“Le donne non dovrebbero leggere… né tantomeno scrivere”: Anne Rice

Bentornati, Fedeli Lettori!

Socchiudete le tende e sorseggiate una tazza di tè bollente, ché la nostra ospite oggi è la Regina delle Tenebre: Anne Rice. Spostiamoci nella mistica, chiassosa, misteriosa New Orleans. Qui vive la famiglia O’Brien, formata dal padre Howard Allen Frances, dalla madre Katherine e da quattro figlie femmine. La seconda della nidiata è Anne, nata il 4 ottobre del 1941. La famiglia O’Brien è profondamente cattolica e la piccola Anne è tanto affascinata dalla religione quanto dal paranormale, come è quasi inevitabile se cresci a Nouveau Orleans. Ma quando Anne ha solo 15 anni perde la madre, morta a causa del suo problema con l’alcool e questo dolore la porta a mettere in discussione la sua fede.

In questo stesso periodo il clan O’Brien si trasferisce nella periferia di Dallas. È il 1961 e la ventenne Anne sposa l’amore della sua vita, il poeta Stan Rice. La coppia ha una figlia, Michelle, nata nel 1966 e morta di leucemia nel 1971. Questo dolore insopportabile porta la Rice ad abbandonare la fede esplorando anche nei suoi romanzi un percorso teso verso l’ateismo.

È infatti del 1976 il primo capitolo della saga (tutt’ora in corso) nota con il nome di Cronache dei Vampiri; parliamo del sublime Intervista col vampiro. Se avete visto il film con Pitt, Cruise e Banderas avete fatto bene, ma dovete leggere i romanzi, cioè gli 11 volumi delle Cronache dei Vampiri, i 2 delle Nuove Cronache dei Vampiri ed i 3 della Saga delle Streghe, tutti strettamente connessi a creare un mosaico di ipnotica bellezza. La sua complessità e profondità traspaiono appena attraverso i fotogrammi. I personaggi, i dolenti vampiri che attraversano il mondo e le epoche, intessono tra loro storie di amicizia e di amore, e dialoghi dolci e strazianti che fondono il personale con l’universale, tanto che l’intera saga può essere considerata come un trattato che fonde filosofia, antropologia (sì, tra le sue pagine troverete non solo l’origine del vampiro, ma l’origine stessa dell’umanità) e teologia. I vampiri si interrogano continuamente sul senso della propria vita, proprio come l’autrice, la quale nel 1998 riabbraccia la fede cattolica e nel 2005 dichiara di voler abbandonare le saghe fantasy horror che tanta popolarità le hanno donato per dedicarsi esclusivamente a romanzi di carattere storico  religioso. A questo periodo appartengono la trilogia intitolata Christ the Lord, i due volumi dei Canti dei Serafini, nonché l’autobiografia dedicata alla sua conversione intitolata Called Out of Darkness.

 “I miei libri riflettono chiaramente un viaggio attraverso l’ateismo per tornare a Dio. È impossibile non accorgersene. Essi sono un tentativo di stabilire ciò che è buono e ciò che è cattivo in un mondo ateo, descrivono la lotta tra fratelli e sorelle in un mondo senza padri e madri credibili”.

Ma nel 2010 la Rice dichiara di volersi distaccare dalla Chiesa Cattolica, pur restando credente.

E’ semplicemente impossibile per me appartenere a questo rissoso, ostile, polemico e meritatamente famigerato gruppo. Per 10 anni ho tentato. Ho fallito. Sono un’esterna. La mia coscienza non mi consente di restare. Nel nome di Cristo mi rifiuto di essere contraria alle persone omosessuali. Mi rifiuto di essere anti-femminista. Mi rifiuto di essere contro il controllo delle nascite. Mi rifiuto di essere anti-democratica. Mi rifiuto di essere contro l’umanesimo laico. Mi rifiuto di essere contro la scienza. Mi rifiuto di essere contro la vita. La mia conversione da atea pessimista, persa in un mondo che non capivo, a ottimista credente in un universo creato e sostenuto da Dio amorevole è fondamentale per me. Ma seguire Cristo non significa dare ascolto ai suoi seguaci. Cristo è infinitamente più importante della cristianità e lo sarà sempre, non importa ciò che il cristianesimo è, è stato o può diventare.”

Secondo la Rice ogni essere umano è essenzialmente bisex e questo pensiero arriva molto chiaramente al lettore attraverso la lettura delle avventure di Lestat, Louis e Armand, che amano senza pregiudizio alcuno donne, uomini, umani, vampiri e streghe. Il concetto è espresso anche in alcuni romanzi scritti dalla Rice nel corso degli anni 80 con i nom de plume di Anne Rampling (Exit to Eden e Belinda) e di Anne Roquelaure (The Beauty series), una trilogia erotica tradotta in Italia sulla scia dello squallido 50 sfumature.

Del 1982 è il romanzo Un grido fino al cielo, dedicato alla figlia Michelle.

Nel 1978 nasce il secondo figlio della coppia, Christopher Travis Rice, autore di romanzi come The snow garden e A density of soul.

Nel 2002 Stan Rice muore di cancro, ma di fronte a questo ennesimo, insensato dolore, la fede di Anne resta salda e la sua dichiarazione riguardo il voler scrivere solo romanzi storico religiosi è per fortuna smentita dalla pubblicazione della nuova saga Le Cronache del Dono del Lupo e dal nuovo capitolo delle Cronache dei Vampiri intitolato Il principe Lestat, personaggio che l’autrice ha dichiarato essere ispirato proprio all’amato marito Stan.

Noi non possiamo che augurare a questa donna, a questa straordinaria autrice, di aver trovato finalmente l’equilibrio che cercava e che certamente merita.

Buona lettura e buone riflessioni

 – Monia Guredda –

Rispondi