Le 5 curiosità sulle star: John Malkovich

Vi ricordate la scorsa settimana, parlando di Drew Barrymore, abbiamo scoperto che il suo attore preferito è John Malkovich? Bene, non è solo il suo, visto che, subito dopo Jeremy Irons (del quale abbiamo parlato due settimane fa), anche io annoto subito il mitico John. Questo divino attore dell’Illinois proviene da una famiglia statunitense di origini francesi, tedesche, scozzesi ed inglesi. Ha debuttato a Broadway accanto a Dustin Hoffman in Morte di un commesso viaggiatore nel 1984, vincendo un Emmy Award per il suo ruolo, quando lo spettacolo venne trasposto in un film per la televisione, diretto da Volker Schlöndorff. Il debutto sul grande schermo, invece, è avvenuto con Le stagioni del cuore (1984) di Robert Benton, per il quale viene nominato agli Oscar come miglior attore non protagonista, seguito subito dopo da Urla del silenzio di Roland Joffé. Senza che mi dilunghi sulla sua enorme carriera, sappiate che questo divino e perfetto attore, purtroppo, non ha mai vinto una statuetta, troneggiando tra i talentuosi di Hollywood privi di quel riconoscimento. Ma andiamo a scoprire qualcosa su di lui.

1. Passione per l’arte 1

All’età di sette anni, John assistette alla rappresentazione di Piccola città (Our Town) di Thornton Wilder, che lo colpì profondamente. Durante gli anni del liceo coltiva l’amore per la musica e, oltre a suonare la tuba nella banda della scuola, dedica molto del suo tempo libero alla chitarra. Frequenta alla Eastern Illinois University il corso in scienze ambientali, seguendo le orme della famiglia, che è editrice del quotidiano Benton Evening News a Benton, Illinois, e della rivista Outdoor Illinois, e che è considerata come una delle famiglie che hanno dato vita al movimento ambientalista nell’Illinois, ma in cuor suo è molto appassionato alla recitazione e passa sempre più tempo al dipartimento di teatro, insieme alla sua ragazza. La storia d’amore tra i due finisce, ma l’interesse per il teatro ha ormai preso il sopravvento e John decide di trasferirsi all’Illinois State University per frequentare i corsi di recitazione. Nel 1976 lascia l’università prima di laurearsi e si trasferisce a Chicago, dove fonda una compagnia teatrale, la Steppenwolf Theater Company, che ha come sede il sotterraneo di una chiesa.

2. Grande perdita di peso2

John e i suoi cinque fratelli venivano spesso lasciati a casa da soli durante l’infanzia, perché entrambi i genitori lavorano moltissimo e questo portò il giovane attore ad ingrassare notevolmente da bambino. Veniva preso di mira per il suo peso, tanto da non poter partecipare nemmeno alle recite scolastiche, nelle quali avrebbe voluto inserirsi. A sedici anni, invece, decise di dare una svolta a quello che per lui rappresentava un ostacolo e perse ben settanta chili. Come? Beh, è sempre stato un tipo singolare, quindi la risposta non vi deluderà: mangiando solo gelatine. Sì, avete letto bene e no, non dovete imitarlo. Comunque non ha mai più ripreso il peso perduto, riuscendo a mantenersi in tutti questi anni. Dimagrì talmente che riesce ad entrare nella squadra di football americano della sua scuola, attirando anche numerose attenzioni dal pubblico femminile.

3. Una coppia memorabile3

Avete visto Le relazioni pericolose? No? E cosa state aspettando?! Un film di una bellezza unica, con interpreti fantastici; ve ne cito solo qualcuno: John Malkovich, Glenn Close, Michelle Pfeiffer, Keanu Reeves e Uma Thurman, gli ultimi due davvero giovanissimi. Un piacere che non potete privarvi, che ha vinto ben tre Oscar (Migliore sceneggiatura non originale, Migliore scenografia e Migliori costumi… certo, non so ancora perché non l’abbiano dato né a John né a Glenn). Comunque questa intro mi serve per dire che, durante quelle riprese, l’affascinante John – che potrà non piacervi fisicamente, ma che sa indubbiamente il fatto suo – ha conquistato la bellissima Michelle Pfeiffer. In una recente intervista divertente con Esquire, l’attore ha ammesso di non riuscire ancora a credere che quella relazione si sia davvero stretta: “è difficile credere che Michelle mi abbia anche solo detto ciao”. Eppure io li trovo molto particolari insieme (sebbene continui a pensare, dopo anni che lui avrebbe dovuto scegliere Glenn e lei sposarsi con Rutger Hauer, con il quale ha condiviso le riprese di Ladyhawke, ma sto divagando).

4. Curiosità Random4

Una particolarità di John è che adora lavorare a maglia, tanto da farlo intere ore, infischiandosene di ciò che avviene attorno a lui. Ha una passione, infatti, per la moda in generale, tanto da essere diventato anche stilista (con uno stile romantico, tecnologico, quasi urbano… forse pure un po’ radical chic). Prima di diventate attore, ha intrapreso diverse carriere: ha guidato lo scuolabus, ha fatto il commesso, ha dipinto case, vendute forniture per uffici e ha lavorato come paesaggista, oltre che suonato per qualche locale. Nutre una grande passione per il Portogallo, dove gira quanti più film possibili: ha comprato anche una casa a Lisbona ed è co-proprietario anche di una discoteca nella capitale. La sua canzone preferita è di Sandy Denny, nella cover di Nina Simone, Who Knows Where the Time Goes, mentre il suo romanzo preferito è L’urlo e il furore, di William Faulkner. La lista dei suoi film preferiti include: La battaglia di Algeri(1966), I 400 colpi (1959), Quarto Potere (1941), Il conformista (1970), This Is Spinal Tap (1984), Mezzogiorno di fuoco (1952), e La vita è meravigliosa (1946).

5. Disilluso politicamente5

L’attore ha dichiarato di non votare da molti anni. Non crede nella politica, con la quale ha un approccio simile alla religione: “o credi o non credi. Volete sapere che cosa è la politica per me? Qualcuno che arriva da te per dirti che tutti gli alberi della strada hanno una malattia: da una parte troverai chi ti dirà di poterli salvare, dando loro acqua e alimentazione e tranquillizzandoti sul fatto che tutto andrà bene, mentre dall’altra ti diranno di bruciare tutto, per non infettare altre strade. Inutile, non riesco a crederci e non intendo essere ipocrita.” Nonostante sia un attore e l’immagine sia tutto, infatti, sostiene di non avere a cuore l’apparenza, ma solo la sostanza: “lavoro con chi mi pare, mi vesto e mi comporto come mi pare: la mia unica regola è la gentilezza, il resto è superfluo.”

– Lidia Marino – 

Rispondi