Le 5 curiosità sulle star: Robin Williams

Ieri, 2 giugno, era l’anniversario dell’uscita de L’attimo fuggente, uno dei film con Robin Williams più noti e amati e ho pensato fosse più che giusto celebrare questo meraviglioso attore, che manca a tutti noi e che ognuno di noi ha adorato almeno in una pellicola, se non in tutte. Insomma, chi non lo ricorda in Hook, in Jumanji, in Mrs. Doubtfire, in Patch Adams o nei panni di un cattivo inquietante in Insomnia o One Hour Photo? E potrei continuare ancora a lungo, perché la sua carriera è stata veramente stellare e del tutto meritata. Ci manchi, Robin.

1. Una bella amicizia.1

Robin per tutta la vita ha condiviso una grande amicizia con l’attore Christopher Reeve – il mitico Superman -, conosciuto ai tempi della scuola. Quest’ultimo, come saprete, nel 1995 rimase paralizzato dal collo in giù, in seguito ad un incidente a cavallo e ciò, come è comprensibile, lo portò a sprofondare in uno stato di depressione molto grande, dal quale non riusciva ad uscire. Ebbene, in seguito raccontò di come un giorno, in una stanza d’ospedale, l’uomo venne sorpreso dall’irruzione di un dottore allarmato, che in russo gli gridò di voltarsi, facendo stupire Reeve, che ovviamente non poteva farlo. Alla fine si accorse che il medico altri non era se non il proprio amico e questo provocò un’ilarità così forte in Reeve che lo risollevò davvero: “se posso ridere, posso anche vivere”, disse. Una storia meravigliosa.

2. Improvvisare. 2

Oltre ad essere un attore incredibilmente dotato nel portare sulla scena personaggi già scritti e con battute ben delineate da copione, Robin si è distinto per la sua capacità di improvvisare, stupendo i registi e non sbagliando un colpo. Pensate che il ruolo che lo ha consacrato, quello di Mork, l’alieno della serie tv Mork e Mindy, lo ha visto inscenare delle sue personali visioni di come un alieno avrebbe potuto comportarsi sulla terra e questo direttamente al provino: i produttori rimasero sbalorditi, infatti, quando si sedette con la faccia sui cuscini di un divano e le gambe sulla spalliera, bevendo drink aspirandoli con il dito della mano e capirono di non poter scegliere altri che lui. Ma non è il solo caso: in Aladdin quasi tutte le battute del Genio sono spesso frutto della sua immaginazione e addirittura la Disney, soddisfatta del suo lavoro, fece ridisegnare alcuni pezzi per tenere le registrazioni di Robin. E in Will Hunting? La scena dove il dottor Sean Maguire rivela le abitudini di sua moglie è improvvisata e se la guardate attentamente noterete un certo tremolio delle immagini. Perché? Perché il cameraman rise così tanto da non riuscire a tenere del tutto ferma l’immagine durante le riprese. Un genio.

3. Zelda.3

Oltre la passione per il cinema, Robin ebbe un altro grande amore: la Nintendo. Fu un appassionato giocatore dei suoi videogiochi, in particolare della saga di Zelda. Adorò così tanto La Leggenda di Zelda, che nel 1989 decise di scegliere proprio il nome Zelda per la figlia. Per questo motivo padre e figlia comparvero nel 2011 nella campagna televisiva per promuovere il nuovo gioco per Nintendo3D The Legend of Zelda: Ocarina of Time 3D.

4. Curiosità Random. 4

Il suo libro preferito da ragazzo era Il leone, la strega e l’armadio, primo tomo della saga fantasy Le cronache di Narnia del britannico C. S. Lewis; il rugby era il suo sport preferito: era addirittura amico di Jonah Lomu, ex tre quarti degli All Blacks; durante le riprese di Schindler’s list, per allietare attori e comparse Spielberg chiamò Williams sul set e gli chiese di essere presente con la sua indimenticabile simpatia; prima di diventare famoso, faceva il mimo fuori del Metropolitan Museum of Art per fare soldi; da piccolo era incredibilmente timido: ciò e il suo essere sovrappeso gli portò problemi a scuola, che cercò di combattere tramite l’imitazione comica delle altre persone.

5. Persona di grande cuore.Untitled-1

Nel corso della sua vita, Robin si è recato più volte in Afghanistan e in Iraq, per andare a trovare le truppe americane e dar loro una ventata di buon umore, che li sollevasse dal peso del loro lavoro. “Ha intrattenuto i soldati nelle zone di guerra e con la sua attività filantropica ha aiutato i veterani”, ha affermato il ministro della Difesa Usa, Chuck Hagel.  “Era un difensore leale e compassionevole di coloro che servono in uniforme”. Ma non solo: l’attore ha dedicato, inoltre, molto del uso tempo alla beneficenza per il Comic Relief, associazione inglese a favore dei bambini poveri.

Sempre nei nostri pensieri.

– Lidia Marino – 

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