“Le donne non dovrebbero leggere… né tantomeno scrivere”: Antonia Byatt

Bentornati, Fedeli Lettori! Oggi faremo la conoscenza di un’autrice inglese contemporanea e raffinata. Antonia Susan Drabble nasce a Sheffield, nel South Yorkshire, il 24 agosto del 1936. Suo padre è un giudice ed un romanziere. Sua madre è un’insegnante delle scuole superiori. Sua sorella è la popolare scrittrice Margaret Drabble. Antonia frequenta la scuola di quaccheri in cui insegna la madre, la Mount School of York, poi va al Newnham College di Cambridge ed al Bryn Mawr College in Pennsylvania (tutte università femminili). Riceve un assegno di ricerca presso il Somerville College di Oxford in quanto donna nubile, ma le viene revocato quando, nel 1959, sposa l’economista Ian Byatt. La coppia ha due figli, Antonia e Charles.

Dal 1962 al 1971 Antonia insegna presso una sede fuori città della London University. È del 1964 il suo esordio letterario; Shadow of Sun è la storia di una ragazzina che matura all’ombra di un padre predominante. A questo romanzo fa seguito, nel 1967, The Game, la storia di un drammatico rapporto tra sorelle. Impossibile non vederci degli spunti autobiografici, anche tenendo conto del fatto che la stampa mette spesso in competizione le sorelle. Ma un dolore più grande attende Antonia: il piccolo Charles muore investito da un’automobile e questo dramma causa ad Antonia un serio blocco creativo.

Antonia ed Ian divorziano nel 1969 e lei sposa in seconde nozze Peter John Duffy, da cui ha le figlie Isabel e Miranda. Ma Antonia, come Agatha Christie (vedi articolo) continuerà a firmare i suoi lavori con il cognome del primo marito: Byatt. Dal 1972 al 1983 insegna Letteratura Inglese e Americana presso la Central School of Art and Design e presso l’University College di Londra. Nel 1978 esce il primo dei 4 volumi che compongono la saga dei Potter; La vergine nel giardino. I Potter sono una famiglia borghese dello Yorkshire e noi seguiamo soprattutto la vita di Frederica, che all’inizio della storia studia in una Cambridge degli anni Cinquanta, anni in cui le presenze femminili all’università erano veramente rare. Poi, negli anni Sessanta, anni di sogni e di rivoluzioni, vediamo Frederica divorziata e con un figlio piccolo. Gli altri capitoli si intitolano Natura morta (1985), La torre di Babele (1996) e Una donna che fischia (2002); certo che i fan di questa saga devono avere una pazienza davvero invidiabile!

A partire dal 1983 si dedica completamente alla scrittura. Scrive saggi di critica letteraria, racconti, fiabe, romanzi dal sapore autobiografico e dal gusto vittoriano. Nelle fiabe ama mischiare lo stile naturalistico allo stile fantastico, mentre nei romanzi ama unire i suoi personaggi a personaggi realmente esistiti, magari solo descrivendoli e lasciando che siano i suoi lettori a capire chi sono. Nelle sue storie possiamo ammirare una commistione di generi alti e bassi, dal momento che unisce sapientemente la ricercatezza del romanzo vittoriano alla popolarità dei romanzi di suspense.

Nel 1990 si afferma con Possessione – Una storia romantica, romanzo di sapore ottocentesco e d’ambiente universitario, ispirato al mondo della poesia vittoriana. In Possessione gli studiosi Roland e Maud restano coinvolti nella ricostruzione della storia d’amore tra i poeti vittoriani Ash e Christabel LaMotte. Facilmente rintracciabili i riferimenti a Browning, Coleridge, Milton, Tennyson e Dickinson. Possessione ha vinto il Booker Prize for Fiction, è stato tradotto in 27 lingue ed è diventato un film.

Il successivo lavoro della Byatt si intitola  Angeli e insetti ed è del 1992. Il volume si compone di 2 novelle. La prima è Morpho Eugenia e da sfogo alla passione naturalistica della Byatt. La seconda è L’angelo coniugale ed è la storia di Emilia Tennyson, sorella del poeta Alfred, la quale tenta di mettersi in comunicazione con il poeta Arthur Hallam, amico del fratello ed al quale era stata legata. In questo volume si fondono le grandi passioni della Byatt: l’etologia, la poesia e lo spiritismo.

The Biographer’s Tale è un romanzo del 2000, ancora inedito in Italia, in cui la Byatt torna a giocare con gli specchi per confonderci e coinvolgerci nella storia di uno studioso che sta cercando di ricostruire la storia di un biografo. Antonia Byatt è una scrittrice prolifica e diversificata, ma purtroppo in Italia non sono arrivati molti titoli. Anche se negli ultimi anni la Einaudi sembra si stia dando da fare per proporcene diversi. Numerosi i titoli di cui la Byatt è stata insignita. Ovviamente è Commander dell’Ordine dell’Impero Britannico e Dame Commander dell’Ordine dell’Impero Britannico. Ma la curiosità è questa: nel 1999 il Re di Redonda (Antille) la nomina Duchessa di Morpho Eugenia. Il Re, nel corso degli anni, ha concesso titoli nobiliari anche a: Pedro Almodovar, Francis Ford Coppola, Pietro Citati, Claudio Magris, Alice Munro, Ray Bradbury, Umberto Eco, Jonathan Coe, Philip Pullman ecc. Un gruppo di scrittori e registi davvero notevole!

Antonia Byatt è una di quelle donne che ha avuto la fortuna di avere una famiglia che l’ha incoraggiata negli studi, ma si è comunque dovuta conquistare il suo posto nel mondo, come donna, come moglie, come madre e come letterata.

Mi piace scrivere di persone che pensano, persone per le quali il pensiero è importante, eccitante e doloroso tanto quanto il sesso o il cibo.” Antonia Byatt

Buona lettura!

– Monia Guredda –

 

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