“Le donne non dovrebbero leggere… né tantomeno scrivere”: Caterina II

Bentornati, Fedeli Lettori! Quest’oggi faremo la conoscenza di una scrittrice che, beh, non scriveva a tempo pieno visto che aveva un impiego governativo che le portava via parecchio tempo. Vi presento Ekaterina Alekseevna, nata a Stettino il 21 aprile del 1729. Ekaterina sposa Pietro III, Zar di Russia appartenente alla dinastia dei Romanoff e diventa Imperatrice con il nome di Caterina II nel 1762.

Quello di Caterina II si ricorda come un regno in cui fu applicata la cosiddetta Dittatura Illuminata, teorizzata da Voltaire. E proprio il controverso filosofo e scrittore francese trovò protezione presso la Corte di Caterina, insieme ad altri letterati europei quali Diderot e D’Alembert (i padri dell’Enciclopedie), Leonard Euler, Giovanni Paisiello ed i fratelli Grimm. Durante i suoi primi anni di regno, la giovane Imperatrice tiene con Voltaire, Diderot e Grimm un fitto carteggio (in francese), che mostra le sue qualità di fine e appassionata conversatrice.

Ma Caterina non si limita a scrivere lettere ed a discutere di letteratura e filosofia con i suoi illustri ospiti; è una donna d’azione, decisa, e si mette in gioco in prima persona, scrivendo numerose commedie. Citiamo O tempo (1772), L’onomastico della signora Vorcalkina (1772), L’ingannatore e L’ingannato (1785), Lo stregone siberiano (basato sulla figura di Cagliostro). Queste notevoli commedie, pur mosse da un proposito didattico e di critica contro i nemici, ruppero in parte la tradizione tipologica del teatro settecentesco proponendo, per la prima volta, una sia pur abbozzata indagine d’ambiente.

Ma prima ancora, nel 1769, Caterina fonda un celebre giornale satirico dall’emblematico titolo di “Ogni sciocchezza”. Sulle pagine di Ogni Sciocchezza, l’Imperatrice Caterina si diverte a polemizzare con gli avversari dell’assolutismo, fra cui N. Novikov e A. Radiscev. Insomma, una donna di carattere, anzi, proprio con un bel caratterino!

Una donna forte ed intelligente a capo di un Impero non poteva non ispirare artisti e letterati. Infatti alla figura di Caterina II sono stati dedicati circa 43 pellicole, tra film cinematografici e film tv e, tra le attrici che hanno prestato il loro volto alla Zarina, ricordiamo; Marlene Dietrich, Bette Davis, Jeanne Moreau, Yvonne Sanson, Catherine Zeta-Jones, Catherine Deneuve e Edwige Fenech.

Ovviamente alla sua figura si sono ispirati anche moltissimi autori teatrali (tipo George Bernard Shaw) e biografi. La biografia più autorevole su Caterina II è probabilmente quella scritta da Henry Troyat. E sapete chi ha tratto un manga da questa biografia? Lei, Riyoko Ikeda, l’autrice di Versailles no bara (Lady Oscar), con una smodata passione per la storia europea. Il manga si intitola Jotei Ekaterina ed in Italia è ancora inedito. Ma io giammai perdo la speranza. Anzi, attendo con fiducia anche Ten no Hate Made – Porand Hishi, storia della nazione polacca in cui compare di nuovo anche Caterina.

Ekaterina Alekseevna, Imperatrice di Russia, muore a San Pietroburgo nel 1796, lasciando al suo Paese e a tutta l’Europa una lezione di forza e di stile.

Buona lettura!

– Monia Guredda –

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