“Le donne non dovrebbero leggere… né tantomeno scrivere”: Alex Flinn

Bentornati, Fedeli Lettori!

Come avrete notato abbiamo saltato la lettera E, poiché oltre George Eliot (vedi articolo) non ho trovato altre scrittrice che durante l’appello rispondessero a questa lettera. Come sempre in questi casi vi invito a scriverci i vostri suggerimenti.

Ma anche per quanto riguarda la F ci troviamo in difficoltà, dal momento che dopo avervi presentato la talentuosa Gillian Flynn (vedi articolo) per questo appuntamento abbiamo pensato di ri-presentarvi Alex Flinn, già nota a quelli di voi che seguivano la mia precedente rubrica dedicata agli scrittori sottovalutati. E allora parliamo di Alex Flinn!

Alex Flinn è nata a Glen Cove (New York) il 23 ottobre del 1966. La piccola Alex coltiva il sogno di fare la scrittrice sin dall’età di 5 anni. Alle superiori vive dei momenti difficili, che le saranno di ispirazione per il suo romanzo Breaking Point, pubblicato nel 2002. Superato il liceo, Alex si laurea alla University of Miami con una specializzazione in Canto Lirico.  Ma dato che con l’arte non ci paghi i conti dal pizzicarolo frequenta pure la Scuola di Legge ed esercita la professione legale per 10 anni. A questo punto decide però di tornare al suo primo amore e si dedica a tempo pieno alla scrittura.

Il suo primo romanzo, Breathing Underwater, vede la luce nel 2001. Seguono il già citato Breaking Point, Nothing to Lose (2004) e Fade to Black (2005), Diva (2006), A Kiss in Time (2009) e Cloaked (2011). Questi romanzi riscuotono un discreto successo, ma il riconoscimento internazionale arriva nel 2007 con Beastly. Se avete visto solo il film sarete certamente disgustati. Vi capisco… ma il romanzo merita. Sì, è l’ennesima rivisitazione de La Bella e la Bestia. Ma tanto qualunque storia tu possa inventarti sarà comunque riconducibile all’archetipo di qualche favola, fiaba o leggenda. Propp docet. Vedi Pretty Woman e “quella gran culo di Cenerentola”. Quindi tanto vale giocare a viso scoperto con i cliché e provare a creare una storia accattivante  utilizzando personaggi amati in tutto il mondo e calandoli in contesti socio – culturali diversi.

Beastly è La Bella e la Bestia al liceo. Poteva uscirne una porcata assurda, invece è un romanzo veramente gradevole, con personaggi credibili e non stereotipati che, come nella storia originale, lottano contro i pregiudizi della massa. Qui i villici con torcia e forcone sono sostituiti da liceali viziati, fasulli e vuoti. Non so a voi, ma a me terrorizzano molto di più questi ultimi. Insomma, Beastly non sarà un capolavoro della letteratura contemporanea, ma trovo che potrebbe risultare un’ottima lettura da spiaggia.

Buona lettura!

– Monia Guredda –

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