiche e più solide, e personalmente non sono riuscita ad apprezzare questa svolta che rischia di farti finire in un pantano letterario.

I miei dubbi trovano poi atroce conferma durante la lettura di quel pastrocchio che è il sesto romanzo della Ahern, Il dono. Non mi ricordo neanche di che parla, talmente era confuso. C’erano degli angeli, un uomo che spreca la sua vita, messaggi dall’aldilà e seconde possibilità.

Ammetto che dopo la lettura de Il dono ho perso interesse nei confronti dei lavori della Ahern, quindi mi sono (volutamente) persa i successi romanzi: Il libro del domani, Cose che avrei preferito non dire, I cento nomi, Innamorarsi. Istruzioni per l’uso, Da quando ti ho incontrato, La menzogna, Quello che il cielo non ha e Postscript, più la trilogia young adult di Flawed.

Forse ho fatto male a lasciar andare un’autrice che mi aveva così colpito con i primi due lavori giovanili, ma proprio non sento più l’impulso a spendere dei soldi quando vedo un suo nuovo volume sugli scaffali delle librerie. E anzi, il fatto che sforni nuovi titoli a getto continuo mi fa sospettare che la quantità stia andando seriamente ad intaccare la qualità. Magari sbaglio. Ma ai romanzi vanno aggiunti i racconti brevi, i film scritti per la televisione tedesca e la produzione della serie della ABC Samantha chi? Con Christina Applegate. In più Cecilia è sposata e ha due bambini piccoli. Io sto scrivendo questo articolo e sto cercando di capire come e quando riuscire a far fare la passeggiata ai cani prima della cena di stasera.

In conclusione.

Consiglio di cuore la lettura dei primi due romanzi scritti da una giovanissima Cecelia Ahern, mentre riguardo i successivi ho delle riserve, ma dipendono in gran parte dai miei gusti personali, quindi voi provateci comunque. Poi magari mi scrivete “Ma che dici, Il dono è stupendo!” e allora possiamo aprire un sano e ricco dibattito.

Il consiglio è sempre lo stesso, sempre e comunque

Buona lettura!

– Monia Guredda –

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