Le congregazioni del Binge Watching

“Soy el fuego que arde tu piel – soy el agua que mata tu sed – el castillo, la torre yo soy – la espada que guarda el caudal -tu el aire que respiro yo”

Siate onesti, l’avete canticchiata anche voi vero? Quanto ci avete messo a riconoscerla, due tre parole vi son bastate? Ebbene sì, questa è la sigla dell’intramontabile Narcos, musica che ormai ci ritroviamo ovunque che sia online, in sottofondo ai video o come suoneria degli smartphone! Viviamo negli anni d’oro del binge watching, assorbiti dalle serie tv a tal punto da viverle come reali; sono il nostro personale ipse dixit: non c’è situazione che non evochi un personaggio a noi caro, non c’è problema che non si risolva con un escamotage rubato alla nostra serie preferita, non c’è occasione per cui non dovremmo rincorrere gli spoiler per poi fuggirne a gambe levate prima che sia troppo tardi. Tutto è virale. Come la succitata sigla: questa è la canzone non dell’estate bensì della vita, sì, vita di un fan sfegatato di Netflix e annesse serie tv.

Diciamola tutta, ormai le serie tv non sono semplicemente prodotti televisivi che ci allietano le giornate facendoci passare qualche ora piacevole. NO. Le serie tv sono diventate un must, sono parte integrante della nostra vita, condizionano le nostre uscite, il modo in cui ci rapportiamo con gli altri, si impossessano delle nostre menti e profili social. Ecco, vedete, non esageravo, le serie tv sono vita. Vita di tutti i giorni e ve lo dimostrerò senza troppi problemi.

Nun sapite che v’aspett. E questo non lo dico solo io bensì gli attori di Gomorra che hanno recentemente lanciato il nuovo trailer della terza stagione: teniamoci pronti che a breve ce ripigliamm’ tutt chell che è ò nuost’. Quante volte l’avete usata questa frase? Sicuramente troppe, ha girato talmente tanto che dal sud al nord il napoletano è passato da dialetto a lingua madre subito dopo l’italiano. E come popolo ci siamo scoperti molto più bravi a imparare il napoletano che l’inglese, non c’è renziano the pen is on the shissh che regga in confronto a un bello sta’ senza pensier detto con sentimento e annessi errori di pronuncia.

Parliamo anche di come le serie tv condizionino le nostre relazioni sociali: un tempo davamo colpa alla Disney per le troppe illusioni disattese riguardo l’amore e gli uomini, i rapporti d’amicizia e familiari poi invece è arrivata Shonda Rimes e la morte della madre di Bambi o di Mufasa al minuto 3 de’ il Re leone sono passati in secondo piano. Siamo stati assorbiti da tragedie, separazioni ,morti atroci e dall’indimenticabile Prendi me, scegli me, ama me. Per non parlare di tutti quei “tu sei la mia persona” scribacchiati in giro per il mondo, web e non. Roba che i Baci Perugina non possono nulla al confronto, frasi sdolcinate e cioccolata implodono su loro stesse al cospetto di cotanto zuccheroso amore. Non se ne può più, io ho il coraggio di dirlo. Ogni volta che leggo una di queste due dichiarazioni d’amore son costretta a roteare gli occhi al cielo e sento quasi la mancanza dei vecchi e banali  approcci. Spero di esser stata chiara oltre che brutale.

Andiamo sul banale e chiacchieriamo del tempo: Winter is coming! L’inverno sta arrivando,sì! Ve l’hanno già detto? Praticamente sono anni che ci tediano con questa storia dell’inverno fuori stagione  e nel mentre l’effetto serra ci brucia come ghiaccioli al sole ma niente da fare, con i fan di Game of Thrones non si discute. Personalmente non ho mai visto una puntata di GoT ma son sicura di conoscere più colpi di scena in ordine cronologico di questa serie che dei miei programmi preferiti . Cercei Lannister, Daenerys Targaryen,Joffrey Baratheon non hanno più segreti per noi profani; per non parlare dell’onnipresente Jon Snow: voi potete anche non sapere che faccia abbia ma tutti saprete che si è aggiudicato la miglio performance televisiva degli ultimi anni e non perché tutti lo credevano morto quando invece non lo era, bensì per aver mostrato le sue marmoree chiappe nel finale di stagione più atteso di sempre. Che dire, ve le siete perse? Io non ci credo.

Menzione speciale per i fan di Sherlock che possono godere di sole 3 puntate ogni tot anni eppure riescono a mobilitare tutti e tenerci ostaggio delle loro considerazioni pre-durante-post messa in onda con un trasporto senza eguali. Sono una sorta di piaga del web, bisogna riconoscerglielo e intimamente pensiamo tutti che gli sta bene poter godere di così poche puntate, è il Karma.

Questi sopraelencati sono solo alcuni esempi ma se ne potrebbe parlare per ore: siamo sommersi di meme, interazioni e gif che parlano di ciò che più guardiamo e amiamo, tutti conosciamo ciò che va in voga al momento. Quello che ci ha realmente cambiato la vita è poter fare le live watching: tutto il mondo che in contemporanea guarda,commenta, giudica la stessa puntata della stessa serie tv. Come se fossimo tutti insieme ma anziché sdraiati sotto lo stesso cielo durante una serata di cinema all’aperto siamo ben protetti nelle nostre case, a sgranocchiare snack e sperare nella connessione wifi stabile. Essere fan di una serie tv implica l’entrare a far parte di una grande famiglia composta di spettatori appassionati, ironici e dissacranti, in aggiunta ad un cast più o meno numeroso ed abile: questa è la combo che riesce a fare di un programma la sua fortuna, niente di più.

Voglio lasciarvi con una domanda: ci pensate se questo progresso e modo di fare tv lo avessimo raggiunto quando i più visti erano La signora in Giallo, l’A Team, Super Car o peggio L’ispettore Derrick? Bene, scrollatevi di dosso il brivido d’orrore che questo pensiero vi ha creato e correte a recuperare la  nuova programmazione: le nuove stagioni sono alle porte, non possiamo farci trovare impreparati!

– Jessica Bua –

Rispondi