Le 5 curiosità sulle star: Matthew McConaughey

Matthew McConaughey è un attore e produttore cinematografico statunitense, che ha iniziato la sua carriera nei primi anni novanta, partecipando al film La vita è un sogno, parte che sarà per lui molto importante anche a livello personale, come vedremo dopo. Negli anni è apparso in pellicole di vario genere, tra cui l’horror Non aprite quella porta IV o il dramma storico di Steven Spielberg Amistad, per poi approdare, dal 2000, nel vortice delle commedie leggere e romantiche, dove raggiunge un discreto successo. Ma è una decina d’anni dopo che decide di lasciar perdere quella facile fonte di denaro per far emergere le proprie vere doti attoriali, riuscendo nel suo intento grazie alla parte che gli frutta un Oscar nel 2013 in Dallas Buyers Club. 

1. Nudità.1

L’attore ha raccontato alla stampa di aver avuto non poche difficoltà inizialmente a girare le scene di nudo in Magic Mike, trovando imbarazzante recitare senza niente addosso davanti alle telecamere, ma che poi ha finito per provarci gusto. “Quando ti spogli, è come una droga… vorresti farlo ancora e ancora!”. Per superare la timidezza ha inoltre utilizzato una tecnica particolare, ovvero quella di andare in giro per il set indossando solo un tanga e parlando con le persone presenti, come se niente fosse, cercando di abituarsi a sentirsi a suo agio in quel modo. L’attore si è anche tenuto per ricordo quasi tutti gli indumenti indossati dal suo personaggio nel film – tanga, pantaloni di pelle, ecc. – e non nega di averli utilizzati per qualche spogliarello privato con la propria ragazza.

2. Sacrifici.2

Parlando, invece, dei sacrifici più duri da lui compiuti per un ruolo, McConaughey ha parlato di due esperienze in particolare: l’aver perso 13 chili per il suo ruolo in The Dallas Buyers Club, che gli è costato tanta fatica e molto molto appetito (l’attore ha più volte affermato, durante le riprese, di aver sognato piatti quanto più grassi possibili: “voglio un hamburger settanta per cento carne e trenta per cento grasso, con tre tipi di formaggio diversi, e burro spalmato sulle due metà del panino. Tostato e grigliato.”) e… l’essersi completamente depilato per Magic Mike (“sono andato in un posto ad Hollywood che si chiama Smile, dove c’era una donna russa che mi ha fatto spogliare e sdraiare, poi mi ha versato una specie di colla addosso e me l’ha tirata via. Faceva malissimo! E ogni volta che lei tirava peli, lei diceva “mi scusi… mi scusi, mi scusi”, così mi veniva da ridere, anche se tra le lacrime.”).

3. Fondazioni.3

Nel 1996 l’attore ha fondato una casa di produzione cinematografica e televisiva, la J.K. Livin Productions con cui ha finanziato documentari e cortometraggi. Il nome scelto non è stato per lui un caso: mentre stava lavorando sul set di La vita è un sogno McConaughey stava combattendo contro il grande dolore provocatogli per la morte del padre e venne colpito notevolmente da una battuta del proprio personaggio, che invogliava semplicemente a “just keep livin”. Nel 2008, invece, ha fondato la Just Keep Livin Foundation, organizzazione il cui scopo è quello di aiutare i bambini a condurre una vita sana attraverso attività fisica, lavoro di squadra e alimentazione.

4. Curiosità Random. 4

McConaughey ha avuto un’educazione metodista. Ha origini scozzesi, inglesi e svedesi da parte di padre e irlandesi e tedesche da parte di madre. Ha frequentato la Longview High School dove è stato votato anche come il “più bello della scuola”. Il suo eroe dell’infanzia era Evel Knievel, e ha più volte mostrato interesse nella possibilità di lavorare in un film basato su di lui. Ama molto giocare a golf e a tennis, e passa diverso tempo facendo jogging e box. È un grande fan di Willie Nelson. Il suo attore preferito in assoluto sarà sempre Paul Newman. Ha paura delle porte girevoli e detesta doverle utilizzare.

5. Rimpianto unico.5

Dopo aver avuto il coraggio di abbandonare i contratti continui per le commedie romantiche e inoltrarsi nel cinema impegnato, l’attore è stato ripagato con un Oscar e una nuova carriera in un campo molto più gratificante. Adesso, padre felice e appagato dal proprio lavoro, ammetto di avere un unico rimpianto, quello di non essere stato preso per interpretare Jack Dawson in Titanic, parte che – come sappiamo – è andata a DiCaprio. “Mi sarei visto bene a fianco di Kate Winslet. Dicono che James Cameron, il regista, avesse pensato a me prima di scegliere DiCaprio. Dicono: con me non si è mai fatto vivo nessuno”.

– Lidia Marino – 

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