Le accoppiate vincenti: attori e registi inseparabili

Sono sicura che leggendo il titolo la prima immagine pervenuta nella vostra mente sia stata l’accoppiata tra Tim Burton e Johnny Depp: ho indovinato? Beh, ovviamente come non pensare a loro quando si parla di attori e registi inseparabili?! Ricordo con divertimento quando, prima che uscisse il sesto film di Harry Potter, si era parlato della possibilità che venisse affidato alla regia di Burton e partirono le battute su quale personaggio avrebbe fatto interpretare a Depp: che dite? Lumacorno? Nah, si parlava anche di Narcissa Malfoy, perché no?! Ok, a parte gli scherzi, questo binomio tra regia grottesca e recitazione “gothic” non è certo l’unico ad Hollywood, dove spesso quando una “squadra vince non si cambia”. Andiamo, dunque, a dare qualche esempio:

PEDRO ALMODOVAR E PENELOPE CRUZ1

Almodovar da anni è ormai il regista più popolare del Cinema spagnolo, rinomato a livello internazionale, e premiato con due Oscar, uno al Miglior film straniero con Tutto su mia madre e l’altro alla Migliore Sceneggiatura Originale con Parla con lei. Penelope, da parte sua, è un’attrice spagnola dall’enorme fama, candidata tre volte ai Premi Oscar nel corso della sua carriera, e vincitrice come Migliore attrice non protagonista in Vicky Cristina Barcelona. Ebbene, sembra che questi due non sappiano rinunciare a lavorare insieme, tanto che la bella Cruz ha recitato in ben 5 pellicole di Almodovar: Carne tremula, Tutto su mia madre, Volver, Gli abbracci spezzati e Gli amanti passeggeri. L’attrice del suo mentore ha affermato: ha cambiato il modo in cui guardavo il mondo prima ancora che lo conoscessi. Lui invece della propria musa apprezza l’assoluta sicurezza con la quale lei si affida a lui, non temendo di venire allontanata in qualche modo dalla propria figura di sex symbol, ma anzi combattendola, per mostrare il proprio talento. Insomma, si sono proprio trovati.

STEVE MCQUEEN E MICHAEL FASSBENDER2

McQueen si è fatto conoscere a livello internazionale al sessantunesimo Festival di Cannes, nel 2008, presentandosi con il film Hunger, premiato con la Caméra d’Or per la miglior opera prima. Conserva poi la notorietà nel 2011, presentandosi alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia con la pellicola Shame, un affresco crudo di un erotomane distrutto dalla propria schiavitù sessuale. Infine, nel 2013, con il suo primo lavoro realizzato ad Hollywood, vince l’Oscar come Miglior Film e come Migliore Sceneggiatura non Originale per la pellicola 12 anni schiavo, che racconta la vera storia di Solomon Northup, un libero uomo di colore che viene rapito e reso schiavo nelle piantagioni della Louisiana. Cosa hanno in comune questi tre film? Oh, ma Michael Fassbender, ovviamente. Sia chiaro, anche io se fossi una regista, starei appiccicata a Fassbender come una sanguisuga: no, non perché è bellissimo (lo è!), ma perché è un attore davvero davvero impeccabile, c’è poco da aggiungere. Michael, per Hunger, ha dovuto perdere 18 chili, vincendo poi il premio come miglior attore ai British Independent Film Awards 2008; Shame, invece, gli vale la Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile alla 68ª Mostra Internazionale del Cinema di Venezia; 12 anni schiavo gli vale le nominations ai Golden Globe, ai BAFTA e agli Oscar. Coppia d’oro.

QUENTIN TARANTINO E SAMUEL L. JACKSON3

Ok, in realtà il nostro Samuel preferito potrà contare diverse collaborazioni con quasi tutti i registi in circolazione, visto che ha partecipato a una lista interminabile di film, ma senza dubbio piace tanto a Tarantino, recitando in Pulp Fiction, Jackie Brown, Django Unchained e The Hateful Eight e dedicandosi anche un cameo in Kill Bill vol. 2 e come voce narrante in Bastardi senza gloria. Jackson ricorda il momento esatto in cui ha incontrato il regista per la prima volta, perché, parole sue, “come dimenticare il figlio di pu**ana che ha rovinato il tuo provino per Le Iene?!” In quella occasione, infatti, trovò lo stesso Tarantino e il produttore Lawrence Bender ad accompagnarlo nella lettura della scena per l’audizione, ma i due ridevano, poco seri, portando l’attore a non dare il meglio di sé. Quentin, però, sembrò vederci lungo, perché gli mandò – in grande segreto – la sceneggiatura di Pulp Fiction, perché ne facesse parte. Il resta è storia. I due, oltre a creare un magico duo sullo schermo, sono molto amici e passano spesso nottate intere a guardare film nella villa del regista, perché – citando Jackson – “ha lo schermo più grande”.

MARTIN SCORSESE E LEONARDO DICAPRIO4

“Lavorare con Leo è una grande ispirazione”: così Martin Scorsese racconta il sodalizio con DiCaprio, suggellato da ben sei film: Gangs of New York, The Aviator, The Departed, Shutter Island, The Wolf of Wall Street e l’ultimo, ancora inedito, The Devil in The White City. A Scorsese dobbiamo l’immagine del grande attore che finalmente anche l’Academy ha riconosciuto, sebbene io continui a ribadire che ‘sto povero figliolo sapesse recitare già da bambino e molto bene anche, ma ok. La regia che tende a voler sempre sperimentare territori nuovi di Scorsese e l’abilità di DiCaprio di interpretare ogni volta un ruolo diverso li rendono un’accoppiata decisamente vincente. “Ha influenzato tutta una serie di attori della mia generazione. Ha davvero il polso della situazione sulla nostra cultura. Ritrae personaggi senza giudicarli. Ho imparato così tanto sul processo di produzione del film e sul significato di essere attore lungo questo viaggio”, queste le parole dell’attore sull’abilità di Scorsese e sulla sua funzione da mentore per la propria carriera. Nella loro inedita collaborazione, adattamento cinematografico del romanzo di Erick Larson, Di Caprio interpreterà HH Holmes, efferato serial killer, che, nella sua biografia scritta in carcere, confessò di aver commesso 133 omicidi: non vediamo l’ora che esca nei cinema!

CHRISTOPHER NOLAN E MICHAEL CAINE5

Sono certa che leggendo “Nolan” abbiate subito pensato a Bale, ma pensateci: quest’ultimo ha partecipato a quattro film del regista, tre nello stesso ruolo. Per Michael Caine, il mio amatissimo, ne contiamo sei, tra cui il recente Interstellar. Ma come biasimarlo? Anche io vorrei chiamarlo per quasi tutti i ruoli possibili, lo adoro. L’attore, ormai amico del regista, ha rivelato l’uscita nel 2017 di un nuovo film, senza però darne alcun dettaglio: “Non so se ci sarà un ruolo per me. Non me lo dirà fino alla fine!”. Caine ha raccontato il suo primo incontro con Nolan, ai tempi di Batman Begins: “Invecchiando ero arrivato a un punto in cui non mi importava più di lavorare. Io e mia moglie eravamo nella nostra casa di campagna, e Nolan aveva una residenza vicino a noi, ma all’epoca non lo sapevo. Una domenica ho sentito bussare alla porta, ho aperto e di fronte a me c’era quest’uomo con un sceneggiatura in mano. Mi ha detto ‘Salve, mi chiamo Chris Nolan. Ho una sceneggiatura per lei’. Ho chiesto come si intitolasse e lui ha risposto Batman Begins. Allora mi sono detto ‘Stai per diventare il fottuto maggiordomo’ e poi gli ho chiesto per quale ruolo aveva pensato a me e lui ha risposto ‘Il maggiordomo’. Ho letto la sceneggiatura e ho capito che il maggiordomo era il padre putativo di Batman.” E l’hai fatto così bene, bello di casa!

Ne ho voluti sottolineare cinque, ma potrei, senza troppi problemi, raddoppiare la lista, citando ad esempio lo stesso Tarantino con Uma Thurman, o lo stesso Scorsese con Robert De Niro, o Spielberg e Tom Hanks (“Non si può perdere tempo né soldi su un set di Spielberg. Ma se una mattina sul set mi viene un’idea nuova gliela dico, e lui mi dice: “Ma certo, perché non me lo hai detto prima?”. E io gli dico: “I love you boss!”… adorabili), o ancora John Goodman con i fratelli Cohen, o il recente David O. Russel con Jennifer Lawrence, non dimenticando Steven Soderbergh e Julia Roberts e David Lynch e Laura Dern. Per non dimenticare anche l’Italia, di sicuro possiamo parlare di solide accoppiate per Paolo Sorrentino e Toni Servillo e per gli storici Federico Fellini e Marcello Mastroianni. 

Avete una “coppia” preferita?

Lidia Marino – 

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