“Le donne non dovrebbero leggere né tantomeno scrivere:” Alma Katsu

Bentornati, Fedeli Lettori! Oggi parleremo di un’autrice contemporanea che io personalmente ho scoperto solo poco tempo fa e della quale non è facilissimo rinvenire notizie in rete. Ma procediamo con ordine.

Alma Katsu nasce il 29 novembre del 1959 a Fairbanks, in Alaska. Suo padre è statunitense, mentre sua madre è giapponese. La famiglia si trasferisce a Concord, nel Massachussets, dove Alma termina gli studi. Alma consegue una laurea in Letteratura e Scrittura creativa presso la Brandeis University per poi specializzarsi in Fiction presso la Johns Hopkins University. Ma per 29 anni esercita in un ambiente totalmente diverso da quello letterario; Alma infatti ha lavorato come analista presso l’Intelligence ed altri uffici governativi degli Stati Uniti.

Poi, nel 2011, debutta nel mondo che evidentemente sognava di frequentare da quando era una ragazza e da alle stampe il suo primo romanzo. Primo di una trilogia best seller tradotta in 12 Paesi, tra cui l’Italia. Il dominatore (The Taker), Immortal (The Reckoning) e The Descent, in attesa di traduzione. La trilogia ci narra la storia della splendida immortale Lanny e del tormento che deriva dalla prospettiva di una vita eterna, una vita durante la quale espiare le proprie colpe. I romanzi si inseriscono nel filone del florido genere paranormal romance, ma differenza di tanti titoli spazzatura spuntati come funghi nel corso di questo millennio, questi della Katsu hanno ricevuto il plauso della critica e collezionato diversi riconoscimenti come il Goodreads Readers Choice Award e il RT Book Review Reviewers Choice Award. Su questa trilogia non posso esprimere un giudizio poiché sono in attesa dell’uscita del terzo capitolo per iniziare a leggerla; purtroppo negli ultimi anni molte saghe sono state interrotte in corsa e non voglio correre rischi. Ma a Natale mi è stato regalato il quarto romanzo di Alma Katsu, slegato dai precedenti, ed intitolato The Hunger –Gli affamati-. Il romanzo narra la tragica storia della spedizione Donner attraverso gli Stati centrali, spedizione citata anche all’inizio del film Shining, quando la famiglia Torrance sale verso l’Overlook. Il romanzo vanta (come mille altri!) un commento positivo proprio di Stephen King, riportato sulla fascetta. Ovviamente non poteva non incuriosirmi. L’ho divorato (perdonate il pessimo gioco di parole) in tre giorni e mi ha lasciato molto su cui riflettere. La storia è interamente basata sulle cronache dei sopravvissuti e nomi e legami tra i vari personaggi rispecchiano la realtà. Ovviamente nella costruzione delle vite precedenti alla spedizione di alcuni di loro la Katsu ha lavorato di fantasia, riuscendo a creare personaggi immaginari tridimensionali, realistici e affascinanti. Ma il suo apporto alla storia consiste nell’aver immaginato un motivo diverso per spiegare come e perché decine di persone si siano dedicate al cannibalismo. La Katsu dona a questa storia, già drammatica e inquietante in quanto tocca uno dei maggiori tabù dell’umanità, un ulteriore sfumatura di orrore, destabilizzando il lettore facendogli vivere uno scorcio di mondo in cui sembrano esistere i demoni. Ma che poi forse demoni non sono. La verità resterà per sempre sepolta nel ventre profondo dell’America.

In conclusione, in attesa di poter leggere per intero la trilogia di Immortal, mi sento di potervi consigliare la lettura di The Hunger, per iniziare a conoscere un’autrice che si è affacciata tardi nel mondo letterario, ma che sembra aver molto da dire.

Buona lettura!

– Monia Guredda –

Rispondi