Le 5 curiosità sulle star: Lupita Nyong’o

Vincitrice dell’Oscar come Miglior Attrice al suo debutto in 12 anni schiavo, Lupita Nyong’o è un talento in ascesa, pronta a proseguire il suo cammino da star nell’universo cinematografico. Laureata a Yale proprio in recitazione, la brillante keniota è entrata nell’universo di Star Wars nell’episodio VII, Il risveglio della Forza, interpretando, tramite motion capture, (sì, è per quello che non l’avete riconosciuta) Maz Kanata, mentre ora la trovate sul grande schermo nel doppiaggio originale del live action Disney Il libro della giungla, nel ruolo di Raksha, la mamma lupa di Mowgli. Andiamo, dunque, a scoprire qualcosa in più su di lei!

1. Multilingue.1

La Nyong’o è nata in Messico, dove la sua famiglia ha cercato asilo politico dal regime del Kenya, ma ci è rimasta solo un anno, rientrando poi a casa insieme ai genitori: questi, però, hanno deciso insieme a lei, ormai sedicenne, di farla tornare nuovamente nel suo luogo natale per sette mesi, perché potesse imparare correttamente lo spagnolo. Ciò ha permesso all’attrice di conoscere ben sei lingue, tra le quali anche un discreto italiano. Al Messico, comunque, deve anche il suo nome: “I miei genitori mi hanno dato un nome messicano”, ha spiegato, “perché nella nostra cultura i nomi vengono scelti a seconda degli eventi del giorno della nascita”.

2. Un sogno.2Sul set africano di The Constant Gardener venne affidata a Ralph Fiennes un’assistente molto giovane e in gamba. L’attore la prese in simpatia e un giorno le chiese cosa volesse fare da grande. La ragazza in questione rispose “l’attrice”, un po’ titubante: un sogno – ha ammesso dopo la Nyong’o – che fino ad allora non aveva mai avuto il coraggio di rivelare a nessuno. Fiennes sospirò, e guardandola attentamente le consigliò: “Fallo soltanto se non riuscirai a vivere senza. Se c’è qualcosa d’altro che ti piacerebbe fare, fallo. Quello dell’attore è un mestiere pieno di difficoltà e di dispiaceri”. Lei oggi ricorda queste parole con un sorriso (“non volevo sentirmelo dire, ma avevo bisogno che qualcuno mi mettesse in guardia”), soddisfatta di essere riuscita a realizzarsi e di non aver mollato e grata per quell’avvertimento, che l’ha preparata ad un viaggio interminabile.

3. Bellezza nel mondo. 3

Lupita è stata eletta dalla rivista People nel 2014 la donna più bella del mondo. Questo per lei ha rappresentato un traguardo molto importante, perché sinonimo di lotta contro il razzismo e vittoria contro i pregiudizi. Ha infatti commentato: “Mi sento davvero emozionata, è un grande complimento ma non soltanto per me, ma per tutte le ragazze che vorrebbero essere al mio posto e che ora lo possono sentire più vicino. Da bambina ho sempre pensato che la bellezza era una cosa delle ragazze con la pelle bianca e i capelli biondi”. Ma per l’attrice il complimento più bello rimane uno solo: “Quando mi dicono “bella” prima di pettinare i capelli, prima di indossare un vestito carino e senza una goccia di trucco. La felicità è la cosa più importante”.

4. Curiosità Random.4

Ama la moda degli anni ’50 e quando era ragazza preferiva disegnarsi da sola i vestiti, sia per spendere meno che per testare le proprie abilità. Si definisce una grande fan delle serie tv, e ama particolarmente Orange Is The New Black e Scandal. Colleziona smalti, soprattutto di colori particolari. Ama Whoopi Goldberg ed è anche a lei che deve la propria vocazione da attrice. Adora il cibo messicano, ma se dovesse scegliere una ricetta del cuore, predilige quella che ha stimolato di più il suo palato: lo stufato di manzo: “fin da bambina rammento che non vedevo l’ora di mangiarlo e per questo ho sempre dei bei ricordi associati a esso. Mi ricorda suggestioni africane”.

5. Personaggio digitale. 5

Dopo aver interpretato il ruolo drammatico da Oscar, l’attrice si è ritrovata a dover plasmare la propria mimica facciale e adattarsi alla riproduzione digitale per Star Wars. Ad aiutarla è stato Andy Serkis, l’indimenticabile interprete di Gollum nel Signore degli anelli, che le ha svelato tutti i trucchi del mestiere: “è stato molto generoso nel condividere con me la sua esperienza, dalle questioni più tecniche, come gestire tuta e sensori, all’interpretazione vera e propria, spiegandomi come plasmare la mia fisicità per trasformarmi in una donna millenaria di un metro e venti.” Nonostante le difficoltà tecniche iniziale, la Nyong’o si è detta contenta di aver scelto quel tipo di recitazione, dopo 12 anni schiavo: “ne avevo bisogno, il ruolo di Patsey era stato fisicamente massacrante, entrarci, viverlo e uscirne. L’idea di poter far riposare il corpo è stata determinante.”

– Lidia Marino – 

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