“Le donne non dovrebbero leggere… né tantomeno scrivere”: Aino Kallas

Bentornati, Fedeli Lettori!

Come ho più volte ricordato, questa rubrica serve a me per prima, poiché mi sta permettendo un’esplorazione del mondo della letteratura femminile; esplorazione che mi sta portando a gradite scoperte. Spero sia lo stesso per voi. Quest’oggi, per la vostra e la mia gioia, scopriremo la vita e le opere di Aino Julia Maria Krohn – Kallas.

Aino nasce a Vyborg, in Finlandia, il 2 settembre del 1878 in una famiglia nota e rispettata tanto in campo letterario quanto in campo scientifico. Il fratello Ilmari è un illustratore di musica popolare, mentre la sorella Helmi è una scrittrice e una traduttrice. Una giovane Aino Krohn, con il nom de plume di Aino Suonio pubblica due volumi d’intonazione romantica: Canti e ballate (Laulujaja balladeja, 1897) e Siccità e primavera (Kuloa ja kevatta, 1899)

Nel 1900 sposa il folklorista estone Oskar Kallas, diventando una cittadina naturalizzata estone e iniziando a firmare i propri lavori come Aino Kallas. Aino si appassiona alle leggende e alle cronache medievali estoni, che influenzano molto il suo stile ed i temi da lei trattati.

Nel 1926 scrive Il pastore di Reigi (Reigin Pappi) e nel 1928 scrive La sposa del lupo (Suden morsian), un breve racconto in cui tratta il tema della licantropia, argomento molto popolare ed amato in Estonia. Anche La vendetta del fiume sacro (Pyhan joen kosto, 1930) presenta uno sfondo di carattere folkloristico.

Aino scrive in una lingua articolata, utilizzando uno stile arcaizzante, tipico di saghe e leggende. Privilegia il racconto breve, dalle cornici netti e dal dinamico sviluppo. Nascono così le raccolte Dall’altra parte (Merentakana 1905), La città delle navi partenti (Lahtevien laivojen kaupunki 1913), La striscia nera (Musta raita 1919) e Sangue straniero (Vieras vieri 1921).

È del 1923 invece una trilogia di romanzi d’amore, dolore e morte intitolata Barbara von Tisenhusen. Anche in questa opera riscontriamo la presenza di uno stile arcaicizzante, dove i personaggi sono immersi in un’atmosfera onirica, ma al tempo stesso piena della vividezza della vita reale.

Aino Julia Maria Krohn – Kallas muore ad Helsinki nel 1956, lasciando al mondo la storia di una donna moderna che ha saputo raccontare storie appassionanti ai contemporanei e ai posteri.

– Monia Guredda –

 

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