Le 5 curiosità sulle star: Mark Rylance

Alla Notte degli Oscar 2016 ha vinto come Miglior Attore non Protagonista, tra lo stupore di molti della critica, che attribuivano già il premio a Sylvester Stallone, ma Mark Rylance, attore britannico dall’enorme talento, ha dimostrato di meritarselo pienamente. Uno dei più acclamati artisti teatrali inglesi, ha vinto ben tre Tony Award e un Olivier Award. In televisione, ha vinto un premio BAFTA come miglior attore ed è stato candidato per l’Emmy, Golden Globe e Screen Actors Guild Award per il suo ruolo di Thomas Cromwell nella miniserie tv Wolf Hall. Insomma, non è certo un novellino, ma per chi non sapesse molto su di lui, eccovi cinque curiosità che lo riguardano!

1. Osservare.1

Rylance non parlò fino ai sei anni, per una grande e difficile da estirpare timidezza, che lo accompagnò anche diversi anni dopo. Questo però a suo avviso è stato uno dei motivi che lo hanno spinto alla carriera attoriale, perché, privato della parola, sin da bambino ha imparato ad utilizzare molto la mimica facciale, ma soprattutto ad osservare le altre persone, in silenzio, apprendendo i loro gesti, i loro modi di esprimersi e focalizzandosi su questi dettagli ha creato un vero e proprio talento.

2. Cause importanti.2Nonostante questa infanzia silenziosa, l’attore ha imparato a non tacere davanti alle grandi ingiustizie del mondo: sostiene da molti anni Survival International, il movimento mondiale per i diritti dei popoli indigeni, ed è il testimonial della campagna internazionale dell’organizzazione per salvare gli ultimi Kawahiva del Brasile, una tribù che rischia l’estinzione a causa dell’invasione di taglialegna, allevatori, speculatori e minatori. Nell’ottobre 2015 ha dato infatti proprio la sua voce al video che contiene riprese uniche della tribù.

3. It’s a kind of magic.3

L’attore ha affermato di essere stato in passato un vero hippy, concentrato sul rapporto con la natura al punto da portarsi una pietra sempre dietro, come simbolo della comunione con la Terra. Ancora oggi, comunque, crede nella magia: non in quella alla Harry Potter, ma in un tipo di spiritualismo che può portare la coscienza umana in una direzione o l’altra, tramite dei segnali che riceve da altri fattori. Questo in effetti è quello che lui ritiene aiutarlo nello scegliere o meno un ruolo e direi che, nel caso dell’ultima decisione cinematografica, debba aver funzionato.

4. Curiosità Random. 4

Recitare per lui è fonte di vita, è qualcosa che ti aiuta anche nelle situazioni difficili: “a sei anni parlavo malissimo e i miei mi mandarono dai logopedisti, ma senza costrutto. Recitare e fingere di essere un’altra persona, invece, mi aiutò moltissimo: diventavo Mr. Spock o Captain Kirk di Star Trek, e allora mi sbloccavo. Ho imparato a parlare facendo la parte di un altro.” Sugli scaffali della sua libreria ci sono soprattutto libri sulla storia degli Indiani d’America, ma non mancano certo tutte le opere di Shakespeare: “secondo le teorie della reincarnazione, dovrei essere vissuto in quei due momenti storici, perché sin da quando ero molto giovane mi hanno appassionato entrambi”.

5. Patrono del Teatro. 5

Oltre ad essere ritenuto uno degli attori Shakespeariani più amati nel teatro inglese, la sua esperienza è stata apprezzata anche in altre cariche: dal 1995 al 2015 è stato direttore artistico del Globe Theatre e dal 2013 è stato eletto mecenate del London Internation Film Festival (LIFT). Ha conquistato anche Broadway, con il suo talento, e sebbene adesso abbia affascinato anche Hollywood, non rinuncerebbe mai a calcare il palcoscenico per dedicarsi alla vita cinematografica: un vero amore.

– Lidia Marino – 

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