“Le donne non dovrebbero leggere né tantomeno scrivere:” Anna Louise Strong

Bentornati, Fedeli Lettori! Quest’oggi faremo la conoscenza di un’autrice purtroppo poco nota. Vi presento Anna Louise Strong, nata a Friend in Nebraska il 24 novembre del 1885.

Anna Louise si trasferisce poi a Cincinnati dove studia presso il Bryn Mawr College prima e l’Oberlin College poi, presso il quale consegue il diploma. La Strong si dimostra una donna notevole per l’epoca, prima laureandosi in Filosofia presso l’Università di Chicago e poi iniziando a lavorare come giornalista, trasferendosi a Seattle. Ma Louise Strong non sta seduta alla scrivania scrivendo ricette o curando articoli dedicati alle massaie; Louise parte per l’est Europa e lavora come corrispondente dalla Polonia e dalla Russia per l’American Friends Service Committee e per l’International News Service. Louise si avvicina così al comunismo e, una volta tornata negli Stati Uniti, riparte subito per la Cina.

Nel 1930 torna a Mosca e qui fonda il Moscow News, primo quotidiano sovietico in lingua inglese. Non sembra però avere problemi nel tornare negli Stati Uniti, dove lavora per Harper’s Magazine, The Nation, The Atlantic e Asia. I problemi invece sorgono in URSS; nel 1949 infatti Louise viene accusata di essere una spia e di conseguenza viene espulsa. Ma nel 1955 viene riabilitata. Non paga, nel 1958 si trasferisce in Cina, fonda il mensile Letter from China, diventa amica di Mao e si unisce alle Guardie Rosse durante la rivoluzione culturale.

Anne Louise Strong muore a Pechino il 29 marzo del 1970. Ed ora un dubbio ed una curiosità. Io conosco il lavoro della Strong? Non lo so con certezza. Forse sì. Vi spiego. C’è un racconto in un’antologia dedicata ai vampiri intitolata Il sangue e la rosa, edito Biblioteca Reverdito nel 1988 e da me trovato in un mercatino dell’usato nel 2009. Questo racconto, Una storia incredibile (An Unscientific Story, apparsa su Cosmopolitan nel 1903) è firmato da una certa Louise J. Strong. Ora, il nome è quasi identico ed i tempi coincidono, quindi io ritengo si tratti della stessa autrice che magari ha usato uno pseudonimo per i racconti giovanili per poi utilizzare il suo vero nome completo una volta diventata una giornalista di fama internazionale. Purtroppo non sono riuscita a trovare informazioni più dettagliate. Comunque il racconto, Una storia incredibile, ci presenta uno scienziato che riesce a dar la vita ad una creatura nel suo laboratorio (come Frankenstein). La creatura cresce velocemente e acquisisce una forma di intelligenza e soprattutto di malizia, ma ciò che sconvolge lo scienziato è la sua capacità di dar vita ad altre creature come lei che si sviluppano da un bozzolo sul petto (come i Gremlins). Ora le creaturine (alte circa 50 centimetri, con caratteristiche antropomorfe e ferine) hanno invaso lo studio e meditano di avventurarsi nel vasto mondo, in cerca di carne e sangue fresco di cui sono particolarmente ghiotte. Lo scienziato è fermamente intenzionato ad impedire questa catastrofe e progetta un piano per distruggere la sua creazione…

Insomma, un racconto che non brilla per originalità, ma che personalmente ho comunque apprezzato dal momento che è stato scritto da una donna che, oltre un secolo fa, ha pubblicato un racconto dell’orrore firmandosi con il suo nome e non con uno pseudonimo maschile come a volte accadeva. Nella speranza di avervi incuriosito (e magari qualcuno di voi potrebbe addirittura rispondere alla domanda sull’identità dell’autrice del racconto!) vi saluto augurandovi sempre e comunque buona lettura!

– Monia Guredda –

Rispondi