“Le donne non dovrebbero leggere… né tantomeno scrivere”: Ann Radcliffe

Bentornati, Fedeli Lettori! Ospite di questo nostro nuovo appuntamento è una scrittrice tanto famosa quanto schiva. Vi presento Ann Ward, nata ad Holborn, nei dintorni di Londra, il 9 luglio del lontano 1764. Il padre di Anne, William Ward, è un merciaio, e lui e la madre Ann Oates permettono alla piccola Ann di ricevere una buona educazione. La famiglia Ward si trasferisce, nel 1772, nella nota località turistica di Bath. Sappiamo che nel 1787 la giovane Ann sposa William Radcliffe, giornalista che scrive per l’English Chronicle. La coppia non ha figli, ma vive felice, lavorando e viaggiando moltissimo, anche grazie ai guadagni di Ann. Infatti dopo la fortuna di aver avuto dei genitori interessati alla sua educazione, nonostante fosse solo una femmina, Ann ha anche la fortuna di avere al suo fianco un marito che, intuendo il suo talento e la sua passione, la incoraggia a scrivere in maniera professionale. Ma forse la fortuna non c’entra nulla; forse una donna che è stata educata ad usare il proprio cervello dalla famiglia cerca un uomo che rispetti ed apprezzi la sua intelligenza, senza accontentarsi. Ann è una donna del XVIII secolo e non si è accontentata; perché mai dovremmo farlo noi?

Quindi Ann, incoraggiata e sostenuta dal marito, inizia a scrivere e, nel 1789, prova la gioia di veder pubblicato il suo primo romanzo. The Castle of Anthlin and Dunbayne inaugura di fatto la letteratura gotica, presentando tutti gli elementi caratteristici del genere, come castelli tenebrosi, nobiluomini misteriosi, fanciulle coraggiose che lottano contro un destino funesto e che, grazie alla loro forza di volontà ed intelligenza, conquistano il loro lieto fine. Nasce così Ann Radcliffe, massimo esponente del romanzo storico in chiave gotica. Ma ci teniamo a sottolineare che nei suoi lavori ad ogni evento straordinario corrisponde una spiegazione logica e razionale. Siamo comunque nel Secolo dei Lumi.I romanzi della Radcliffe ottengono strepitosi successi in tutta Europa, soprattutto tra le lettrici, e questo fatto va aggiunto al novero dei suoi meriti. Dopo l’esordio, la Radcliffe scrive: Romanzo siciliano (1790), Il romanzo della foresta (1791), I misteri di Udolpho (1794) che verrà omaggiato/parodiato da Jane Austen nel suo L’Abbazia di Northanger, L’italiano ovvero Il confessionale dei penitenti neri (1797), La paura di Matilde, La tomba, I sotterranei del Castello Mazzini, Le visioni del castello dei Pirenei, ecc.

Come avrete intuito dai titoli, molte delle storie narrate sono ambientate in Italia o in Spagna; questo perché, secondo i protestanti e gli anglicani, le terre ove regna il cattolicesimo sono dominate dalla superstizione e per questo offrono un ottimo sfondo per storie dense di mistero. Ma di questo abbiamo già parlato nell’articolo dedicato alla letteratura gotica. I lavori della Radcliffe possono essere considerati i bestseller dell’epoca e generano molto entusiasmo ed altrettanti imitatori. Tra i suoi “discepoli” possiamo citare: Jane Austen, Charlotte Bronte, Lord Byron, S. T. Coleridge, Wilkie Collins, Charles Dickens, Daphne Du Maurier, John Keats, Walter Scott, Mary Shelley, W. M. Thackeray e William Wordsworth. Durante gli ultimi anni di vita di Ann circolò la voce secondo la quale era depressa e addirittura che era stata ricoverata in manicomio, ma queste voci vennero smentite tanto dal marito che dal suo dottore.

Ann Radcliffe muore ad Holborn il 7 febbraio del 1823 a causa di una polmonite, peggiorata dall’asma che l’affliggeva da anni. I suoi resti giacciono a Londra, nel cimitero di Bayswater. Alla sua scomparsa, la The Edinburgh Review scrive: “Non appariva mai in pubblico, né si mescolava alla società, ma si teneva defilata, come il soave usignolo che canta la sua nota solitaria, celato e non visto.” Nell’Ottocento, la scrittrice Christina Rossetti (sorella del pittore preraffaellita Dante Gabriele) provò a scrivere la biografia di Ann, ma dovette rinunciare a causa della penuria di informazioni personali sulla vita di questa straordinaria autrice. Ann Radcliffe è stata una delle prime vere romanziere della storia e ci ha lasciato in eredità molti ottimi romanzi, ma soprattutto la lezione che “se vuoi, puoi”. E tanto basta.

Buona lettura!

– Monia Guredda –

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